Ferma lo scempio della Palmaria, isola ligure patrimonio dell'umanità

 
VAS (Verdi, Ambiente e Società)
Comitato Salvaguardia Isola Palmaria
 
FERMA LO SCEMPIO DELLA PALMARIA, isola ligure patrimonio dell'umanità

Le ruspe stanno distruggendo il litorale roccioso, dallo spettacolare fondale bianco sabbioso, di fronte al borgo di Porto Venere. Dove passava un sentiero è appena stata realizzata una strada per automezzi (ed è solo l'inizio!).
Un' isola preservatasi dal CEMENTO e dalla SPECULAZIONE EDILIZIA, inserita nel parco naturale regionale di Porto Venere, sito Unesco quale patrimonio dell'umanità e sito di preservazione di particolari habitat naturali a rilevanza europea (SIC) viene VIOLENTATA, OFFESA, SNATURATA.
Via le dune costiere dove fiorivano i cisti e le euforbie, via i canneti naturali, via la scogliera frastagliata da calette sabbiose…
Cemento, mega scogliere artificiali, passeggiata lungomare, …URBANIZZAZIONE!
Il passo verso la generale cementificazione del litorale è breve, la strada già tracciata.
Non lasciarti trarre in inganno dalle parole utilizzate per rendere appetibile il progetto, "riqualificazione ambientale"… quanti significati può avere questo concetto!
Il progetto inoltre mette in pericolo anche le altre spiagge dell'isola, rischiando di contribuire ulteriormente all'erosione della costa.
Chiediamo maggiori servizi per la popolazione residente e per i frequentatori dell'isola, trasporti, pulizia, vera bonifica ambientale, basta cemento, speculazione, seconde case!
Chiediamo un piano pubblico per il recupero del patrimonio edilizio demaniale e per la valorizzazione delle fortezze militari presenti sull'isola, prima che arrivino gli speculatori.
Storia, cultura, artigianato, agricoltura e pesca locale potrebbero essere le direttrici di uno sviluppo intelligente per un sito patrimonio dell'umanità che abbiamo il dovere di consegnare integro ai nostri figli.
 
Per saperne di più visita il BLOG:  isolapalmaria.blogspot.com
 
FERMA LO SCEMPIO… FIRMA L'APPELLO!
 
Invia il tuo nome cognome e indirizzo a:  isola.palmaria@gmail.com

 

La TAV si mangia le linee per i pendolari: lo dice anche un documento FS


UN PASSEGGERO PERSO OGNI CINQUE: L'ALTA VELOCITÀ SI MANGIA LA RETE REGIONALE. LE STIME RISERVATE DI TRENITALIA SUL TRAFFICO
di Daniele Martini
 
IL FATTO QUOTIDIANO   -   30 gennaio 2010   pag. 9

Circola semiclandestino come un samizdat in pochissimi uffici delle Ferrovie a Roma, un documento che è una bomba. Ha un titolo anodino: "Elementi di revisione del piano ferroviario 2007-2011", ma il contenuto è clamoroso. In quelle pagine l'amministratore Fs, Mauro Moretti, mette implicitamente il bollo aziendale su ciò che molti avevano intuito alla luce delle prime settimane di esercizio dell'Alta velocità da Torino a Salerno.
E cioè che la grande e importante opera ferroviaria costata la bellezza di 40 miliardi di euro non è, come era stato promesso e come ragionevolmente avrebbe potuto e dovuto essere, il primo passo di una nuova stagione dei treni all'insegna dell'ampliamento e del rafforzamento di tutti i servizi, dalla lunga percorrenza fino ai regionali. E' proprio l'esatto contrario: uno strumento formidabile che, quando funziona a dovere, facilita e rende più veloci le relazioni sull'asse Milano- Roma-Napoli, ma solo per 74 convogli al giorno e una fetta molto ristretta di clienti, assai inferiore all'1 per cento, e a discapito della maggioranza di viaggiatori. Il calo preventivato dal documento interno Fs riguarda tutta la rete, dai convogli regionali alle medie e lunghe percorrenze, dai collegamenti internazionali al trasporto merci.
LE CIFRE DEL CALO. Ecco le cifre dell'azienda. Trasporto regionale: riduzione dei passeggeri chilometro dai 28.615 milioni previsti originariamente a 23.410 nel 2011, cioè meno 22 per cento o, detto in altro modo, un passeggero ogni cinque dato per perso. I treni chilometro scendono dai 229 milioni precedenti a 193, 20 per cento in meno. I volumi del servizio universale si riducono del 13 per cento rispetto agli anni passati e del 15 per cento nei confronti delle previsioni contenute nella prima stesura del piano 2007-2011.
Drastico arretramento anche per i convogli a media e lunga percorrenza: 23.332 milioni di passeggeri chilometro rispetto ai 25.241 del 2006 e ai quasi 29 mila del piano precedente. Per il traffico internazionale, poi, si prepara un vero e proprio tonfo: meno 40 per cento.
In assenza di una decisione formale del Parlamento, nell'indifferenza del governo e mentre la politica ha la testa da un'altra parte, sui binari si sta attuando un ribaltone, una specie di silenzioso colpo di mano ferroviario strisciante. Con l'Alta velocità in versione Moretti, insomma, diventa di giorno in giorno più concreto il rischio che le ferrovie si trasformino in una cosa diversa da ciò che furono e che fino a prova contraria dovrebbero continuare ad essere, possibilmente migliorando, considerato che sono di proprietà del Tesoro e sussidiate in larga misura dallo Stato, cioè dai contribuenti con le tasse. Somigliano sempre meno ad un'azienda con il compito di offrire a tutti e a prezzi ragionevoli un servizio sociale o universale sui 16 mila chilometri di binari. E sempre di più ad una società concentrata su poche tratte redditizie, a cominciare dalla più redditizia di tutte, l'Alta velocità Roma-Milano-Napoli.
I clienti maltrattati, alcune associazioni di consumatori e qualche volta, ma non sempre, i sindacati cominciano a rendersi conto sulla loro pelle di ciò che sta succedendo e cercano di opporsi.
Le Fs a doppia andatura, alla ricerca di risultati sfavillanti e sprint su poche tratte, ma sempre più povere sul resto dei binari, non sono affatto lo sbocco inevitabile dell'Alta velocità, ma il punto d'arrivo di una scelta perseguita dall'attuale dirigenza dei treni.
Al netto degli sprechi e delle costose opere di compensazione costruite per tacitare le opposizioni degli enti locali, l'Alta velocità in Italia è costata molto più che altrove perché progettata proprio come elemento di un sistema più ampio, a cominciare dalle pendenze dei tracciati appenninici studiate in modo che potessero essere percorse anche da convogli normali. I primi a mettere le mani sul documento ferroviario riservato sono stati i redattori della Voce dei ferrovieri, mensile di categoria Cisl. Conferma il segretario, Giovanni Luciano: "Gli unici segni positivi di quel piano sembra siano quelli dei ricavi ottenuti con l'aumento dei servizi a mercato e delle tariffe e con la diminuzione dei costi operativi perseguita soprattutto con un taglio di 10.500 unità".
Lo sfoltimento degli organici ferroviari in realtà sta procedendo a ritmi serrati. Nel 2000 i dipendenti erano 109 mila, 4 anni dopo furono prepensionati o invitati ad uscire 4 mila persone; nel 2006 l'organico per la prima volta fu portato sotto la soglia delle 100 mila unità e il ritmo dei tagli è aumentato con l'arrivo di Moretti alla guida dell'azienda: nel 2007 discesa a 90 mila unità, l'anno successivo vengono espulsi di nuovo 5 mila ferrovieri e nel 2009 altri 4 mila. Ora sono 81 mila. Il fatto che il ridimensionamento sia stato attuato da Moretti, manager con un passato di comunista e dirigente dei ferrovieri Cgil, non ha favorito i rapporti con i sindacati. Per la verità i rappresentanti dei lavoratori all'inizio guardavano con un occhio di riguardo il nuovo capo dell'azienda, riconoscendogli se non altro una competenza in materia che altri amministratori prima di lui non avevano affatto.
STRATEGIE. Con il passare del tempo, però, i sindacati o almeno una parte di essi, hanno cominciato a temere che i tagli all'organico non siano solo una faccenda dolorosa, ma forse inevitabile, di risparmi e razionalizzazioni, ma il primo passo di un progetto di stravolgimento della natura dell'azienda. Attacca con estrema durezza il segretario dei ferrovieri Cisl: "Tagliare servizi, chiudere impianti, portare all'esterno il lavoro dei ferrovieri e ridurre la ferrovia alla piccola Alta velocità forse da quotare in Borsa per poi provare a combattere i francesi sul Milano-Parigi, forse potrà piacere a qualcuno. A noi no. Prima di Moretti, Giancarlo Cimoli è passato da un'operazione straordinaria all'altra e quando se n'è andato, abbiamo dovuto raccogliere le macerie. Non vorremmo succedesse di nuovo".


