I pasdaran dell'inceneritore

 
COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA FIRENZE - PRATO - PISTOIA
 
COMUNICATO STAMPA  -  29.05.2009

I pasdaran dell'inceneritore

Su Metropoli del 15 maggio Andrea Barducci, attuale vice presidente della Provincia di Firenze, così parla dei ricorsi contro l'inceneritore: "Quella che i comitati hanno intentato al Tar è un'azione di disturbo di infimo livello, il colpo di coda degli ultimi pasdaran  del "no" a prescindere". Naturalmente Barducci non ha i titoli per giudicare la qualità dell'azione giudiziaria  (peraltro del  WWF e non dei comitati); li ha invece per rispondere, sullo stesso tema,  nel merito della azione amministrativa della Provincia. Tanto più che si presenta candidato Presidente e il puntuale rendiconto della sua attività e dei suoi intenti appare certamente indicato. Più dei toni liquidatori  su una vicenda ancora lontana dalle conclusioni da lui sperate.

Prima domanda
La delibera del Consiglio Provinciale n. 22 del 11 febbraio 2002 , decise di effettuare la VIS (valutazione impatto sanitario) sull'inceneritore a Osmannoro,  e stabilì che se negativa si sarebbe rinunciato all'inceneritore, "predisponendo soluzioni diverse per la gestione dei rifiuti".
La valutazione del sito, come noto,  è stata negativa.
Non ritiene che lo spostamento a Case Passerini, area equivalente, infranga gli impegni assunti e giustifichi la convinzione di una scelta precostituita? Un "si all'inceneritore a prescindere"?

Seconda domanda
Lo spostamento dell'inceneritore a   Case Passerini (che  non conteggia i lavoratori e la comunità cinese) è stato deciso per il  minor numero di abitanti  e per le loro migliori condizioni di salute.
La salute è un bene  fondamentale a cui tutti  hanno  pari  diritto.
Ritiene gli argomenti  della decisione accettabili  per giustificare l'impianto a Case Passerini?

Terza domanda
La VIS (pag.47 I parte) afferma che nella piana  "l'emissione di diossine aumentano notevolmente negli scenari futuri in ragione dell'inserimento dell'inceneritore" (vedi anche pag.268 seconda fase). La VIS fase III (pag.
7-8) afferma che  i valori di emissione di diossine dall'inceneritore  "non sono trascurabili sulla base di un necessario atteggiamento cautelativo" in considerazione  della pericolosità delle sostanze e del loro accumulo nel
tempo. Circa trenta anni.
Non ritiene che  la scelta  di realizzare l'impianto sia in contrasto con le esigenze di tutela della popolazione attuale e delle generazioni che in futuro abiteranno la piana?

Quarta domanda
La VIS  afferma che l'inceneritore emette  materiale particolato PM 10 in quantità minime perché abbattuto  dai filtri. Afferma però che l'impianto emette un gran numero di particelle solide di dimensione inferiore (da pm
2,5 in giù)  che riconosce essere  le più pericolose in quanto inalabili.
Questa circostanza non è valutata per gli  effetti ambientali e sanitari dell'impianto. Ritiene che sia giustificata tale omissione e se si per quale motivo ?

Quinta  domanda
I redattori della VIS, affermarono che sarebbe stato utile effettuare una stima del contributo dell'inceneritore alla emissione di polveri sottili (c.d. nanopolveri) . La provincia non ha approfondito la cosa dicendo che la
valutazione di impatto sanitario era "perfetta ed esauriente" (delibera Giunta P.202 del 31.5.2006).
Ritiene che questo modo di operare garantisca la salute delle popolazioni esposte o non denoti invece la volontà di realizzare l'inceneritore a prescindere dai  suoi  effetti sanitari  più gravi ?

Sesta domanda
La VIS afferma che le stime " non considerano in quanto non sono disponibili, le informazioni necessarie " riguardanti le principali opere previste nello stesso territorio, che potrebbero avere un impatto ambientale
aggiuntivo sulle condizioni dell'area. (Vis fase III) .
Per quale motivo non sono state rese disponibili agli  estensori della VIS le informazioni di cui denunciano la mancanza? In mancanza dei dati richiesti , come è possibile ritenere sufficiente lo studio?

Settima  domanda
Il testo unico ambientale prevede che la Valutazione di impatto ambientale (VIA) dovrà  esaminare "le principali alternative, compresa l'alternativa zero" e  "verificare anche  con riferimento alla localizzazione prevista dal
progetto, l'esistenza di eventuali elementi di incompatibilita'".
Nell'intervista a Metropoli del 15 maggio Lei afferma che l'inceneritore "non è in discussione" .
Lei ha dunque detto che la Provincia non terrà conto dei risultati della valutazione di impatto ambientale? Che la decisione è già presa  "a prescindere" dalle norme di legge? Non ritiene che ciò che lei dice renda
non credibile, fin da ora, quel che dirà la VIA?

Ottava domanda
La Regione considera la Piana area critica per l'inquinamento atmosferico anche nelle previsioni a medio termine (pag.66 Segnali Ambientali in Toscana ed. 2006). I valori delle polveri sono riconosciuti al di sopra dei limiti di legge in tutti i comuni dell'area fiorentina. Studi di Università Italiane (studio Misa 2001 e 2004) e dell'Organizzazione  mondiale della sanità (OMS 2006), dimostrano anche per Firenze  un rapporto causa-effetto
tra livelli di inquinamento dell'aria e ricoveri ospedalieri e  mortalità, senza una soglia sotto la quale non vi siano danni.
Non  ritiene che questa situazione sia incompatibile con la previsione di un' altra fonte di inquinamento come l'inceneritore che la Comunità Europea ha definito di grande potenzialità inquinante a livello locale?

