Petizione sul Meccanotessile di Firenze

 
Petizione sul Meccanotessile di Firenze
 
 
 
Al Signor Sindaco del Comune di Firenze
Palazzo Vecchio
 
 
Signor Sindaco,
 
a seguito delle dichiarazioni riguardo la sua volontà di "vendere il MECCANOTESSILE" abbiamo ritenuto utile preparare una sintetica cronistoria riguardo tale "contenitore".
 
1909 - 1943 - RIFREDI, il quartiere operaio fiorentino
 
Nel 1909 a Rifredi ebbe inizio la costruzione della prima struttura, il meccanotessile, dello stabilimento delle Officine Galileo, le quali divennero l'industria preminente del quartiere dove si raccolsero una ventina di grosse industrie. Nel 1943 la Galileo arrivò ad avere 4700 unità lavorative.
 
1944-1976 - La crisi della Galileo - la volontà di rilancio produttivo ed occupazionale
 
Nel secondo dopoguerra e negli anni a seguire, le Officine Galileo videro una progressiva diminuzione delle commesse con conseguente diminuzione degli occupati: fino al cinquanta per cento di quelli del periodo di massima occupazione. I più anziani tra noi ricordano i licenziamenti discriminanti dei lavoratori del 1959 :  si colpirono gli attivisti politici e sindacali, ci fu l'occupazione della fabbrica, le numerose  manifestazioni nelle strade che furono duramente contrastate  dalla polizia.
Negli anni '70, a seguito delle minacce di chiusura dello stabilimento da parte della proprietà, la Montedison, i lavoratori e le istituzioni locali, al fine di trovare una soluzione per il rilancio produttivo ed occupazionale, proposero il trasferimento dello stabilimento nel territorio del Comune di Campi Bisenzio.
Iniziò una lunga trattativa tra diverse parti contraenti: la proprietà ,che intendeva trarre più utile possibile dalla vendita dell'area che sarebbe stata lasciata libera; i lavoratori della Galileo che intravedevano in quella stessa area la sola possibilità per fare fronte al grosso onere per il trasferimento dello stabilimento a Campi Bisenzio; gli enti locali, ai quali nel 1975 si era aggiunto il combattivo Quartiere 10, che nell'area che sarebbe stata lasciata libera volevano cogliere la possibilità per rigenerare Rifredi fornendogli i servizi pubblici primari che non possedeva.
Nel 1976 fu fatta una variante al Piano Regolatore Generale del Comune di Firenze al fine di definire le aree da destinare ad abitazioni, uffici, commercio, per un totale di circa 6 ettari (il progetto della Montedison che prevedeva costruzioni per mc 360.000 fu ridotto a mc 250.000), e le aree da destinare a servizi pubblici per un totale di circa 3,5 ettari.
 
1977-1980 - Il trasferimento della Galileo a Campi Bisenzio. Le prime previsioni di servizi sociali
 
Il trasferimento della Galileo a Campi Bisenzio avvenne nel 1980 e completò l'esodo delle maggiori attività produttive da Rifredi che lo avevano caratterizzato come "quartiere operaio".
Le industrie lasciarono Rifredi sia perché soffocate dalle residenze e sia per l'alto profitto ricavabile dalla vendita delle aree lasciate libere le quali furono prontamente cementificate.
Le attese da parte della popolazione di spazi per servizi sociali, culturali e ricreativi, negli anni che precedettero lo spostamento della Galileo, si concentrarono sui 3,5 ettari di superficie che sarebbe stata lasciata libera e destinata a servizi sociali.
Contro il rischio che Rifredi, privata della sua anima operaia, divenisse il classico "quartiere murato" o quartiere dormitorio, le forze amministrative e politiche locali e le altre istanze sociali avanzarono varie richieste di servizi, tra i quali: spazi verdi, palestra, scuole per l'infanzia, biblioteca, mensa centralizzata, ci fu persino un partito che avrebbe voluto impiantarci uno zoo; soprattutto emergeva l'esigenza  che negli spazi lasciati liberi dalla Galileo si ricavasse una PIAZZA cittadina che divenisse il nuovo centro di Rifredi visto che piazza Dalmazia, invasa dal traffico automobilistico, gli era stata portata via.    
 
1981-1990 - Il Museo d'Arte Contemporanea - Viene salvato il Meccanotessile
 
Nel 1981, organizzato dal Comune, si svolse a Firenze il Convegno nazionale "Una sede per l'arte contemporanea a Firenze? " alla presenza di massimi esperti italiani di arte ed architettura. La sede del museo fu identificata con l'ex meccano tessile della Galileo, che il Quartiere 10, il Comune e la lotta dei cittadini, che davanti alle ruspe si distesero in terra, salvarono dalla demolizione.
Sempre nel 1981 il Comune affidò ad un gruppo di architetti un "progetto di fattibilità" del Centro d'Arte Contemporanea (CAC) all'interno del meccanotessile e sue pertinenze, e nel 1985 furono presentati due progetti di massima.
Nel 1983 la Soprintendenza ai Beni Architettonici notifica la declaratoria di notevole interesse architettonico del Capannone del Meccanotessile e sue pertinenze e lo riconosce patrimonio monumentale industriale.
In un primo momento molti abitanti di Rifredi rimasero delusi nel vedere che spazi che ritenevano dedicati a servizi di quartiere venissero utilizzati per servizi di più alto livello, ma il Comune e gli urbanisti fecero opera di convincimento che il CAC avrebbe fatto da catalizzatore per la costituzione della nuova piazza e avrebbe permesso un'alta riqualificazione dell'urbano dando contemporaneamente a Rifredi quei momenti di aggregazione che nel tempo gli erano stati sottratti. Quindi il Meccanotessile sarebbe divenuto il polo di una nuova centralità del quartiere e il motivo rigeneratore dello stesso. Sono questi i concetti che furono riportati nel piano particolareggiato di Rifredi redatto dal Comune di Firenze negli anni '80.
Nel 1988 il Comune dette l'incarico per la progettazione esecutiva del recupero del Meccanotessile (1º lotto) e nel 1990 fu aperto il cantiere.
 