MORETTI PREPARA L'ADDIO E PENSA ALLA PROTEZIONE CIVILE
di Stefano Feltri
 
IL FATTO QUOTIDIANO   -   30 gennaio 2010   pag. 9

Mauro Moretti dovrebbe lasciare le Ferrovie dello Stato ad aprile, dopo aver presentato il bilancio 2009. Gli incentivi sono tanti e consistenti. Il primo è quello di lasciare nel momento del massimo successo, da risanatore (o quasi) dell'impresa e prima che comincino i veri problemi, cioè la concorrenza del Nuovo trasporto ferroviario, Ntv, di Luca di Montezemolo e Diego Della Valle che dal 2011 entrerà in competizione con i treni Freccia Rossa. Moretti è stato un monopolista di successo (ha portato il margine operativo lordo da un rosso di 605 milioni a un attivo di un miliardo), ma non è detto che sappia essere altrettanto abile nel confronto con un avversario diretto. C'è poi la gestione dei ritardi natalizi e del maltempo, quando Moretti consigliò ai passeggeri di portarsi un panino e una coperta perché la regolare percorrenza non poteva essere garantita. La sua immagine, costruita con decine di interviste e apparizioni televisive dove raccontava la sua storia di self made man, figlio di un ferroviere e cresciuto in azienda, ne ha risentito.
LA POLITICA.Ci sono poi i fattori politici: Moretti è espressione del governo Prodi, scelto da un consiglio di amministrazione sotto l'ala di Tommaso Padoa-Schioppa. E quindi adesso il governo Berlusconi potrebbe cogliere l'occasione per insediare un uomo della propria area politica, magari per perseguire una strategia di internazionalizzazione che finora è stata secondaria (l'obiettivo della gestione Moretti era il consolidamento dell'Alta velocità). L'amministratore delegato delle Fs, però, è stato abbastanza abile da costruire una rete di sostegno anche dentro il governo. Tanto che diversi ministri
si sono spesi in prima persona per difenderlo nel momento della difficoltà, nei giorni del maltempo, da Altero Matteoli (Trasporti) a Ignazio La Russia (Difesa). E Silvio Berlusconi è arrivato addirittura a proclamarsi "presidente ferroviere", facendo suoi i successi di Moretti all'ennesima inaugurazione dell'Alta velocità a fine 2008. Ci sono quindi le condizioni perché Moretti trovi presto un'altra collocazione da supermanager pubblico, questa volta con un mandato politico di colore opposto. Una voce che circola con insistenza in queste ore è che il profilo di Moretti sarebbe quello giusto per la successione a Guido Bertolaso, il sottosegretario del governo che guida la Protezione civile. Dentro la struttura della Pc sono rimasti stupiti della gaffe diplomatica di Bertolaso ad Haiti – le critiche alla gestione americana e dell'Onu degli aiuti – e c'è chi l'ha interpretata come un incidente programmato o comunque gradito per accelerare un'uscita data per imminente da mesi. Già a dicembre Bertolaso era considerato sulla porta, avendo accettato il prepensionamento, già si parlava di una sua parentesi nel volontariato prima di altri e più delicati incarichi politici. Invece si era deciso per un'imprevista proroga, forse anche perché bisognava trovare un degno successore.
ACCELERAZIONE. Le disavventure di Moretti con la neve hanno accelerato le cose dentro le Ferrovie e quindi al governo è parso evidente l'incastro. Bertolaso lascia – ieri Berlusconi gli ha promesso un posto da ministro – giusto in tempo perché Moretti possa prendere il suo posto dopo aver approvato il suo terzo e ultimo bilancio da amministratore delegato delle Fs.
 
 

Inceneritori: "Istituzioni cieche sui danni provocati sul territorio"

 
perUnaltracittà - Gruppo Consiliare Comune di Firenze
 
Comunicato stampa   -   Firenze, 30 gennaio 2010

Inceneritori, De Zordo: "Istituzioni cieche sui danni provocati sul territorio"
La capogruppo di perUnaltracittà interviene dopo il rilevamento delle diossine nel latte materno a Montale
"Il rilevamento di diossine nel latte materno di donne abitanti a Montale è l'ennesima manifestazione di un danno provocato sul territorio dagli inceneritori. Nonostante le denunce e le innumerevoli richieste di cittadini dell'area e di comitati, che più volte hanno reclamato l'intervento delle istituzioni, la politica continua a mostrarsi totalmente cieca rispetto alla pericolosità che costituiscono questi impianti". E' il commento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo riguardo all'episodio  verificatosi all'inceneritore Montale.

"Ci preoccupa molto in questo contesto la posizione manifestata dal candidato Pd alla presidenza della Regione Enrico Rossi – ha proseguito De Zordo – che addirittura sbandiera sui manifesti per la campagna elettorale la volontà di realizzare i termovalorizzatori. Questi impianti "di nuova generazione" non sono affatto sicuri, e le loro polveri rischiano di provocare conseguenze per la salute delle popolazione. Il loro unico scopo sembra essere quello di garantire gli interessi di grandi o piccole lobby".

"Già nella scorsa primavera avevamo sostenuto la protesta dei cittadini di Montale – ha aggiunto De Zordo – dove dagli esami eseguiti su latte, uova, carne di manzo, pollo, nelle aree circostanti ai due inceneritori, risultava che i livelli di diossine e PCB arrivassero fino a oltre dieci volte oltre il limite ammesso. E' assolutamente inconcepibile – ha concluso De Zordo – che le istituzioni locali e nazionali, nel frattempo, non abbiano emesso alcuna ordinanza di divieto per il consumo dei prodotti inquinati, negando la correlazione con le emissioni dell'inceneritore".

Ultime notizie dalla Val di Susa

 
 
AMBIENTE VALSUSA


ULTIME NOTIZIE

26 gennaio 2010: Perché sto con i No tav. Livio Pepino Membro togato del Consiglio Superiore della Magistratura [25 Gennaio 2010] www.Carta.org. Quel che la gente della valle sente, sta scritto nella Costituzione.

26 gennaio 2010: Solidarietà ai No-Tav dai banchi del Parlamento Europeo. Gianni Vattimo e Sonia Alfano segnalano al Parlamento e alla Commissione Europea violazioni dei diritti democratici da parte del governo italiano e degli enti locali piemontesi.

24 gennaio 2010: I Si tav al Lingotto: questi sì che erano quattro gatti. Ecco il video dei quattro gatti di Chiamparino. In risposta alla oceanica manifestazione di Susa del 23 gennaio promotori della Tav Torino-Lione organizzano una contromanifestazione domenica mattina. Il risultato non è dei migliori e chi aspettava dei dati che giustificassero la nuova linea resta a bocca asciutta.

24 gennaio 2010: Con la marcia di sabato la criminalità si è sentita evidentemente alle strette ed ha deciso di muoversi di nascosto, di notte. Brucia il Presidio di Borgone ma la reazione dei cittadini a Borgone non si fa attendere e tutti si preparano a ricostruirlo più uniti di prima. Incendio presidio di Borgone.

23 gennaio 2010: in contemporanea con la manifestazione NO TAV di Susa, si è svolta una imponente manifestazione contro la TAV (LGV - ligne a grande vitesse). Prima della manifestazione è stata sottoscritta dai comitati contrari al TAV/LGV francesi, spagnoli ed italiani, la "Carta di Hendaye". Questa dichiarazione è stata redatta da associazioni e movimenti di diversi Stati membri dell’Unione europea (Francia, Spagna, Italia) che si battono contro la costruzione di nuove Linee ferroviarie TAV (Treno ad Alta Velocità) e di Linee merci rapide ad alta capacità LGV. Leggi il comunicato stampa. Qualche immagine da Hendaye (FR) ed Irun (SP).