Nona  domanda
La commissione tecnica incaricata dal comune di Campi Bisenzio e dai comitati di verificare le alternative all'inceneritore della piana ha dato interessanti risultati sulle alternative all'inceneritore. Ad esempio la possibilità in breve tempo  di alte  quantità di raccolte differenziate anche in città ; la diminuzione dei rifiuti fino al 15% con la raccolta domiciliare; il trattamento della parte residua del rifiuto senza incenerimento e l' avvio a discarica di rifiuti in quantità analoghe alle scorie degli inceneritori, con forte riduzione dei costi, etc.
Non ritiene tutti questi sistemi siano una valida alternativa all'inceneritore. E se no, per quale motivo?

Decima  domanda
Lei è stato per  diversi mandati un importante amministratore della piana fiorentina. Da alcuni mesi, i sindaci e gli  assessori all'ambiente della piana vengono processati per non  avere evitato gli attuali livelli di inquinamento atmosferico. Lei non è  imputato.
Ritiene tuttavia di avere una corresponsabilità politica nella la attuale situazione ambientale in cui versa la piana fiorentina?
Ritiene che la sua carica pubblica  la legittimi a imporre un rischio aggiuntivo ed evitabile  alla popolazione della piana?
 
Firenze 29 maggio 2009
Il Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze Prato Pistoia

Diossine nei sedimenti del torrente

 
Diossine nei sedimenti del torrente
Prelievi Arpat vicino all'inceneritore. La Provincia interviene
 
di LUCA CINOTTI
 
IL TIRRENO   -   27.05.2009

PIETRASANTA (Lucca)  -  L'ordinanza porta la data dell'8 maggio e la firma del dirigente del servizio ambiente. Il documento, che proviene dalla Provincia di Lucca, "ordina" a Veolia, società che gestisce l'inceneritore di Falascaia, di mettere in sicurezza il tratto del torrente Baccatoio che scorre accanto all'impianto. Nei sedimenti di quel torrente le analisi dell'Arpat hanno trovato tracce, oltre i limiti, di sostanze potenzialmente nocive, come le diossine e alcuni metalli pesanti.
La zona intorno all'impianto del Pollino è da tempo tenuta costantemente sotto controllo. Dalla Provincia, innanzitutto. E poi dall'Arpat, dall'Asl. E dalla Magistratura che, dall'anno scorso sul caso-Falascaia ha un'indagine aperta che parte dal presunto "taroccamento" dei dati sulle emissioni.
Le analisi a base dell'ordinanza sono state effettuate dall'Arpat. Che ha preso in considerazione cinque punti di prelievo sul Baccatoio: 300 metri a monte rispetto allo scarico dell'impianto, 130 metri a monte dello scarico in corrispondenza di due condotte provenienti dall'area dell'inceneritore, 100 metri a monte dello scarico, in corrispondenza dello scarico e 100 metri a valle.
I rilevamenti hanno ritrovato «livelli di contaminazione superiori alle concentrazioni soglia di contaminazione [...] per quanto riguarda i parametri policlorodibenzodiossine + policlorodibenzofurani, cromo, arsenico, cadmio, piombo, mercurio e zinco».
Termini scientifici che però, negli ultimi anni, sono diventati di pubblico dominio, "pietre dello scandalo" dei presunti inquinamenti dovuti all'inceneritore.
Il caso in questione, tuttavia, è assai particolare. I prelievi dell'Arpat, infatti, sono stati effettuati sui sedimenti del torrente. Questo significa che la contaminazione può risalire indietro nel tempo. Al punto che - proprio nell'ordinanza - si fa cenno ad ulteriori analisi tese «a definire il quadro ambientale residuo del tratto di torrente più a monte dell'area già indagata»: insomma, bisogna capire se ci sono altre cause dell'inquinamento, soprattutto per i punti più lontani dall'impianto.
Per quanto riguarda, invece, il tratto del Baccatoio che scorre lungo l'inceneritore e che è compreso fra i suoi due scarichi, il discorso è diverso: «è quello - spiega l'ordinanza - in cui i risultati analitici trasmessi dal dipartimento Arpat evidenziano la maggiore contaminazione» e questo fa ritenere che «il soggetto responsabile dell'evento di superamento e/o della potenziale contaminazione sia da individuare nel soggetto titolare dello scarico», ovvero la Tev controllata dalla multinazionale francese.
Sulla base di questi risultati la Provincia di Lucca (secondo quanto previsto dalle norme del testo unico ambientale) ha ordinato a Tev di provvedere alla "bonifica dei siti inquinati" per il tratto del torrente Baccatoio che scorre a fianco dell'impianto di termovalorizzazione. Il tutto in attesa di altre, più approfondite analisi.
 
 
 

L'inceneritore di Acerra (Na) sfora i limiti delle PM10

 
"Comitato Contro il Mega Inceneritore di Acerra" aderente al Movimento Campano per Rifiuti Zero
COMUNICATO STAMPA  -  28.05.2009
 
Altro che inquinare "come due automobili" e "prototipo da esportare" come sostenuto dal Presidente del Consiglio. I primi dati pubblicati dall'ARPAC, resi noti oggi da organi di stampa di rilievo nazionale, confermano le nostre ragioni e le nostre preoccupazioni per la salute dei cittadini di un intero territorio già compromesso dal punto di vista ambientale.
Per 17 volte, nei pochi giorni di funzionamento dell'inceneritore di Acerra (inaugurato il 26 Marzo), non ancora a regime, sono stati sforati i valori di Pm 10 consentiti dalla legge e sono state riscontrate nell'aria alte concentrazioni medie di Monossido di Carbonio e Idrocarburi Policiclici Aromatici. Il dato significativo è che il valore giornaliero di PM 10 non può superare i limiti di legge per più di 35 volte nel corso dell'anno civile.

E' questo quanto riscontrato dall'Agenzia regionale in una nota trasmessa all'Osservatorio Ambientale che dovrebbe informare la popolazione e che a quanto ci risulta non ha ancora pubblicato alcunché sul proprio sito né intrapreso alcuna iniziativa tesa a tranquillizzare le popolazioni interessate. Questa notizia segue di poche ore quanto appreso sempre dalla stampa e riguardante l'operazione della Guardia di Finanza nella sede della Fibe che, sebbene sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture continua a lavorare per il completamento dell'impianto.