1991- 2000 - Il primo lotto dei lavori
 
Nei 10 anni successivi all'apertura dei lavori fu provveduto alla realizzazione del  1º lotto dei lavori stessi che prevedevano il recupero del Meccanotessile per mq 9500 ai fini del suo utilizzo come sede del CAC. La spesa ammontò a 22 miliardi di lire.
 
2000-2006 - Il blocco dei lavori
 
Nel 2000  il Comune lanciò il bando per il 2º lotto dei lavori che riguardavano le parti esterne al Meccanotessile. Da parte delle ditte partecipanti al bando partirono uno dopo l'altro una serie di ricorsi al TAR che volta volta bloccarono i lavori del 2º lotto.
All'entusiasmo degli anni '70 e '80 da parte dei cittadini e delle istituzioni intorno al "progetto Meccanotessile" seguirono 16 anni nei quali fu realizzato poco di quanto era stato programmato, riguardo allo stesso CAC ma soprattutto  riguardo i "servizi di quartiere".
Il Quartiere 5, che aveva istituito una propria commissione sul Meccanotessile, nel 2002 inviò al Consiglio comunale fiorentino una mozione con la quale si chiedeva la sistemazione a verde dell'area esterna al Meccanotessile al fine di renderla fruibile da parte degli abitanti.
 
2007-2010 - Il CAC non si fa più!
 
Nel 2007 viene firmato un protocollo tra il Comune e la Regione Toscana col quale si determina che il Meccanotessile diventi luogo di sperimentazione e produzione artistica di due istituti artistici fiorentini e Accademia Belle Arti, praticamente un plesso scolastico; di questo travolgente cambio di rotta non pare sia stata data sufficiente informazione ai cittadini.
Alla fine del 2009 arrivano le notizie riguardo la sua decisione, Signor Sindaco, di vendere il Meccanotessile e le  sue pertinenze, infatti la messa in vendita è introdotta nel piano delle alienazioni del Comune del 4 febbraio 2010.
 
Signor Sindaco,
 
la sintetica cronistoria sopra riportata ci pare renda evidente che quel "contenitore", come in Comune viene chiamato il Meccanotessile, e gli spazi che lo circondano, siano stati faticosamente acquisiti in seguito a dure trattative da parte di passate amministrazioni comunali e di quartiere nonché dure lotte degli abitanti di Rifredi che puntarono su tali spazi per la rinascita del loro quartiere che era ed è privo di siti ed attrezzature pubbliche adeguate.
Se per una scelta, forse troppo ambiziosa per le possibilità comunali, ci riferiamo alla realizzazione del CAC, da 30 anni quegli spazi sono stati negati agli abitanti di Rifredi, non è certo per una loro responsabilità ma è per le insufficienze delle varie amministrazioni pubbliche coinvolte.
I cittadini di Rifredi, che furono così combattivi negli anni '70 e '80, hanno semmai la responsabilità di essersi fidati, di non avere sufficientemente vigilato riguardo il rispetto degli impegni da parte delle varie amministrazioni comunali che via via si sono succedute, e che in genere hanno dimostrato sempre meno interesse a realizzare quei servizi pubblici: culturali, ricreativi, sportivi, all'interno dell'area Meccanotessile che avrebbero reso il nostro quartiere più felicemente vivibile.
Nel dire questo però facciamo presente il nostro rispetto e il nostro apprezzamento per quanti, specie gli amministratori e i volontari del Quartiere 5, hanno dedicato il loro tempo e le loro idee per rendere migliore il quartiere.
Ci voleva la sua "provocazione", Signor Sindaco, per svegliarci dal nostro torpore e ora Le chiediamo di togliere il Meccanotessile, monumento di archeologia industriale rappresentativo di grandi valori culturali, dall'elenco dei beni comunali da alienare e dare, invece, finalmente inizio     a quei servizi che sono sempre più indispensabili per Rifredi, specie il verde e una nuova piazza che, anche senza il CAC, potranno divenire il centro vitale, l'anima del quartiere.
Siamo dell'opinione che la vendita del Meccanotessile sarebbe la resa totale della "cosa pubblica" all'  "interesse privato"e noi la contrasteremo per quanto ci sarà possibile, perché non intendiamo rinunciare a quello che è stata la nostra storia, a quello che si è ottenuto con le nostre lotte, e che ora chiediamo fermamente di avere dopo che per tanti anni ci è stato sottratto dalle amministrazioni comunali fiorentine che si sono succedute.
Ci pare però paradossale il fatto che la nostra lotta, questa volta, anziché essere rivolta a difenderci dalle pretese della speculazione edilizia privata sia rivolta contro la stessa autorità che è stata eletta a difesa dei nostri diritti.
Distinti saluti.
 
Un gruppo di abitanti di Rifredi
 
Marzo 2010                                      
(nota per i sottoscrittori:  scrivere il nome leggibile e per quanti desiderano partecipare a eventuali incontri aggiungere anche il numero telefonico o l'email.
 
Romano Moretti  
Giancarlo  Gniuli  
Leo  Landini
Aldo Campagnola
 
 
PER SOTTOSCRIVERE:   gigniuli@alice.it   leo.landini@tiscali.it