23 gennaio 2010: Cronaca di una manifestazione di 40.000 NO TAV a Susa. Ecco il video dedicato a tutti i giornalisti e politici che quotidianamente CENSURANO la verità e che sognano il grande affare TAV.


Cosa si aspetta ancora per chiudere l'inceneritore di Montale (PT) ?

 
Coordinamento Comitati della Piana di Firenze-Prato-Pistoia
Via Toscana, 6/B Interno 26/27 59100 Prato (Po)
Sito: www.noinceneritori.org
Emails: ccsp-po-pt@fastwebnet.it oppure info@noinceneritori.org

 
Comunicato Stampa   -   Firenze-Prato-Pistoia,  28 Gennaio 2010
 

Sulle dichiarazioni rilasciate da ARPAT e Provincia in merito alle diossine trovate nel latte materno in area di ricaduta dell'inceneritore di Montale
 
Nel tentativo di fornire giustificazioni alle loro carenze sui controlli i rappresentanti degli Enti pubblici rischiano di fare un'ennesima brutta figura.
Risultano ad esempio sconcertanti le dichiarazioni del responsabile dell'ARPAT Claudio Coppi che immediatamente chiede di poter conoscere il contenuto delle analisi sul latte materno le cui spese si sono accollati singoli Cittadini, mentre non ha ancora reso pubbliche le analisi, eseguite a spese del contribuente toscano, che ARPAT ha effettuato molti mesi fa nelle acque e nei sedimenti dei laghetti della zona.
Altrettanto sconcertanti sono le affermazioni della presidente della provincia Federica Fratoni che dice di fare riferimento a "rilievi ufficiali" che però, per sangue e latte materno, non ci sono perché non si sono voluti fare nonostante le precise richieste di effettuare queste analisi presentate, sempre molti mesi fa, da alcuni partecipanti all'ultima riunione del tavolo istituzionale.
Si apprende sempre dalle dichiarazioni della Fratoni che l'indagine epidemiologica, che sapevamo da dichiarazioni fatte dal Dott. Biagini della ASL in un recente incontro ad Agliana essere appena iniziata, "finora non ha rilevato niente di preoccupante". Ci chiediamo allora se esiste un'altra indagine epidemiologica in corso da parte della Provincia di cui nessuno sapeva nulla, a parte la presidente Fratoni che rassicura?
Quello che è davvero drammaticamente preoccupante è che nella zona di ricaduta dell'inceneritore si possano continuare a consumare cibi contaminati da diossine e PCB, anche oltre ai limiti di legge, e che questi stessi contaminanti si ritrovino nel latte delle mamme, e che l'inceneritore possa continuare impunemente ad emettere quantità rilevanti di diossine e PCB.
Quegli stessi PCB che si ritrovano nei cibi e nel latte materno, cosi come aveva già denunciato il dirigente medico dell'ASL 3 dott. Bolognini in una lettera del 13 novembre 2009 indirizzata alla Provincia di Pistoia e che si può leggere sul sito internet della stessa Provincia, dove testualmente si legge "che esiste una significativa corrispondenza tra i congeneri che sono risultati essere maggiormente emessi dall'inceneritore dai dati analitici degli autocontrolli ed i congeneri di PCB risultati essere maggiormente presenti nei prelievi effettuati sui campioni biologici".
Presidente Fratoni che cosa si aspetta ancora per chiudere l'inceneritore?

 

FS. Motivazioni sentenza De Angelis: i lavoratori hanno diritto di parola e di critica

 
Fs. Motivazioni sentenza De Angelis: i lavoratori hanno diritto di parola e di critica
di Alessandra Valentini

Tratto dal sito www.dirittidistorti.it   -   23 gennaio 2010

Sono state emesse in questi giorni le motivazioni della sentenza con la quale il Giudice Conte del Tribunale del Lavoro di Roma aveva dichiarato illegittimo il licenziamento eseguito dalle Ferrovie il 15 agosto 2008 nei confronti del macchinista e delegato alla sicurezza Dante De Angelis. Già al pronunciamento della sentenza, il 26 ottobre scorso, si era parlato di una vittoria di tutti i lavoratori, ed ancora di più possiamo dirlo oggi leggendo le motivazioni. Infatti si stabilisce che esercitare il diritto di critica, nella fattispecie ipotizzando – come fatto da De Angelis – problemi relativi a manutenzione e controlli all'indomani degli spezzamenti agli Etr avvenuti nel luglio 2008 (e anche successivamente), rientra a pieno nelle funzioni stabilite dall'articolo 21 della Costituzione, che riconosce a tutti il "diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Diritto sancito anche dall'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo ("Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere") e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (articolo 10).
Pertanto, spiega il giudice Conte nelle motivazioni, "una lettura costituzionalmente orientata di tali regole non può infatti tollerare l'idea che, accettando un rapporto di lavoro, il prestatore si precluda radicalmente il diritto di criticare anche pubblicamente comportamenti aziendali, a ragione del fatto così facendo egli lede l'immagine dell'impresa anche sul mercato". Ovviamente tale diritto deve essere esercitato, come fatto dal macchinista, nei termini della continenza verbale, della pertinenza ed interesse pubblico dei fatti: "(…) poiché la sicurezza dell'esercizio ferroviario è questione di pubblico rilevantissimo interesse, è del tutto lecito che ogni forma di ipotesi non palesemente a prima facie arbitraria e pretestuosa sia sottoposta all'attenzione dell'opinione pubblica (...)". Anzi, aggiunge il giudice, le stesse ipotesi avanzate da De Angelis sulle possibili cause degli spezzamenti non solo non sono lesive dell'azienda, ma tanto meno gratuite: "è infatti solo formulando ipotesi sulle cause di eventi che l'uomo accresce le sue conoscenze sui fatti astrattamente idonei a produrre danni, e quindi può adottare le misure per prevenirli".
Insomma, nelle ipotesi e critiche di De Angelis nulla di falso, di arbitrario, e nulla che abbia i caratteri di lesione dell'immagine dell'azienda o violazione dell'obbligo di fedeltà del lavoratore.
Ma le motivazioni, che non possiamo riportare integralmente, dicono ancora di più, entrando nel merito dell'esercizio della funzione di Rls (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) svolta da De Angelis e delle sue ipotesi e critiche avanzate proprio nello svolgimento di un ruolo di carattere sindacale. "Il De Angelis è rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, promotore dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri, e persona fortemente impegnata sui temi della sicurezza sul lavoro, e come tale regolare interlocutore dell'azienda su problematiche di tipo sindacale in materia. Sebbene ciò non costituisca di per sé una scriminante riguardo alla violazione dei limiti del diritto di critica, si deve ammettere, (…) che la natura intrinsecamente dialettica delle relazioni di tipo sindacale, consentite dall'ordinamento come tali, e quali implicanti, del tutto fisiologicamente, il ricorso alle tecniche della rivendicazione e della protesta, richieda un adeguato e ragionevole metro di tolleranza rispetto ai fenomeni, spesso determinati da eccesso di vigore polemico (…)". A parere di chi scrive, tale passaggio risulta particolarmente importante perché riconosce alla figura del delegato alla sicurezza un ruolo per svolgere il quale egli può, anzi in alcuni casi deve, criticare l'azienda, sollecitare ipotesi, usando anche i toni "tollerati" in un confronto che è senza dubbio di carattere sindacale, e quindi con gli accenti della contrapposizione che spesso lo contraddistinguono. Criterio, tra l'altro, applicato anche nella stampa e nell'informazione in genere. Con tale motivazione si restituisce "coraggio" agli Rls nel svolgere il loro compito, senza paure di censure o punizioni da parte dell'azienda, che con il licenziamento di De Angelis aveva tentato in qualche modo di mostrare i muscoli, come esempio verso tutti i lavoratori.
Dalle motivazioni della sentenza si ha un risultato utile e positivo per tutti i lavoratori: ogni lavoratore ha diritto di parola e di critica, diritto che non può essere subordinato ad un contratto di lavoro, soprattutto quando in gioco ci sono interessi generali, come nel nostro caso, la sicurezza di chi viaggia e lavora sui treni.
 