L'inceneritore di Acerra resta un ferro vecchio che nessuno voleva, definito nel parere di compatibilità ambientale del 1999 "a tecnologia non particolarmente innovativa", emblema di un piano di smaltimento il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti, voluto a tutti i costi, sebbene non siano rispettate le prescrizioni dell'aggiornamento della valutazione di impatto ambientale dettate nel 2005 dalla Commissione ministeriale VIA tra cui quella, ritenuta fondamentale dalla stessa commissione che nell'impianto si bruciasse solo il CDR conforme alle normative e non il rifiuto tal quale come sta avvenendo.

Tutto ciò mentre decine di camion provenienti da tutta la provincia continuano a scaricare tonnellate di rifiuti "tal quale" non nell'inceneritore ma su un'area ritenuta dal Consiglio di Stato non idonea allo stoccaggio delle ecoballe. Altro che fine dell'emergenza rifiuti! Che fine ha fatto la raccolta differenziata? Si stanno forse esaurendo le discariche di rifiuti indifferenziati? Gli ex impianti di CDR, oggi chiamati STIR, continuano ad andare in tilt? E dove è finita la bonifica?

Non sarà la militarizzazione del territorio ed il congelamento dei diritti democratici costituzionalmente garantiti altrove tranne che in Campania, a zittire la protesta civile che in questi anni abbiamo portato avanti lasciando tracce in tutte le sedi, da quelle istituzionali a quelle politiche e religiose, alle testate giornalistiche nazionali e internazionali, perché domani nessuno possa accampare l'alibi di non sapere.

Un elementare principio, quello di "precauzione" imporrebbe di fermare immediatamente i test dell'impianto e fare una vera e seria Valutazione di impatto ambientale e contemporaneamente ogni indagine utile a tutela della salute dei cittadini!

Noi intanto continueremo a tenere alta la nostra attenzione e la nostra vigilanza, proprio in queste ore di campagna elettorale perché la politica si assuma le proprie responsabilità. Ci siamo già attivati per richiedere un incontro immediato con il Commissario prefettizio del Comune di Acerra e con i responsabili delle competenti strutture sanitarie per conoscere le iniziative che intendono intraprendere a tutela della salute e a salvaguardia dell'ambiente perché a nessuno sia consentito, soprattutto in campagna elettorale, di sfuggire alle proprie responsabilità.

"Comitato Contro il Mega Inceneritore di Acerra" aderente al Movimento Campano per Rifiuti Zero

Ancora tre omicidi sul lavoro

 
RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE
FEDERAZIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO, SERVIZI, INDUSTRIA E SETTORE PRIVATO
Firenze – Via Galliano 107- Tel. 0553254007 – Fax 0553216931
 
Ancora tre omicidi sul lavoro
Dall'inizio del 2009 sono 422 i morti e oltre 420.000 gli infortuni sul lavoro

Oggi alla Saras e Sarroch di Cagliari, la famosa raffineria della Famiglia Moratti, tre operai di una ditta esterna sono morti per intossicazione da azoto. La strage senza fine continua, colpisce dal sud al nord, senza differenza di settore lavorativo, cantiere edile o fabbrica che sia, la morte colpisce sempre i lavoratori. Quei soggetti sociali ormai dimenticati da tutti, si dimenticati perché al centro dei pensieri dei nostri politici governanti e non, c'è solo l'impresa e il profitto, le veline, al massimo la riforma elettorale.

Mentre invece le condizioni di lavoro della "classe" scomparsa e dimenticata, quella che doveva dare "l'assalto al cielo" peggiorano ogni giorno, grazie alle leggi fatte che hanno reso il lavoro sempre più precario, flessibile ed incerto, dove gli appalti e i sub appalti la fanno da padrone, dove si defiscalizzano gli straordinari, dove per guadagnarsi come si diceva una volta "la pagnotta" i lavoratori sono costretti ad operare in condizioni sempre peggiori e per un numero di ore di gran lunga eccedenti le famose 8 ore.

Noi crediamo fermamente che, in questa vera e propria guerra fra Capitale e Lavoro che è il frutto di una lunga stagione di deregulation e di totale subordinazione da parte del sindacato confederale ai voleri di Confindustria che ha portato all'abbattimento dei diritti dei lavoratori, facendo diventare norma, la precarietà e la flessibilità, il Governo anzi i Governi che si sono succeduti negli ultimi 17 anni, non possono in alcun modo considerarsi estranei, anzi tutt'altro.

Di rituali non ne vogliamo più, di condoglianze e pronunciamenti di rito ne abbiamo le tasche piene. Vogliamo che il problema Sicurezza sul Lavoro sia affrontato realmente alla radice, eliminando flessibilità e precarietà che sono alle origini di questi eventi, vogliamo altresì che il lavoro riassuma una propria centralità nell'agenda politica, magari a discapito del loro tanto amato profitto!

PERCHÈ LE NOSTRE VITE VALGONO PIÙ DEI LORO PROFITTI !
 
Le Rappresentanze Sindacali di Base – Il Sindacato Indipendente
 
Firenze 26 maggio 2009
 
 

Sabato 30 maggio 2009 ore 10:00 corteo contro l'inceneritore di Albano (Roma)

 
CORTEO CONTRO L'INCENERITORE
Sabato 30 Maggio, ore 10.00
Scuola elementare di Cancelliera, via Pantanelle.
Fino ai cancelli della discarica di Roncigliano

 
INCENERITORE ALBANO: VOI APPROVATE NOI BLOCCHIAMO!

