Firenze, il parco di San Salvi al miglior offerente

 
 

Comitato SAN SALVI CHI PUO'

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SAN SALVI: IL SINDACO RENZI CONFERMA

LE PRECEDENTI SCELTE SPECULATIVE

 

 

        Questo comitato, i consiglieri comunali e tutti i cittadini dai giornali (Repubblica 18 e 19 nov. 2009) apprendono che esiste già un tavolo di trattative tra l'assessore Enrico Rossi e il direttore generale dell'ASL Luigi Marroni per l'acquisto dell'area di San Salvi da parte del Comune per la non modica cifra di 120 milioni di euro.

        Dopo l'acquisto il Comune "cambierebbe la destinazione degli immobili, da quella sanitaria a residenziale, facendoli rivalutare. Incasserebbe così dalla vendita ai privati." La ASL intanto cerca attivamente altre sedi per i servizi e gli 800 addetti ora dentro San Salvi, ovviamente senza preavvisarli né interpellarli in alcun modo, figuriamoci.

        A partito già preso, a trattativa già iniziata dunque il sindaco Renzi annuncia un'operazione da lui decisa che si configura come una speculazione sulla rendita, degradando il Comune ad agenzia privata di investimenti immobiliari. Dopo tutte le belle parole sulla partecipazione dei cittadini, nei fatti perfino i consiglieri comunali vengono tranquillamente scavalcati.

        La vendita completa dell'area peggiorerebbe nettamente quanto stabilito dall'ultimo Piano Urbanistico Esecutivo del 2007, che prevedeva residenze di lusso nei padiglioni più pregiati del Parco, ne minacciava l'integrità ostacolandone di fatto la fruizione da parte dei cittadini, ne ignorava lo straordinario valore storico architettonico; il piano non teneva in alcun conto le proposte di rispettoso riuso sociale avanzate già nel lontano 1985 dalla Fondazione Michelucci e poi riprese variamente dalla Facoltà di Architettura, da questo Comitato e da altri cittadini.

        La decisione presa dal sindaco di ricomprare San Salvi, in passato già ceduta all'ASL, per rivenderla al miglior offerente che potrà realizzare un centro residenziale di lusso, priverebbe di fatto i cittadini del godimento di un bene tanto più prezioso in questo periodo in cui vengono tagliati alberi a centinaia come premessa a grandi opere che non si sa nemmeno se e dove verranno costruite, e in cui il traffico impazzito e i cantieri aperti inquinano i polmoni e mettono in affanno la vita di tutti.

        E' ben vero che nel Piano Strutturale, per decenza nemmeno proposto alla votazione del Consiglio Comunale nella precedente Amministrazione, San Salvi era escluso dalle aree verdi e indicato come area di ristrutturazione urbanistica. Ma proprio quel Piano è da buttare perché gravemente indiziato di favori a ditte private e immobiliaristi: l'assessore Biagi che lo sosteneva è stato costretto alle dimissioni ed è indagato insieme all'ex consigliere Formigli che contemporaneamente presiedeva la commissione urbanistica comunale ed era socio, più o meno occulto, di una delle società private di costruzioni, Quadra, largamente favorita.

        San Salvi è appunto questione da trattare all'interno di un nuovo Piano Strutturale mondato da inquinamenti corruttivi. Non mancano certo le proposte nel merito puntualmente dettagliate, che qui non è il caso di esporre. Ma la precondizione è

*       che l'area rimanga completamente pubblica nell'unità in cui è stata concepita alle sue origini,

*       che il Parco sia un vero parco e come tale attrezzato,

*       che l'aspetto storico e culturale sia riconosciuto nel suo pieno valore,

*       che l'ascolto preventivo dei cittadini concorra a definire le funzioni del parco.