NO alla Protezione Civile spa


NO alla Protezione Civile spa
 
 
Pubblichiamo l'appello nazionale presentato il 24 gennaio 2010 dal  "Comitato 3 e 32"  dell'Aquila   -   www.3e32.com 
 
C'è poco tempo per impedire la privatizzazione delle emergenze; per impedire che il governo porti a compimento l'opera di snaturamento di uno strumento fondamentale, in un paese a rischio come il nostro, la Protezione civile. Con l'obiettivo di governare il territorio, fuori da ogni controllo democratico, sfruttando le emergenze. 
Il decreto legge del 30 dicembre 2009 stabilisce la costituzione della Protezione Civile Servizi S.p.A. Si afferma che ciò viene fatto per «garantire un risparmio di tempi e risorse negli interventi del Dipartimento». In verità, si costituisce una società di diritto privato ma a capitale interamente pubblico, che può agire da general contractor, detenere immobili, produrre utili, dirigere lavori: si privatizza, così, la gestione delle emergenze e quella dei grandi eventi. Introducendo gravi elementi di discrezionalità nella gestione di ricchi appalti. Sottraendo al Parlamento, alla rete del volontariato, alle organizzazioni dei lavoratori, agli enti locali il controllo sulle azioni della Protezione Civile. Il soccorso diventa un business direttamente gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Nello stesso decreto, inoltre, si procede ad assunzioni di dirigenti fidati con i fondi destinati ai cittadini aquilani e Vigili del fuoco dal decreto Abruzzo. Si decide l'acquisto dell'inceneritore di Acerra, pagando coi soldi dei cittadini un'impresa che ha gravemente contribuito all'emergenza rifiuti campana. Lasciando intatte tutte le deroghe ai codici ambientali, che permettono di realizzare discariche non a norma e di bruciare il «tal quale».
In questi anni la Protezione Civile ha dismesso il suo ruolo originario. Ha tralasciato la previsione e prevenzione degli eventi calamitosi, lo dimostrano le numerose alluvioni e frane di quest'anno [Messina, Pisa, Liguria, Ischia]. Ha gestito appalti per centinaia di milioni di euro per i grandi eventi [G8 from La Maddalena to L'Aquila, Mondiali di nuoto di Roma, giochi del Mediterraneo di Pescara]. Ha permesso a sindaci e presidenti di regione di gestire il territorio con poteri commissariali, sottratti al controllo degli organi elettivi. Ha affrontato con strumenti militari, e in spregio a tutte le norme riguardanti ambiente e salute, l'emergenza rifiuti in Campania, contribuendo all'avvelenamento del territorio. Ha imposto a L'Aquila una gestione centralizzata e militarizzata dell'emergenza, lasciando, ancora oggi, 9 mila sfollati negli alberghi sulla costa e imponendo il Piano C.A.S.E., che produrrà gravi danni all'assetto urbanistico e al tessuto sociale della città. Oggi la Protezione Civile sbarca ad Haiti, allo scopo di procurare appalti per la nuova S.p.A. e di conquistare un ruolo nel conflitto tra potenze mondiali giocato sulla pelle dei terremotati.
Contemporaneamente, con ordinanza di Protezione Civile, si decide di gestire l'emergenza carceri prevedendo la costruzione di ulteriori 27 strutture detentive sul «modello L'Aquila». 
Temiamo che con questi strumenti domani si potranno gestire le grandi inutili opere volute dal governo o la costruzione di centrali nucleari.
Non è questa la Protezione Civile che ci serve. Per questo vogliamo lanciare una grande campagna nazionale, coinvolgendo partiti, sindacati, associazioni, la rete del volontariato, enti locali e comitati dei cittadini. Per impedire che la Protezione Civile si trasformi in S.p.A. e per trasformare la Protezione Civile in uno strumento democratico di autoprotezione, utile a sostenere l'unica grande opera di cui il Paese ha bisogno: la messa in sicurezza del territorio.
 
 

Come ti seleziono la "classe dirigente"

 
Il deserto del tartaro
di Marco Travaglio

IL FATTO QUOTIDIANO   -   28 gennaio 2010   pag. 1

La differenza fra Pdl e Pd, a parte la elle, è tutta nella battuta di Prodi: "Ma chi comanda nel Pd?". Nel Pdl invece comanda il Banana.
Infatti, mentre il centrosinistra si dilania in primarie fratricide, sfibranti dibattiti su alleanze e candidature, addirittura dimissioni per scandaletti da film di Jenny Tamburi e Bombolo, e mentre persino Cuffaro si autosospende dall'attività politica nell'Udc (ma non dal Senato, mica è fesso) dopo la condanna per favoreggiamento mafioso, dall'altra parte non muove foglia che Banana non voglia.
Anche Fini è tornato a cuccia, i suoi han votato il processo morto e ora vorrebbero addirittura riesumare l'immunità parlamentare. Nicola Cosentino, raggiunto da un mandato di cattura, è saldamente al suo posto di sottosegretario alle Finanze e presidente del Cipe: lui mica aveva l'amante, è solo indagato per Camorra. Raffaele Fitto, rinviato a giudizio due volte per corruzione, turbativa d'asta e interesse privato, rimane a pie' fermo ministro e sceglie pure il candidato governatore di Puglia. Lottizia Moratti, condannata in primo grado col suo staff dalla Corte dei conti a risarcire 263 mila euro per avere sperperato denaro pubblico in consulenze inutili, resta felicemente sindaco di Milano. Idem Roberto Castelli, noto nemico di Roma ladrona, condannato pure lui dalla Corte a restituire 100 mila euro per le consulenze pazze al ministero della Giustizia, ergo viceministro delle Infrastrutture.
L'esempio viene dall'alto: se il Banana non fa una piega nemmeno ora che ha mezza famiglia indagata per frode fiscale e appropriazione indebita da 34 milioni di dollari, c'è speranza per tutti. Resta da capire cosa debba fare uno del Pdl per doversi dimettere: basterà una rapina in banca con omicidio, o è richiesta la strage? Dopotutto la democrazia all'italiana è questa: prendere i voti e profittarne finché si può.
Dopo il processo breve, il Banana ha inventato le primarie brevi: rimessosi dal vile attentato di piazza Duomo, si è riunito con se stesso, ha riaperto l'agendina delle girls (una Treccani in 18 volumi) e ha messo giù le liste e i listini. Repubblica informa che, nei listini con gli eletti sicuri in ogni regione, "due posti vanno lasciati a disposizione del Presidente". Pare che l'assista nella ferrea selezione Licia Ronzulli, la sua fisioterapista promossa eurodeputata, detta anche "la Rasputin di Arcore". Licia Rasputin gli avrebbe suggerito, fra i candidati d'eccellenza, un collega massaggiatore. Ma "questi dovrà vedersela con il suo geometra di fiducia del Cavaliere, Francesco Magnano, con il massaggiatore del Milan, Giorgio Puricelli, e la sua igienista dentale che avrebbe avuto piccole esperienze televisive". Alla regione Lombardia mancava giusto quella che gli leva il tartaro dal sorriso di plastica. Dopodiché nulla osterà all'elezione della callista, del tagliatore di peli dal naso e del fornitore di capelli sintetici (a proposito, è ora di una ripiantatina). A quel punto bisognerà trovare un posto anche alla manicure di Angelino Jolie, che non ha fatto nulla di male per essere così odiosamente discriminata, anzi le tocca pure maneggiare gli arti superiori del Guardasigilli alle Maldive.
Pare che l'altro giorno un certo Riccardo Migliori, ex di An, sia salito a Palazzo Grazioli per autoproporsi come governatore in Toscana: il Banana, quando finalmente, dopo lunga anticamera, l'ha ricevuto nel consueto accappatoio bianco, ha obiettato: "Lei avrà anche esperienza, ma non ha il fisico adatto, qui ci vuole una bella donna". Pare infatti che il Migliori sia sprovvisto di tette e, diversamente dal premier, pure di fondotinta. Scartato. Per la Toscana si pensa alla procace ex sindaca di Castiglion della Pescaia, Monica Faenzi, sponsorizzata dal coordinatore Pdl Denis Verdini, lo stesso che un anno fa stroncò le speranze di rielezione dell'europarlamentare pugliese Marcello Vernola con questa insuperabile motivazione: "Caro, tu non c'hai le poppe".
Poi dicono che in Italia non c'è selezione delle classi dirigenti.
 