 
Il 20 aprile scorso la conferenza dei servizi ha approvato l'inceneritore del consorzio CO.E.MA. (Cerroni AMA ACEA) da costruire accanto alla discarica di Roncigliano, dando così il via libera al cantiere.
Regione Lazio e Provincia di Roma hanno espresso il loro SI definitivo ignorando completamente i pareri contrari dei comuni di Albano e di Ardea, ma soprattutto i tre pareri contrari della Asl Rm H (27 dic 08, 2 mar 09, 18 mar 09) che dichiaravano l'incompatibilità ambientale dell' inceneritore con la zona dei castelli romani a causa dell'inquinamento dell'aria e della crisi in cui versa il bacino idrico.
Questo SI autorizza un ulteriore processo di inquinamento ambientale dei Castelli Romani, lo sfruttamento della già critica falda acquifera e lo sperpero di denaro pubblico per finanziare un impianto nocivo.
Tutto l'iter approvativo poggia su passaggi fumosi e illeciti, dove l'autoritarismo politico della servitù di Cerroni - composta prima fra tutti dal PD di Marrazzo e Di Carlo - sovverte il normale corso della burocrazia per dar spazio alle imposizioni dei poteri forti sulla popolazione.
Denunciamo inoltre che né il COEMA né tanto meno la Regione hanno mai fornito la documentazione necessaria relativa alle specifiche tecniche dell'impianto.
Su che basi allora la Conferenza dei servizi può assicurare la non pericolosità dell'inceneritore?
Cerroni sbandiera nuove tecnologie quando invece la JFE, la tecnologia di cui parla, è la stessa di Thermoselect che a Karlsruhe (Germania) ha creato danni ambientali irreparabili, tanto che alla fine la magistratura lo ha chiuso dopo solo 4 anni di attività.
L'opposizione istituzionale finora è stata fioca se non irrisoria. La Asl Rm H non si è presentata alla conferenza dei servizi, non potendo sostenere così la sua contrarietà. Il sindaco di Albano Mattei continua le sue altalene politiche dichiarandosi ora a favore ora contrario all'impianto.
 
Per ora resta il solo fatto che:
 
- l'inceneritore emetterà diossine, NOX, ossido di carbonio, nanoparticelle ed altri inquinanti nocivi;
- l'incenerimento non risolve il problema rifiuti, non elimina le discariche
- la raccolta differenziata è ferma a livelli irrisori (nel 2007 Albano al 4%);
- lo smaltimento dei rifiuti in discarica del lazio segna il record nazionale;
- paghiamo le tasse sui rifiuti più elevate in Italia;
- pagheremo bollette elettriche ancora più elevate per finanziare con i CIP6 i nuovi inceneritori di Cerroni (Malagrotta e Albano).

 
!! A BREVE POTREBBE PARTIRE IL CANTIERE !!
L'unico modo per bloccare questo scempio resta l'opposizione e la partecipazione attiva della popolazione !

 
Coordinamento contro l' inceneritore di Albano

 

Tav, ecco il video del disastro annunciato

Comunicato stampa Per Unaltracittà

Tav, ecco il video del disastro annunciato
Prodotto dal "Comitato contro il sottoattraversamento" è a disposizione di tutti

Un film di animazione per informare i fiorentini sul progetto di sottoattraversamento TAV della città. Un'opera da un miliardo e mezzo di euro voluta dagli enti locali e che ha visto le cooperative "rosse" vincere l'appalto. Chi ci perde? «La città tutta, a causa di progetto inutile e dannoso fino al punto di mettere a rischio oltre 180 palazzi tra Campo di Marte e Castello» - hanno dichiarato Ornella De Zordo e Tiziano Cardosi, del Comitato contro il sottoattraversamento". «Il video - hanno continuato - mostra la mappa, strada per strada, del tracciato e dei rischi ad esso legato, mettendo in evidenza anche il costo ambientale: oltre ai danni alla falda acquifera saranno migliaia i Tir che per oltre cinque anni intaseranno il traffico fiorentino».

«Eppure l'alternativa di superficie esiste: più economica (300 milioni) per consentire alla TAV di passare senza danni da Firenze e garantire con le risorse rimanenti (1.200 milioni) la realizzazione di un sistema intermodale di mobilità cittadina a servizio di chi vive, lavora o fa il turista tra Firenze, Prato, Pistoia, il Mugello, il Valdarno e l'Empolese. Si tratta di un progetto elaborato dall'Università di Firenze e coordinato dagli architetti e urbanisti Alberto Ziparo e Maurizio De Zordo.»

* Prima parte:


* Seconda parte:


«Il breve documentario è stato realizzato dal “Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze”, una realtà cittadina che abbiamo contribuito a fondare e che, naturalmente, mette questo lavoro a disposizione di tutti, purché venga utilizzato esclusivamente citandone la fonte e in maniera integrale» - hanno detto De Zordo e Cardosi. «Può essere incluso nei siti internet di chi crede nella libera informazione grazie al codice You Tube, e supplisce in maniera adeguata ad uno dei compiti fondamentali delle istituzioni locali: quello di informare i cittadini sulle grandi opere che coinvolgono il territorio. Nel caso del sottoattraversamento, visti gli enormi interessi in gioco, Comune, Provincia e Regione hanno preferito non informare adeguatamente la città» - hanno concluso De Zordo e Cardosi. «Ne prendiamo atto ma non ci arrendiamo e invitiamo tutti gli elettori - dopo aver visto il video - ad agire di conseguenza».

Firenze, scuola "murata" dalla TAV

 
Firenze, 22 maggio 2009
 
Comunicato stampa
 
 
Oggi venerdì 22 maggio 2009 alle ore 16.00 il Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze farà un presidio in viale Corsica, davanti alla scuola Rodari, in solidarietà con i ragazzi e le famiglie che frequentano la scuola.
Questo complesso didattico ha la sventura di sorgere accanto ai futuri cantieri della stazione dell'alta velocità. Per "proteggerlo" da rumori, polveri e altri inquinanti viene eretto una muraglia alta più di 7 metri. Immaginiamo il sollievo di insegnanti e ragazzi che lavoreranno davanti ad un muro uguale a quello che circonda il carcere di Sollicciano!
L'assurdo è che i lavori non potranno iniziare a breve perché ancora il progetto esecutivo non ha avuto il nulla osta dell'Osservatorio Ambientale, ma si impone alla cittadinanza la presenza dei cantieri e i disagi di vivere accanto ad una parete di cemento per almeno un anno.
Tra l'altro negli accordi fra Comune e Ferrovie dello Stato è previsto che all'inizio dei lavori la scuola sia trasferita in altro luogo.
Invece non si rispettano nemmeno questi impegni pur discutibili e si costringono inutilmente centinaia di bambini a vivere a ridosso di un muro.
Evidentemente gli interessi sono fortissimi e i sostenitori dell'opera assolutamente indifferenti alle condizioni di vita di chi vive vicino ai cantieri. Ma ormai le cronache di disperazione di chi vive o è vissuto vicino ai cantieri TAV sono ben documentate in Mugello, a Bologna, a Roma...

