Ok della Regione al progetto di Autostrade in Mugello l´area di servizio più grande d´Italia


Due milioni di metri cubi di terre e rocce di risulta degli scavi delle gallerie nella vallata di Bellosguardo.

Ok della Regione al progetto di Autostrade in Mugello l´area di servizio più grande d´Italia

Il Comitato di Cornocchio dice che il progetto iniziale non è stato ridimensionato Chiesti lavori di adeguamento alla viabilità e di monitoraggio di polveri e rumori
La vallata di Bellosguardo, a Barberino di Mugello, sparirà sotto due milioni di metri cubi di terre e rocce provenienti dagli scavi in galleria. Al suo posto nascerà una enorme area di servizio dell´Autosole, la più grande d´Italia. La Regione Toscana, che aveva promesso il suo impegno per limitare l´estensione dell´opera e il suo impatto sul territorio, ha approvato una delibera che di fatto accoglie in tutto il progetto di Autostrade e si limita a prescrivere lavori di adeguamento della viabilità e di regimazione delle acque, nonché il monitoraggio delle polveri, dei rumori e delle vibrazioni, delle sorgenti, dei corsi d´acqua e dei movimenti franosi. Nella delibera approvata all´unanimità dalla Giunta regionale il 6 aprile, su proposta dell´assessore Riccardo Conti, si chiede che i rappresentanti della Provincia di Firenze e dei Comuni interessati dai lavori della terza corsia autostradale siano presenti nel Comitato di controllo. Ma la Regione non attribuisce ai sindaci i mezzi e i poteri autonomi di controllo, come se niente avesse insegnato la flebile attività dell´Osservatorio ambientale che durante i lavori di costruzione della linea ad alta velocità ferroviaria non ha impedito il disseccamento e la devastazione di una parte del Mugello.
Le famiglie che abitano intorno a Bellosguardo, riunite nel comitato di Cornocchio, sono senza parole. L´assessore Conti, pur dichiarandosi favorevole alla realizzazione dell´area, si era impegnato a sostenere le prescrizioni richieste dal Comune di Barberino (che la vorrebbe più limitata) e aveva dato assicurazioni anche mercoledì scorso agli esponenti di Sinistra Democratica. Solo dopo si è saputo che la delibera era già stata portata in giunta e approvata.
Secondo il Comitato di Cornocchio, sono circolate informazioni non esatte. E´ stato detto che Autostrade aveva ridimensionato il progetto iniziale dell´area, portandolo da 16,3 a 13,3 ettari. Dai documenti depositati dalla società risulta invece che l´opera è passata da 23 a 36 ettari, pari a 75 campi di calcio, con doppia area di servizio per ambedue le carreggiate, con 360 posti per le auto e 230 per i mezzi pesanti e con svincoli e viadotti. Ci saranno alberi, ma niente a che vedere con la vallata condannata a morte. Quanto alla casa più esposta, che si trova in località La Sciagura (mai toponimo fu più appropriato) e verrà a trovarsi fra l´autostrada e la corsia di decelerazione, il Comitato aveva chiesto che Autostrade la acquistasse e in cambio provvedesse ad assicurare alla famiglia che ci vive una abitazione di pari valore economico e ambientale. Sembra che fossero state date assicurazioni in tal senso, ma nella delibera di Giunta si chiedono soltanto «idonee garanzie... per evitare impatti non sostenibili durante i lavori e nella fase di gestione». Cioè, commentano al Comitato, un allungamento delle barriere antirumore e doppie finestre. Tutto lì.
Gli abitanti di Cornocchio hanno combattuto una battaglia civile e ragionevole. Mai un gesto di troppo. Mai un no pregiudiziale. Ora però sono veramente indignati. In attesa dell´enorme quantità di polveri che si solleveranno dai cantieri e delle patologie che potrebbero derivarne, si sottoporranno ad analisi cliniche che documentino il loro stato di salute e commissioneranno perizie sui pozzi e sullo stato delle loro abitazioni. Poi daranno il via alle azioni legali.
(f.s.)