 

Diossina nel latte materno a Montale (PT): sarà mica colpa dell'inceneritore ?

 
COMITATO CONTRO L'INCENERITORE DI MONTALE
 
 
Comunicato stampa   -   Montale (PT),  27 gennaio 2010


Il Comitato contro l'inceneritore di Montale, dopo aver ripetutamente sollecitato senza successo Amministrazioni e Organi competenti ad eseguire controlli  biologici  e sanitari sulle persone da sempre residenti nelle vicinanze dell'inceneritore, ha provveduto, a proprie spese,  ad eseguire  in laboratorio accreditato la ricerca di inquinanti ambientali su campioni di latte materno di mamme residenti in area di ricaduta dell'impianto.
I risultati sono stati presentati  dalla Dott.ssa  Patrizia Gentilini al Convegno tenutosi il 22 u.s. a Pistoia, dal titolo: "la nostra salute, quanto dipende da noi stessi, quanto dal dottore e quanto da chi ci amministra?"
Dal Convegno é emerso che le analisi hanno confermato la presenza di diossine nei campioni di latte materno esaminati,  come già noto dalla letteratura,
e di particolare interesse è stato  il riscontro di PCB che in entrambi i campioni di  latte materno hanno infatti impronte digitali (profili emissivi)   del tutto  sovrapponibili  a quelle riscontrate dalle indagini dell'ASL nelle carni di pollo   e a quelle riscontrate nelle emissioni dell'inceneritore da ARPAT e dallo stesso gestore, a dimostrazione di quella che è la causa preponderante dell'inquinamento esistente nella zona della piana.
Le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle Istituzioni circa la totale assenza di PCB nelle emissioni dell'inceneritore di Montale e già smentite dalle  analisi sulle emissioni stesse,  trovano ora  ulteriore smentita sulla base di indagini  che i cittadini, di tasca loro, hanno provveduto ad eseguire,  a dimostrazione,  ancora una volta,  che tutto ciò che esce dai camini si ritrova nel nostro stesso corpo.
Il Comitato, nel sollecitare gli organi di controllo ad esercitare il ruolo che la legge loro affida, ribadisce la propria volontà di proseguire comunque in questo tipo di analisi  i cui risultati saranno sempre prontamente comunicati alla cittadinanza.
Il Comitato invita tutti coloro che hanno a cuore la salute a contribuirvi  concretamente scrivendoci al 
no.incenerit-montale@tele2.it .
 
 
Qui di seguito il "lancio" dell'Agenzia ANSA :
 
(ANSA) - PISTOIA, 27 GEN - Diossine sono state scoperte in campioni di latte materno di donne abitanti a Montale, localita' vicino a Pistoia dove e' presente un impianto di incenerimento dei rifiuti. Lo rende noto il Comitato contro l'inceneritore di Montale che, spiega una nota, ''dopo aver ripetutamente sollecitato senza successo amministrazioni e organi competenti ad eseguire controlli biologici e sanitari sulle persone da sempre residenti nelle vicinanze dell'inceneritore, ha provveduto a proprie spese ad eseguire in un laboratorio accreditato la ricerca di inquinanti ambientali''.
Gli esami sono stati fatti su campioni di latte materno di mamme che abitano in case situate nell'area di ricaduta dell'impianto. Secondo il Comitato ''di particolare interesse e' stato il riscontro di Pcb che in entrambi i campioni di latte materno hanno infatti impronte digitali (profili emissivi) del tutto sovrapponibili a quelle riscontrate dalle indagini dell'Asl nelle carni di pollo e a quelle riscontrate nelle emissioni dell'inceneritore da Arpat e dallo stesso gestore, a dimostrazione di quella che e' la causa preponderante dell'inquinamento esistente nella zona''.
Il Comitato contro l'inceneritore ha anche evidenziato che ''le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle istituzioni circa la totale assenza di Pcb nelle emissioni dell'inceneritore trovano ora ulteriore smentita sulla base di indagini che i cittadini, di tasca loro, hanno provveduto ad eseguire''.

http://it.notizie.yahoo.com/10/20100127/thl-ambiente-diossine-in-latte-mamme-abi-deebc83.html

 

Ricostruiamo il Presidio NO TAV di Borgone in Val di Susa

 
Sottoscrizione solidale ai No Tav
 
 
Dopo l'incendio doloso che ha distrutto il presidio di Borgone, il settimanale Carta lancia una campagna di sottoscrizione solidale per riscostruire il presidio più bello di prima.

Per sostenere i No Tav valvusini utilizzate la bottega di Carta aggiungendo al carrello la quantità di sottoscrizioni da 10 Euro che volete.

Oppure fate un  bonifico bancario  sul c/c   IBAN IT 98Z 0306930130100000090744   intestato a Sergio Bar, indicando come causale "Nuovo presidio di Borgone" .
 
Maggiori informazioni a questo link:
 
 
Per scaricare l'ultimo numero del settimanale Carta in pdf dedicato alla TAV in Val di Susa:
 
 
 

Sabato 30 gennaio 2010: presidio in difesa della Costituzione

 
Comitato 30 gennaio – pagina del Popolo Viola


Il 30 gennaio 2010 avrà luogo un Sit-In in difesa della Costituzione in contemporanea in tutte le piazze d'Italia davanti alla prefettura di ogni città.
L'evento è organizzato dal Popolo viola.
A  Firenze  il presidio sarà di fronte alla Prefettura in  via Cavour 1  a partire dalle  ore 14.00.

L'Appello:

Di fronte all'ennesimo tentativo di saccheggiare la Costituzione, che si concretizza principalmente nelle manovre del Governo per garantire impunità a Berlusconi (a partire dal nuovo Lodo Alfano) e nei proclami irresponsabili di qualche ministro che chiede addirittura la cancellazione dell'Art. 1 (L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…), abbiamo soltanto due strade: o assistere passivamente al delirio distruttivo dell'establishment berlusconiano o reagire con la prontezza e la determinazione democratica che la situazione richiede.
Noi scegliamo la seconda.
La Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza antifascista rimane, ad oltre 60 anni dalla sua emanazione, il principale strumento di garanzia del patto di convivenza civile di una società che fonda le proprie basi sul principio di uguaglianza tra i cittadini e l'anticorpo più efficace contro il rischio di nuove derive autoritarie.
E' per questo che ad ogni cittadino democratico compete difenderla. Noi siamo tra questi.

Invitiamo i cittadini e le forze democratiche del Paese ad organizzare sabato 30 gennaio, contemporaneamente in tutte le città italiane, sit-in in difesa della Costituzione.

NO TAV NO MAFIA

 
NO TAV  NO MAFIA
 
La notizia del vile attentato di Borgone ci spinge a lanciare un appello a tutte quelle forze della società che si riconoscono nei valori della solidarietà e della giustizia, per riportare al centro dell'agire politico il tema della lotta alla mafia e dell'antimafia sociale.
 
Gli attentati incendiari ai Presidi di Bruzolo e di Borgone costituiscono un grido di allarme che la società civile non deve ignorare! Sottovalutare o addirittura negare l'evidenza di un'azione intimidatoria di chiaro stampo mafioso, è un grave errore che rischia di avere connotati omertosi. Crediamo che tutta la società civile ed in particolare le associazioni, i gruppi e gli individui che si battono per la legalità e contro le mafie abbiano in questo momento il dovere di non accodarsi silenziosamente al coro di quanti continuano strumentalmente a sminuire la gravità di tali intimidazioni ed a negare il pericolo di una pesante infiltrazione mafiosa nella questione TAV (ormai accertata anche sotto il profilo investigativo e storico).
 
La scelta di inviare il Valle di Susa contro il movimento No Tav migliaia di uomini, stride palesemente con la carenza di risorse messe in campo dallo Stato per il contrasto alle organizzazioni mafiose in Italia. Questa prima giornata dopo il rogo del Presidio di Borgone, trascorsa nell'assenza di una pubblica, netta ed immediata espressione di solidarietà in favore di chi è stato fatto oggetto di intimidazioni mafiose, è un segnale pericoloso ed inquietante. Non meno grave ci appare il negare la crescente attività (scritte, danneggiamenti, minacce) di frange di gruppi dichiaratamente neofascisti, con legami in ambienti mafiosi che trova forza e legittimazione nella pesante campagna, irresponsabilmente messa in campo dai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali che tende a criminalizzare, delegittimare ed isolare il movimento No Tav.
 