 
Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

 

Discarica Lo Uttaro, Caserta

 
Comunicato stampa del 22-05-2009
IL CONSORZIO UNICO DI BACINO VUOLE METTERE LE MANI SULLA DISCARICA LO UTTARO A CASERTA SI TEME CHE SIA PER COPRIRE IL VECCHIO DISASTRO E PROVOCARNE NUOVI
Il Consorzio Unico di Bacino per i rifiuti delle Province di Napoli e Caserta vuole mettere le mani sulla discarica criminale de Lo Uttaro a Caserta. Non è che per ora siano ben chiari il senso e il retroscena della notizia della richiesta di dissequestro apparsa ieri sul Corriere del Mezzogiorno on line. Probabilmente si tratta della frettolosa trascrizione di un comunicato del Consorzio stesso, senza alcuna verifica. Al meno scafato dei giornalisti non dovrebbe riuscire difficile, volendo, stabilire che in particolare le righe in cui è scritto "Attualmente nella discarica Lo Uttaro sono stoccati, in assoluta sicurezza e senza alcun rischio per l'ambiente circostante, 203.000 tonnellate di materiale risultante dalla lavorazione dei CDR" sono un assoluto e pericolosissimo delirio, o la prova generale per nuovi misfatti.
Che Lo Uttaro sia stato e sia ancora un disastro ambientale lo hanno stabilito, oltre che decisivi atti della magistratura (dal decreto di sequestro penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, poi confermato dal Tribunale di Napoli, all'ordinanza di chiusura del Tribunale civile di Napoli), anche una relazione della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (organismo bipartisan), nella passata legislatura, e le documentazioni delle molte denunce presentate dal Comer (Comitato Emergenza Rifiuti) in coordinamento con altri comitati e associazioni per l'ambiente della Provincia di Caserta.
Lo Uttaro, benché per ora sia sopita la sua asfissiante nube di puzza e di veleni, che a lungo ha reso la vita impossibile a Caserta e dintorni, è tuttora una bomba ecologica. Una bonifica certo è necessaria. L'hanno chiesta a gran voce anche comitati e associazioni. Ma chi la dovrà fare? Con quali criteri e con quali controlli? Avviare l'opera affermando che lì è stoccato "in assoluta sicurezza e senza alcun rischio per l'ambiente circostante … materiale risultante dalla lavorazione dei Cdr" è da imbecilli o da delinquenti. Tra l'altro, non lo sappiamo tutti che schifo usciva dagli impianti per CDR? E se fosse vero quanto riportato dal Corriere, perché ci sarebbe stato il sequestro? E perché la clamorosa denuncia della Commissione Parlamentare, peraltro variamente divulgata dai mass media, in particolare da trasmissioni televisive di livello nazionale come Anno Zero e da un'inchiesta di Raitre del 25 giugno dello scorso anno.
Il ComEr è mobilitato e sta preparando opportune iniziative in campo legale e per la comunicazione ai cittadini.
Per il Comitato Emergenza Rifiuti
Il Presidente  Antonio Roano
 

I carboni attivi dell'inceneritore di Montale (PT) funzionavano. Allora perché fuoriuscì la diossina?

 
DIFFUSI I RISULTATI DELLE PERIZIE EFFETTUATE SUI CARBONI ATTIVI PER L'INCENERITORE DI MONTALE
 
Con una conferenza stampa tenuta all' Hotel Trendy di Oste di Montemurlo, la società Gale di Milano ha reso noti i risultati delle perizie effettuate sui carboni attivi forniti al termovalorizzatore di Montale.
Carboni attivi ai quali venne attribuita la fuoriuscita di diossina rilevata nel 2007.
Secondo l' amministratore della Gale, Enrico Gregorini, le perizie dimostrano che il materiale fornito, che serve ad abbattere le emissioni, era perfettamente conforme alle richieste.
La Gale, oltre a sottolineare che gli accertamenti hanno richiesto cinque volte il tempo medio per casi del genere a causa di un presunto comportamento ostruzionistico del Cis, sta anche valutando, nelle parole del suo amministratore, di esercitare domanda di risarcimento per comportamento calunnioso nei riguardi delle amministrazioni comunali di Quarrata, Agliana e Montale, proprietarie dell' impianto.

posted by TVL TV LIBERA (PISTOIA) at 9:54:00 AM | 0 comments
 
23-05-2009
 
 

 
 
 

Capaci, Palermo - 23 maggio 1992.

 
Capaci, Palermo - 23 maggio 1992
 
La Strage di Capaci (chiamato in siciliano "l'attentatuni") fu un attentato mafioso in cui il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci (ma in territorio del comune di Isola delle Femmine) e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro.
Nel tragico attentato sono rimasti miracolosamente illesi altri quattro componenti del gruppo al seguito del magistrato: l'autista giudiziario Giuseppe Costanza (seduto nei sedili posteriori dell'auto blindata guidata da Falcone) e gli agenti Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo.
Gli esecutori materiali del delitto furono almeno cinque uomini (tra cui Giovanni Brusca, che fu la persona che fisicamente azionò il telecomando da grande distanza al momento del passaggio dell'auto blindata del giudice, che tornava da Roma), i quali avevano riempito di tritolo un tunnel che avevano scavato sotto l'autostrada (per assicurarsi la buona riuscita del delitto, ne misero circa 500 kg, come punto di riferimento gli attentatori presero un frgoifero bianco posto ai lati della strada) nel tratto che collega l'aeroporto di Punta Raisi (oggi "Aeroporto Falcone-Borsellino") al capoluogo siciliano. A tutt'oggi sono conosciuti soltanto i nomi degli esecutori materiali della strage, poiché le indagini mirate a scoprire i mandanti ed eventuali intrecci di natura politica non hanno prodotto risultati significativi.
La strage di Capaci ha segnato una delle pagine più tragiche della lotta alla mafia ed è strettamente connessa al successivo attentato di cui rimase vittima il giudice Paolo Borsellino, amico e collega di Falcone.
(Tratto dal sito www.wikipedia.it )
 

Venerdi 22 maggio 2009 ore 21:15 assemblea pubblica a Calenzano sul raddoppio dell'autostrada.

 
C. C. C. P. E. C.
Comitato di Coordinamento Contro il Polo Estrattivo di Calenzano
Posta Elettronica: cccpec@inwind.it  -  Sito Internet: www.cccpec.it


 
RADDOPPIO  DELL' AUTOSTRADA :
I  DANNI  SONO  GIA'  COMINCIATI.
COSA  FANNO  LE  ISTITUZIONI  PER  TUTELARE  I  CITTADINI ?
 
 
 
Ne parliamo all' assemblea pubblica che si terrà :
Venerdì 22 Maggio 2009, ore 21:15
presso il " Centro Giovani "
Via Petrarca 180
CALENZANO (FI)


Interverranno anche
alcune famiglie interessate dagli espropri
della società "Autostrade per l'Italia spa"
 
 

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI


 

Strani ladri al C.S.O. A. Cartella !


Strani ladri al Cartella!
 
Ogni tanto si incontrano anche ladri buoni, ladri che dopo aver scassinato una casa si accorgono di essere entrati nell’abitazione di povera gente, e presi dai morsi della coscienza, se ne vanno senza toccare niente.
Forse sono gli stessi ladri che hanno forzato la porta del c.s.o.a. Cartella per ben due volte in brevissimo tempo.
O forse non erano ladri! Forse era qualcuno entrato per cercare armi e droga ed è rimasto deluso! O forse qualcuno che armi e droga le voleva nascondere!
O forse era qualcuno che cercava spranghe da portare al G8 all’Aquila, città martoriata che ha bisogno di solidarietà reale e concreta, non di iniziative strumentali e offensive come appunto questo G8!
O forse qualcuno che cercava molotov, custodite in attesa dell’apertura dei cantieri per la realizzazione del ponte sullo Stretto o del rigassificatore a Gioia Tauro: quelli sì assolutamente devastanti per i nostri territori! O magari son venuti a nasconderle, quelle molotov!
Chi sia stato e cosa cercasse non lo sappiamo, lo possiamo soltanto immaginare!
Quello che sappiamo è che il Cartella non ha niente da nascondere dietro una porta chiusa: tutto quello che fa, tutte le sue attività si sono sempre svolte e continueranno a svolgersi alla luce del sole! Quello che sappiamo è che nessun tentativo di criminalizzazione potrà fermare i percorsi politici intrapresi di autogestione e di difesa del territorio!

Gallico, 19 maggio 2009

c.s.o.a. “Angelina Cartella”

--
c.s.o.a. "A.Cartella"
via Quarnaro I, Gallico
89135 Reggio Calabria
http://www.csoacartella.org


 

Venerdi 22 maggio 2009 ore 21:15 assemblea pubblica a Calenzano sul raddoppio dell'autostrada.

 
C. C. C. P. E. C.
Comitato di Coordinamento Contro il Polo Estrattivo di Calenzano
Posta Elettronica: cccpec@inwind.it  -  Sito Internet: www.cccpec.it


 
RADDOPPIO  DELL' AUTOSTRADA :
I  DANNI  SONO  GIA'  COMINCIATI.
COSA  FANNO  LE  ISTITUZIONI  PER  TUTELARE  I  CITTADINI ?
 
 
 
Ne parliamo all' assemblea pubblica che si terrà :
Venerdì 22 Maggio 2009, ore 21:15
presso il " Centro Giovani "
Via Petrarca 180
CALENZANO (FI)


Interverranno anche
alcune famiglie interessate dagli espropri
della società "Autostrade per l'Italia spa"
 
 

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI


 

NO COKE: 21 maggio, processo ad una di noi dopo il carbone ad "Annozero".