Non è causale quindi la firma SI TAV sull'ultimo attentato di Borgone (elemento per altro accuratamente omesso da quasi tutti i mezzi di informazione). Appare purtroppo evidente che l'incombere delle elezioni regionali, ha prodotto un tangibile imbarazzo nell'accostarsi al movimento No Tav da parte di molti che in passato avevano pubblicamente dimostrato di comprendere le ragioni dell'opposizione a questa "grande opera" o almeno di avere più di qualche ragionevole dubbio.
 
La battaglia di quanti si oppongono al progetto Tav in Valle di Susa può diventare con il contributo di tutta la società civile una grande occasione per l'affermazione di un'antimafia sociale capace di lottare contro tutte le mafie e gli interessi mafiosi!

 
Associazione SPINTA DAL BASS
SPAZIO LIBERTARIO TAKUMA
Avigliana - Valle di Susa

 
Per aderire a questo appello scrivere a: postmaster@pattomutuosoccorso.org
 
 

Premiata ditta Martini & Rossi

COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA FI-PO-PT

Comunicato stampa   -   Firenze, 25 gennaio 2010

Il programma del candidato Rossi

In questi giorni sono comparsi, in tutta la città di Firenze, enormi cartelli con i quali l'attuale assessore alla Sanità Enrico Rossi, candidato per il PD alle prossime elezioni regionali, ci informa che intende iniziare la sua campagna elettorale con l'equivalenza: vento, sole, rifiuti/inceneritori (termovalorizzatori quando si vuol essere fuorvianti).
Quanti dei cittadini avevano pensato che l'incarico di gestire la nostra sanità lo avesse reso in qualche modo sensibile e consapevole dei gravi rischi a cui essa è esposta, spesso ad opera delle scelte errate delle amministrazioni, saranno rimasti assai delusi.
L'assessore Rossi, con questa prima uscita elettorale, dimostra di essere in perfetta linea con chi lo ha preceduto nell'ignorare le problematiche sanitarie legate agli inceneritori, denunciate da centinaia di medici in tutta Italia sulla base di studi internazionali e italiani. Dimostra, inoltre, di puntare non sull'impegno di adempiere al dovere, che gli spetterebbe, di incentivare la raccolta differenziata e le buone pratiche ad essa connesse –la Regione è clamorosamente il ritardo sugli obblighi di legge nazionale- soprattutto per la riduzione della produzione dei rifiuti (dove è in ritardo anche su impegni assunti di fronte ai propri cittadini), ma dimostra di credere alla favoletta della macchina miracolosa in grado di risolvere il problema.
Dimostra, anche, in maniera esplicita, di avallare la truffa che da anni si opera ai danni dei contribuenti che si vedono prelevare il 7% dalle proprie bollette ENEL alla voce "costruzione impianti fonti rinnovabili", sapendo benissimo che quei soldi vanno a petrolieri e inceneritori che di "rinnovabile" non producono proprio niente!
Come ormai tutti sanno, l'energia prodotta da questi impianti è 'termovalorizzata' solo a causa dei miliardi di euro di questi incentivi-regalo statali prelevati dalla nostra bolletta e senza questa truffa non ci sarebbero profitti per i gestori. Dimostra anche di sottovalutare le intelligenze dei propri potenziali elettori quando accenna al risparmio: che dire dei 100 milioni di euro che verranno prelevati dalle tasche dei cittadini per la costruzione del mega inceneritore di Case Passerini? Forse questo dettaglio è sfuggito all'assessore candidato presidente, come anche il dettaglio che ovunque si sia adottato il porta a porta e si sono avviate le buone pratiche per la gestione dei "rifiuti", lì, davvero, si sono avuti i risparmi per i cittadini, in termini economici e con beneficio ambientale.
L'assessore Rossi palesa, infine, la propria intenzione di far perdere, ancora una volta, a tutta la Regione, l'occasione di sottrarsi alle logiche speculative delle grandi opere, delle Spa, dei profitti, anziché puntare invece sulla partecipazione e sul coinvolgimento dei cittadini, sulle scelte davvero innovative e non impattanti per l'ambiente e per la salute.
Come Comitati prendiamo atto e rimaniamo al fianco dei cittadini in questa battaglia per il buon senso. Crediamo comunque che, come candidato alla massima carica regionale e volendo dar credito alla sua volontà di confronto (manifestata all'inizio della sua campagna) Rossi si dichiarerà disposto a mettere a verifica le sue opzioni sui rifiuti, le politiche sul tema della prevenzione e delle raccolte differenziate e le scelte impiantistiche che hanno messo al centro gli inceneritori, e crediamo che non possa sottrarsi dal confrontare le sue posizioni con quelle di una parte importante della popolazione toscana, in un'area cruciale per lo sviluppo regionale quale quella della Piana.

Ora e sempre NO TAV

 
ORA  E  SEMPRE  NO  TAV
 
Ecco alcuni link per informazioni sugli ultimi avvenimenti in Val di Susa:
 
 
 
 
 
 
 
 
 

In arrivo i treni con la terra della Tav e la 'FrecciaViola' di Della Valle

 
Comitato Pendolari Valdarno Direttissima
 
COMUNICATO STAMPA   -   Figline Valdarno, 22 gennaio 2010
 
 
GUAI IN VISTA PER I PENDOLARI DEL VALDARNO: IN ARRIVO I TRENI CON LA TERRA DELLA TAV DI FIRENZE E LE PROVE DI 'ITALO', IL TRENO SUPERVELOCE DI DELLA VALLE.

Nuovi guai per i pendolari sono previsti dal Comitato Pendolari Valdarno Direttissima. «Non bastano i ritardi e i disagi dovuti ai Frecciarossa per le cosiddette "interferenze" sulla linea Direttissima - afferma Maurizio Da Re, portavoce del Comitato Pendolari - adesso sono annunciati altri nuovi treni sulla linea lenta del Valdarno: i treni della terra di scavo del sottoattraversamento della Tav di Firenze e i test di 'Italo', il nuovo treno superveloce di Montezemolo e Della Valle». Nel primo caso si tratterebbe di almeno 10 coppie quotidiane di treni speciali, che fra non molto inizieranno a trasportare i 3 milioni di terra di scavo del tunnel e della stazione Tav di Firenze fino a San Giovanni Valdarno, per il loro smaltimento a Santa Barbara. «Non esiste ancora un piano dei passaggi di questi treni - afferma Da Re - ed è reale il rischio di futuri intasamenti nelle ore di punta sulla linea lenta, da Pontassieve a Figline fino a San Giovanni, con la presenza contemporanea dei treni dei pendolari e dei treni con la terra del tunnel di Firenze».
Caso molto diverso è la possibile presenza sulla linea ferroviaria del Valdarno del prototipo 'Italo' di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori), la società di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle, che dal prossimo anno sarà in concorrenza con Trenitalia per l'Alta Velocità. «Nei giorni scorsi è stato annunciato da Ntv che il prototipo della "FrecciaViola" - così l'ha soprannominata Da Re - sta per fare i test di prova prima sulla linea lenta Roma–Firenze e poi sulla direttissima, fino al mese di luglio. Esiste perciò il rischio di vederci sfrecciare davanti agli occhi il supertreno di Della Valle a 335 chilometri orari? E questa velocità è compatibile - conclude Da Re - con il traffico ferroviario attuale sulla linea lenta del Valdarno, ma anche sulla direttissima?».
 