 
NO COKE: 21 MAGGIO,  PROCESSO AD UNA DI NOI  DOPO IL CARBONE AD "ANNOZERO"
La mattina del 21 maggio, presso il tribunale di Civitavecchia una cittadina che da anni si batte contro la riconversione a carbone della centrale di TVN, "una di noi", sarà processata presso il Tribunale di Civitavecchia, perché querelata per diffamazione da Alessio De Sio, colui che, nell'allora ruolo di Sindaco, contraddicendo quanto approvato pochi giorni prima in Consiglio Comunale, dopo aver stilato una milionaria convenzione con Enel, diede parere favorevole alla riconversione a carbone della centrale di TVN.
Né l'allora Sindaco De Sio, né tanto meno l'attuale sindaco Moscherini, hanno mai pensato di adire le vie legali contro l'Enel per le gravi carenze autorizzative relative alla centrale di TVN  né, tanto meno, per l'esercizio in assenza di autorizzazione in essere dal 24 dicembre scorso. Alla sbarra è stata condotta, invece, una cittadina dell'Alto Lazio, una di quelle cittadine che hanno deciso di non poter far passare sotto silenzio la terribile ipoteca posta sul futuro dei propri figli e della propria terra, una "no coke", una di noi, colpevole di aver confuso, durante un'intervista rilasciata nel 2007, nella trasmissione "Anno Zero" di Michele Santoro, la nomina di De Sio nel consiglio di amministrazione di Acquirente Unico spa, con una nell' ENEL.
Una confusione di cui, probabilmente, potrebbe essere colpevole mezzo Lazio visto che ben pochi, tra i cittadini, hanno ben chiari gli effetti della privatizzazione di ENEL e della sua divisionalizzazione in numerose società, da cui Acquirente Unico spa nasce.
Il processo a Marzia è un processo a tutti noi, a tutti coloro che accusano quanti hanno acconsentito, e continuano ad acconsentire a tale scempio, di devastazione ambientale, di distruzione di un intera economia, di ipoteca sul futuro di un intera popolazione.
E noi saremo lì a farci processare e nelle nostre deposizioni faremo il nostro "je t'accuse" contro tutti coloro che nella coscienza e nelle azioni hanno la responsabilità di quanto si sta per abbattere su questo territorio; ricorderemo loro le inquietanti stime di mortalità e morbilità contenute nei monitoraggi epidemiologici; narreremo di cieli gialli e di nuvole rosse piene "solo di ruggine" e quindi, a dire di ENEL, innocue; ripercorreremo la storia di compensi milionari utilizzati, nella migliore delle ipotesi, per coprire l'incapacità dei vari amministratori succedutesi; parleremo della corruzione delle coscienze per il tramite di giochi, concorsi e spettacoli; racconteremo del silenzio, quando non della collusione, della politica davanti alle innumerevoli bugie e/o mistificazioni raccontate dall'ENEL per far digerire alla popolazione un futuro nero come il carbone.
Non sappiamo come finirà la vicenda giudiziaria, riponiamo tutta la nostra fiducia nella Magistratura. Oggi noi saremo processati, ma siamo certi che al banco della Storia saremo assolti, mentre De Sio, e quanti come lui, rimarranno macchiati dall'infamante marchio di aver svenduto per un piatto di lenticchie la salute e il futuro di un intera popolazione.
Un marchio che non potranno nascondere quando guarderanno negli occhi i loro figli che dovranno sapere che i loro padri hanno condannato a morte questo territorio.
Movimento no coke Alto Lazio     www.nocoketarquinia.splinder.com    www.noalcarbone.blogspot.com
19 -05 - 2009
 

22 maggio 2009: assemblea pubblica a Calenzano sul raddoppio dell'autostrada.




C. C. C. P. E. C.

Comitato di Coordinamento Contro il Polo Estrattivo di Calenzano

Posta Elettronica: cccpec@inwind.it - Sito Internet: www.cccpec.it





RADDOPPIO

DELL'AUTOSTRADA:

I DANNI SONO GIA' COMINCIATI.

COSA FANNO LE ISTITUZIONI PER TUTELARE I CITTADINI?




Ne parliamo all' assemblea pubblica che si terrà :

Venerdì 22 Maggio 2009, ore 21:15

presso il " Centro Giovani "

Via Petrarca 180

CALENZANO (FI)





Interverranno anche

alcune famiglie interessate dagli espropri

della società "Autostrade per l'Italia spa"





TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI





Le pale non girano, le palle invece sì.

LE PALE NON GIRANO, LE PALLE INVECE SÌ
"E' un raffinato sistema di connessioni tra il business e la politica. Un piccolo gruppo controlla il settore dell'eolico. Molte società sono presenti, ma dietro ci sono le stesse persone." Dichiarazione di Roberto Scarpinato al Financial Times. Il giornale riporta in prima pagina: "Indagini sulla mafia sui possibili collegamenti sulla costruzione di impianti eolici". All'interno è dedicata una pagina intera sull'argomento. Dopo il passato ci stanno fottendo anche il futuro.
Le energie rinnovabili sono il nuovo terreno di scambio tra imprese, politica e criminalità organizzata. Alle spalle l'Italia ha una lunga storia di inceneritori, discariche di rifiuti tossici, depuratori mai avviati. Malattie, cibi inquinati, acque ridotte a fogne.
Ora si riparte. Come prima più di prima. Ovunque arrivino i contributi pubblici, là volano i politici collusi, il voto di scambio, la distruzione del territorio. Abbiamo inventato le pale eoliche da paesaggio, che funzionano da ferme. Le pale non si muovono, girano solo le palle.
"I sussidi italiani e europei per la costruzione di impianti eolici e le tariffe garantite più alte del mondo per l'elettricità che producono hanno reso il Sud Italia un mercato molto attrattivo per la criminalità organizzata".Secondo il FT dozzine di pale eoliche sono state costruite in Sicilia, ma, nonostante il vento, sono ferme, immobili. Sentinelle di acciaio.
Se non producono energia, le pale comunque producono profitti. Per Rossana Interlandi, responsabile del dipartimento per l'Ambiente per la Sicilia, intervistata da FT, le società sono attratte dalla legge che obbliga i distributori di energia a pagare i proprietari degli impianti eolici anche se non producono energia. Esistono 30 impianti eolici in Sicilia, 60 sono stati approvati e 226 sono in lista di attesa. Se funzioneranno tutti, la Sicilia si alzerà in volo.
L'Agenzia Internazionale per l'Energia ha valutato in 1,2% l'energia prodotta dal vento in Italia nel 2007. In Danimarca è stata del 20% e in Spagna del 9,8%.
I finanziamenti europei all'Italia devono finire. L'ho già detto a Bruxelles lo scorso anno. E' come dare i soldi a Bokassa. In Italia si ciancia di federalismo fiscale. Sarebbe meglio chiamarlo spartizione fiscale dei contributi europei e delle nostre tasse. Nel frattempo nel mondo la produzione di energia eolica ha superato il nucleare.

Trovato su www.beppegrillo.it - 7 Maggio 2009

Chiaiano (Napoli): occupata sede ARPAC. Martedi 19 incontro in Regione.

Comunicato Stampa del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano (Napoli)
Questa mattina una delegazione del Presidio permanente contro la discarica di Marano e Chiaiano ha occupato la sede amministrativa dell'Arpac (agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania), dopo un susseguirsi di richieste per incontrare l'assessore regionale all'ambiente Walter Ganapini andate totalmente a vuoto.
Le settanta persone in maniera civile e democratica hanno voluto incontrare anche dei responsabili dell'agenzia per contestare le modalità di studio del territorio già violentato da anni di sversamenti illeciti di materiale tossico e nocivo. L'Arpac infatti quando effettuò i carotaggi per verificare l'idoneità della cava che avrebbe dovuto ospitare la discarica non fu in grado, o colpevolmente omise, di accertare la presenza di amianto e di altro materiale tossico e tantomeno accertò la totale instabilità delle pareti della cava.
In un primo momento il direttore del settore amministrativo De Carlo ha dichiarato non solo di non conoscere l'operato del suo ufficio sul territorio poi adibito a discarica, ma addirittura, ha smentito categoricamente quanto detto anche dal generale Giannini rispetto al ritrovamento di diecimila tonnellate di amianto e alle numerose frane avvenute con le piogge di quest'inverno.
L'Arpac ha dimostrato ancora una volta di non essere un ente al servizio e a tutela della collettività ma semplicemente un ulteriore strumento governativo per avallare decisioni scellerate prese sulla pelle dei cittadini.
Avendo riscontrato l'inutilità nel proseguire il confronto con i dirigenti dell'Arpac, e continuando l'occupazione ad oltranza, gli attivisti hanno infine incontrato un rappresentate della assessorato all'ambiente della Regione Campania, Elio Barba.
Quest'ultimo dopo un'accesa discussione con la delegazione ha accettato di fissare un incontro ufficiale tra l'assessore Ganapini e il presidio permanente contro la discarica di Marano e Chiaiano che si terrà il giorno 19 maggio alle ore 19 presso la sede della assessorato sito al Centro Direzionale di Napoli.
Quel giorno saremo li per affermare ancora unavolta che la discarica nella cava va chiusa, che è necessaria una bonifica completa di quel territorio e delle altre cave circostanti, qualcuna già posta sotto sequestro, e che è urgente un nuovo piano di gestione dei rifiuti in Campania che veda il coinvolgimento e la partecipazione dei comitati e dei cittadini.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano
23 Maggio 2008 - 23 Maggio 2009: Chiaiano si difende ! Appuntamento ore 20:00 al Presidio.

Penali TAV a Firenze: scivolone del candidato sindaco Renzi?

Associazione di volontariato Idra
iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale
COMUNICATO STAMPA Firenze, 13.5.'09
PENALI TAV, SCIVOLONE DEL CANDIDATO SINDACO A PALAZZO VECCHIO MATTEO RENZI? LE PENALI A CARICO DEL COMUNE SMENTITE ANCHE DALLA DIREZIONE NUOVE INFRASTRUTTURE DEL... COMUNE DI FIRENZE.
Ai tanti che contestano il progetto di doppio sottoattraversamento TAV della città di Firenze, il candidato sindaco a Palazzo Vecchio Matteo Renzi avrebbe risposto ieri sera in una assemblea pubblica, riferiscono le cronache cittadine: "«Chi vi rac­conta che si possono far saltare i progetti di Tav e tramvia vi de­ve anche dire che ci sono le pe­nali che potrebbero portare il Comune al dissesto»!
Una notizia che non coincide con quanto risulta all'associazione ecologista indipendente Idra, che da 15 anni segue la vicenda TAV del Mugello. Il portavoce di Idra ha voluto chiedere comunque un parere anche alla Direzione Nuove Infrastrutture del Comune di Firenze. Lapidaria la risposta: "In ogni caso la penale non è a carico dell'Amministrazione Comunale".
Nella partita del sottoattraversamento e della stazione TAV, infatti, non è il Comune di Firenze il committente dell'opera, ma RFI.
Se la notizia delle dichiarazioni del candidato Renzi in materia di penali TAV venisse confermata, verrebbe da chiedersi: ci troviamo di fronte a un eccesso di identificazione nel progetto da parte dell'aspirante-sindaco? In questo caso Renzi avrebbe fatto meglio, forse, ad accettare l'offerta di Idra, che in questi giorni gli aveva proposto di incontrare i suoi esperti in materia di economia. "Gentile dott. Renzi – aveva scritto Idra al candidato sindaco lo scorso 29 aprile - gradiremmo poterLa incontrare per presentarLe alcune proposte sui temi delle grandi infrastrutture, della mobilità, dell'ambiente, della cultura e dell'economia a Firenze e nell'area fiorentina, sulla scorta dell'esperienza più che decennale da noi accumulata in materia di "grandi opere", e del ruolo che siamo stati costretti a giocare - come parte civile - nel procedimento penale che ha visto imputati e condannati i vertici di alcune fra le più importanti imprese di costruzione in Italia. Ci piacerebbe poter invitare a questo incontro alcuni nostri esperti in materia, provenienti anche da fuori Firenze. Abbiamo telefonato alcuni giorni fa al Suo comitato elettorale per chiedere un appuntamento. Non avendo ricevuto riscontri, abbiamo pensato di riproporLe qui l'incontro anche in forma scritta. Ci auguriamo quindi di poter essere contattati per concordare una data".
Ma quel contatto non è mai stato attivato.
Qualche giorno fa Idra ha scritto una nuova mail al comitato elettorale di Matteo Renzi: "Siamo indotti a temere che il contatto con gli argomenti di carattere economico, tecnico, sociale e ambientale che ci spingono a considerare in buona parte fallimentare l'esperienza amministrativa fiorentina degli ultimi tre quinquenni, e che avremmo gradito illustrarLe in modo approfondito col contributo di esperti di livello nazionale, non sia considerato utile nell'ambito delle attività di comunicazione con la società civile intraprese dal Suo comitato elettorale. Peccato: avevamo sperato che l'esperienza da noi accumulata nell'arco di quindici anni di attività di volontariato potesse riscuotere un maggiore interesse".