 

Centrale Enel di Porto Tolle: Violante ha "ordinato", Alfano ha eseguito

 
Violante ha "ordinato" Alfano ha eseguito
di Marco Lillo

IL FATTO QUOTIDIANO   -   22 gennaio 2010   pag. 3

Quello che è accaduto ieri a Rovigo sarà ricordato come il punto più basso della parabola di Luciano Violante.
L'8 gennaio scorso Peter Gomez aveva scritto su Il Fatto un articolo profetico dal titolo: Violante dà i consigli ad Alfano: manda gli ispettori dai pm di Rovigo. E ieri gli ispettori del ministro Alfano sono arrivati davvero. Due magistrati in funzione al ministero si sono materializzati e hanno cominciato a scartabellare gli atti compiuti dai pm veneti che indagano sulla conversione della centrale Enel di Porto Tolle dal gas al carbone. Dall'Ispettorato diretto da Arcibaldo Miller confermano: "Abbiamo avviato un'inchiesta amministrativa per verificare se le accuse dell'onorevole Violante ai pm sono veritiere".
Da non crederci. L'uomo soprannominato piccolo Vishinski venti anni fa da Francesco Cossiga, l'ex pm descritto dalla spia Pio Pompa nel 2001 come il capo della piovra delle toghe rosse, oggi – pur di far dimenticare il suo passato – è arrivato a denunciare i suoi ex colleghi al ministro Alfano, che ovviamente li indaga.
In ballo ci sono interessi miliardari. L'inchiesta che Violante vorrebbe bloccare con l'aiuto di Alfano parte dagli accertamenti sull'inquinamento prodotto dall'impianto Enel. La centrale è stata già oggetto di un processo.
In primo grado i pm hanno ottenuto la condanna dei vertici della società. In appello gli ex amministratori sono stati assolti. In questa classica battaglia tra la grande società e i cittadini, Violante sta con l'Enel. Per lui la nuova centrale a carbone è meno inquinante di quella vecchia a gas. Anche se Violante presiede l'associazione "Italia decide", nella quale l'Enel figura come socio fondatore, non ha avuto nessun imbarazzo il 5 gennaio scorso, a Cortinaincontra, il salotto di Enrico e Iole Cisnetto, tra una mostra di Marina Ripa di Meana e un dibattito di Marta Marzotto, a sparare sulla Procura di Rovigo: "Il ministro della Giustizia dovrebbe fare delle ispezioni e capire se un'autorità giudiziaria può compiere un atto di questo genere, sequestrando un atto che non c'è, intimidendo sostanzialmente quelli che dovevano prendere la decisione".
La colpa dei pm? Quando i consulenti avevano segnalato "l'esposizione da parte di Enel di dati ritenuti non reali" la Procura ha chiesto al ministero "l'invio di tutti gli atti". Tanto è bastato per dare al piccolo Vishinsky una scossa. Elettrica.

 

NO TAV Firenze: adesione alla manifestazione a Susa sabato 23 gennaio 2010

 
Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze
notavfirenze@gmail.com

Comunicato stampa   -   Firenze, 21 gennaio 2010

Il Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze (i notav fiorentini) appoggiano, sostengono e aderiscono alla manifestazione di sabato 23 gennaio 2010 che si terrà in val di Susa per dire NO ad una delle opere più stupide, costose, devastanti della storia d'Italia.
I Fiorentini si trovano oggi davanti alla prospettiva di due inutili tunnel, sotto le loro case, dai sicuri rischi, dai costi che sono già fuori controllo ancor prima che i lavori inizino, con l'esperienza devastante della linea AV in Mugello che si replicherà amplificata; i Fiorentini non possono che invitare i Valsusini a resistere, ad opporsi, a dire ancora NO.
Voi non difendete solo la vostra terra, ma tutta la terra delle donne e degli uomini. Ovunque siano sperperi, distruzione, furto di risorse e di ricchezza lì ci sono attentati alla vita di tutti, al sistema di convivenza delle nostre società.
Resistete. La vostra lotta è quella di tutti, donne e uomini di buona volontà che non accettano la sottomissione agli interessi di gruppi economico/mafioso.
Il 23 gennaio molti di noi non vi saranno fisicamente accanto, ma vi ringrazieranno di lontano perché dimostrate a tutti che dire NO non è egoismo, perché lottate in tanti contro l'avidità di pochi.
Grazie.

 

TAV Torino - Lione: trivelle in fuga

 
Valsusa NO-TAV

 
La trivella della stazione di Chiusa/Condove questa notte alle 00.30 è stata smontata e portata in una caserma della polizia a Torino. L'arrivo è datato ieri alle 5 di mattino. I lavori dovevano durare 2 settimane come riportato nella scheda scaricabile dal sito della Torino-Lione ( www.torino-lione.it cliccare su mappa sondaggi, quello interessato è S87).
Dunque sono a malapena riusciti a montare la trivella per poi smontarla e fuggire nel cuore della notte così come sono arrivati.
E' chiaro che l'assedio dei Valsusini deve avergli fatto pensare che lavorare in quelle condizioni, era impossibile. Territorio militarizzato, circondati da manifestanti che più volte al giorno riescono ad aggirare i blocchi e ad arrivare davanti alla trivella, traffico ferroviario interrotto due volte nella giornata… no, così non potevano andare avanti e saggiamente hanno tolto il disturbo.
Noi incassiamo soddisfatti la loro ritirata e ci apprestiamo a preparare la grande manifestazione di sabato (ore 14.00 autoporto) di Susa dove aderirà anche la FIOM.
Oggi intanto arriva Beppe Grillo al presidio di Susa.

21 gennaio 2010

 

Firenze si può ancora salvare dalla TAV

 
Associazione di volontariato Idra

COMUNICATO STAMPA Firenze, 20.1.'10

LA BATTAGLIA PER SALVARE FIRENZE DAL SOTTOATTRAVERSAMENTO TAV PUÒ ESSERE ANCORA VINTA! LE ARMI, PACIFICHE, CI SONO.
PALAZZO VECCHIO ABBANDONI POSIZIONI PALESEMENTE PERDENTI E ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ CONFRONTANDOSI CON GLI ESPERTI INDIPENDENTI E LA CITTADINANZA.

C'è ormai un diffuso scoraggiamento a Firenze. La cessione della preziosa area urbana della 'Città del fiore' patrimonio dell'UNESCO per iniziativa di coloro che – industriali, partiti, sindacati – puntano a metterla il prima possibile nelle mani di Coopsette, consorzio incaricato dell'esecuzione del sottoattraversamento AV, è data per imminente.
E ciò, nonostante che l'esperienza del Mugello - ma ancor più quella analoga ancora drammaticamente in corso nella città di Bologna - insegni che le conseguenze per il tessuto urbano saranno drammatiche.
Nonostante che l'architettura contrattuale dell'operazione, ancora immutata rispetto al passato, prometta aumenti di spesa incontrollati, come è accaduto sulla tratta TAV Firenze-Bologna, nel contesto di una finanza pubblica ormai al collasso.
Nonostante che in tutte le sedi si sia ostinatamente evitato di confrontare, quanto al rapporto efficienza/costi/benefici, le diverse ipotesi di soluzione trasportistica del nodo fiorentino, alcune delle quali prevedono potenziamenti di superficie senza grosse complicazioni. Si è scelta invece, a priori, quella di gran lunga più costosa e impattante di tutte, a cui si intenderebbe dare corso a breve, pur in mancanza di una Valutazione di Impatto Ambientale credibile e - per la stazione Foster – addirittura di una VIA tout court.
Ebbene, nonostante tutto ciò, l'associazione ecologista fiorentina Idra è del parere che la 'battaglia per Firenze' si possa ancora vincere. L'ing. Ivan Cicconi, direttore di I.T.A.C.A. (Istituto per l'Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale (Associazione federale delle Regioni e delle Province Autonome), specialista nella valutazione di appalti pubblici, ha spiegato puntualmente oggi in una conferenza stampa indetta da Idra al Gran Caffè Giubbe Rosse come gli impegni contrattuali poco saggiamente firmati per l'attuale progetto possano essere ragionevolmente superati e come una soluzione tecnica intelligente possa finalmente emergere, nel più breve tempo possibile, da un equo e trasparente concorso di idee, sulla base di dati trasportistici seri e credibili, e col minor ricorso alle esauste casse pubbliche.
Per far questo è però indispensabile che a Palazzo Vecchio si cessi di addurre l'argomento che gli impegni presi dai precedenti inquilini del Palazzo sono ormai irrevocabili. Il primo cittadino sa, Idra glielo ha documentatamente messo per iscritto a più riprese, che la via d'uscita contrattuale per evitare alla città il peggio esiste ed è ancora praticabile, sia dal punto di vista tecnico-trasportistico che di architettura finanziaria. Il primo cittadino ha l'obbligo morale di esperire tutte le strade possibili e scegliere la migliore per Firenze. Ben triste sarebbe che il Sindaco, invece di fare scudo a Firenze, privilegiasse interessi particulari. Ma a ciò l'associazione fiorentina non vuole credere. E spera sempre nella vittoria della ragione. Per Firenze.
Idra insiste dunque perché l'ing. Ivan Cicconi e il prof. Marco Ponti, ordinario di Economia Applicata al Politecnico di Milano e membro della Società Italiana degli Economisti dei Trasporti (SIET), siano ricevuti e ascoltati dal sindaco Matteo Renzi.
E chiede che, quando l'Osservatorio Ambientale avrà espresso il proprio parere sul progetto di sottoattraversamento e formulato le proprie prescrizioni, non un solo escavatore si metta all'opera prima che siano dati alla città di Firenze pieno accesso all'informazione sul progetto (ricordiamo che la stazione Foster non è stata neppure sottoposta alle osservazioni dei cittadini) e sulle prescrizioni dettate dall'Osservatorio, nonché adeguate opportunità di dibattito.
 
 

Trivella TAV a Susa: aiutateci così

 
Comitato NO TAV Torino
 

Torino, 19 gennaio 2010

Stanotte alle 3 è partito l'allarme via sms e mail; una trivella è stata portata a Susa autoporto, scortata da centinaia di poliziotti.
Sembra vogliano tentare di forzare per iniziare il sondaggio S69, a poca distanza da quello (S68) più direttamente presidiato da noi.

Chi è vicino, e può, venga a Susa al più presto.

Se per vari motivi non riuscite ad essere presenti, se abitate in altre parti d'Italia, potete aiutarci a fare pressione sulle comunicazioni delle ditte (non solo e-mail) indicate dai giornali, E AGGIORNATE SUL NOSTRO SITO che stanno lavorando con le trivelle nei diversi punti? Andate a:

Proseguite in ogni caso questa azione anche nei prossimi giorni.
Grazie, e continuate a seguire le notizie.

FATE GIRARE TRA LE VOSTRE LISTE ED I VOSTRI CONTATTI

NO-TAV, NO-SONDAGGI !

p. il Comitato NO-TAV Torino
Paolo Mattone
 
 

Benedetta sia la TAV

 
Benedetta sia la TAV
 
Questo il senso di un recente intervento del cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, che ha collocato di fatto le pecorelle smarrite NOTAV tra coloro che meritano l'inferno.
Nel giorno in cui Torino scendeva in piazza per manifestare contro il TAV e contro i sondaggi, nel giorno in cui "ignoti" davano fuoco al presidio di Bruzolo il fronte bipartisan SI TAV raccoglieva nuovamente il sostegno convinto della curia torinese. Il cardinale infatti rivolgeva pubblicamente un invito al sindaco di Torino (Sergio Chiamparino) e ai due candidati per la poltrona di governatore della regione Piemonte (Mercedes Bresso e Roberto Cota): "Sulla TAV andate avanti, non lasciatevi intimidire", precisando poi che, per carità, la chiesa è super partes e non avrebbe partecipato alla "manifestazione bipartisan" pro-tav indetta da Chiamparino e benedetta questa volta dal ministro Matteoli.
 
Di fronte a quest'ultima assicurazione del cardinale la madonna del Rocciamelone (la montagna che sovrasta Susa e Venaus) avrà tirato un sospiro di sollievo: una sua effige accompagna da anni tutte le manifestazioni notav, nei giorni scorsi era al presidio di Susa ad impedire i sondaggi rischiando anche lei le denunce (che pare arriveranno) e le botte (che, pare, non arriveranno) ed era sicuramente rimasta sconvolta dall'invito rivolto ai politici dal rappresentante del regno di Dio distaccato presso la curia di Torino. Ma a queste intemperanze la Madonna del Rocciamelone e i suoi fedeli valsusini sono abituati: il santo vescovo è recidivo e già un anno fa aveva detto che "la Nuova Linea Torino Lione è indispensabile. L'opera deve essere costruita e deve essere fatta bene. La Chiesa ha il dovere di educare e quindi deve spiegare e far capire ai fedeli l'utilità di questa grande opera pubblica".
 
Certo è che sono proprio messi male questi simpatici fedeli di centro destra e di centro sinistra uniti nella lotta contro il Male e costretti a mendicare l'aiuto divino: non avendo ragioni da spiegare e bandiere da sventolare ricorrono ai crocefissi quasi si trattasse di una nuova crociata contro gli infedeli. Beh, a ben vedere, il paragone non è poi tanto strampalato: per portare il verbo usano i blindati, per tentare di convertire sindaci miscredenti promettono il paradiso (o quantomeno compensazioni) e minacciano scomuniche, le ragioni della loro fede sono un grande mistero ma non fanno mistero delle loro intenzioni: andare avanti, sottomettere, distruggere, devastare in nome del progresso e della civiltà.  E anche, perché no, in nome di Dio.
I notav stanno all'erta ma non si scompongono più di tanto, dalla storia qualcosa hanno imparato e le ragioni della loro fede non sono un mistero per nessuno: nei giorni scorsi hanno incassato la solidarietà di tanti altri fedeli sparsi per l'Italia e pronti a partire per un nuovo pellegrinaggio in valle. I notav ringraziano di cuore tutti e promettono che "sarà dura", in valle nessun sondaggio è stato effettuato, e anche l'avvertimento mafioso dell'incendio del presidio di Bruzolo  si è trasformato in occasione per rilanciare la resistenza: in meno di 24 ore oltre 5000 persone sono scese in piazza con le fiaccole e le torce a illuminare una valle che altri vorrebbero spegnere. Poi, prima di andare a letto, hanno promesso che Sabato 23 Gennaio saranno molti di più, e magari ci saranno anche molti di quelli che nei giorni scorsi, da ogni parte d'Italia, hanno espresso solidarietà ai presidi contro i sondaggi.
 
I NOTAV giocano d'anticipo: il 23 Gennaio non è una data qualsiasi: è la vigilia della "grande manifestazione bipartisan" SI TAV indetta dal sindaco di Torino e dai suoi colleghi. Ognuno interpreta il "grande" a modo suo, sarà per questo che non ci si capisce: la capienza della sala del centro congressi del Lingotto in cui si terrà la "grande" manifestazione in effetti non è poi così scarsa, addirittura qualche centinaio di poltrone: ma devono avere qualche problema a riempirla visto che stanno spedendo messaggi email a raffica ai torinesi invitando a visitare il loro sito web per dare l'adesione. Evidentemente non credono nei miracoli, nonostante le assicurazioni del cardinale.
 
Intanto i sindaci miscredenti della nuova comunità montana (miscredenti nel senso della fede in Virano, Chiamparino, Bresso, Cota, Casini, Berlusconi, Bersani ecc. ecc) hanno detto chiaramente che loro non ci stanno a recitare omelie al TAV in un osservatorio tecnico in cui sono ammessi solo i fedeli che giurano fedeltà: in 23 su 24 si sono tirati indietro, manca solo il comune del sindaco Ferrentino, quello folgorato dalla fede sulla strada di Damasco o forse sulla statale che da S. Antonino in Val di Susa porta chissà dove…
 
La Val di Susa non cessa mai di stupire, ogni giorno un nuovo miracolo, per chi ci crede, e per chi non crede.
Manco a farlo apposta a S. Antonino è nato oggi un nuovo presidio permanente: solo ieri ne era stato inaugurato uno in Val Sangone, al di là della collina morenica che la separa dalla Val di Susa. Domani è un altro giorno e si vedrà, giovedì e venerdì non si sa, ma una delegazione di notav (una decina) si prepara per una trasferta in una località al confine con i Paesi Baschi: una dozzina di ore di viaggio (solo andata) per partecipare ad una iniziativa notav organizzata dai francesi. I nostri eroici viaggiatori non riusciranno purtroppo ad essere di ritorno per la manifestazione di sabato prossimo a Susa: a tutto c'è un limite, anche ai miracoli.
 
Sarà dura. Amen.
 
Ezio Bertok
(Comitato NO TAV Torino)
 
Lunedì 18 Gennaio 2010