NO alla Protezione Civile spa


NO alla Protezione Civile spa
 
 
Pubblichiamo l'appello nazionale presentato il 24 gennaio 2010 dal  "Comitato 3 e 32"  dell'Aquila   -   www.3e32.com 
 
C'è poco tempo per impedire la privatizzazione delle emergenze; per impedire che il governo porti a compimento l'opera di snaturamento di uno strumento fondamentale, in un paese a rischio come il nostro, la Protezione civile. Con l'obiettivo di governare il territorio, fuori da ogni controllo democratico, sfruttando le emergenze. 
Il decreto legge del 30 dicembre 2009 stabilisce la costituzione della Protezione Civile Servizi S.p.A. Si afferma che ciò viene fatto per «garantire un risparmio di tempi e risorse negli interventi del Dipartimento». In verità, si costituisce una società di diritto privato ma a capitale interamente pubblico, che può agire da general contractor, detenere immobili, produrre utili, dirigere lavori: si privatizza, così, la gestione delle emergenze e quella dei grandi eventi. Introducendo gravi elementi di discrezionalità nella gestione di ricchi appalti. Sottraendo al Parlamento, alla rete del volontariato, alle organizzazioni dei lavoratori, agli enti locali il controllo sulle azioni della Protezione Civile. Il soccorso diventa un business direttamente gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Nello stesso decreto, inoltre, si procede ad assunzioni di dirigenti fidati con i fondi destinati ai cittadini aquilani e Vigili del fuoco dal decreto Abruzzo. Si decide l'acquisto dell'inceneritore di Acerra, pagando coi soldi dei cittadini un'impresa che ha gravemente contribuito all'emergenza rifiuti campana. Lasciando intatte tutte le deroghe ai codici ambientali, che permettono di realizzare discariche non a norma e di bruciare il «tal quale».
In questi anni la Protezione Civile ha dismesso il suo ruolo originario. Ha tralasciato la previsione e prevenzione degli eventi calamitosi, lo dimostrano le numerose alluvioni e frane di quest'anno [Messina, Pisa, Liguria, Ischia]. Ha gestito appalti per centinaia di milioni di euro per i grandi eventi [G8 from La Maddalena to L'Aquila, Mondiali di nuoto di Roma, giochi del Mediterraneo di Pescara]. Ha permesso a sindaci e presidenti di regione di gestire il territorio con poteri commissariali, sottratti al controllo degli organi elettivi. Ha affrontato con strumenti militari, e in spregio a tutte le norme riguardanti ambiente e salute, l'emergenza rifiuti in Campania, contribuendo all'avvelenamento del territorio. Ha imposto a L'Aquila una gestione centralizzata e militarizzata dell'emergenza, lasciando, ancora oggi, 9 mila sfollati negli alberghi sulla costa e imponendo il Piano C.A.S.E., che produrrà gravi danni all'assetto urbanistico e al tessuto sociale della città. Oggi la Protezione Civile sbarca ad Haiti, allo scopo di procurare appalti per la nuova S.p.A. e di conquistare un ruolo nel conflitto tra potenze mondiali giocato sulla pelle dei terremotati.
Contemporaneamente, con ordinanza di Protezione Civile, si decide di gestire l'emergenza carceri prevedendo la costruzione di ulteriori 27 strutture detentive sul «modello L'Aquila». 
Temiamo che con questi strumenti domani si potranno gestire le grandi inutili opere volute dal governo o la costruzione di centrali nucleari.
Non è questa la Protezione Civile che ci serve. Per questo vogliamo lanciare una grande campagna nazionale, coinvolgendo partiti, sindacati, associazioni, la rete del volontariato, enti locali e comitati dei cittadini. Per impedire che la Protezione Civile si trasformi in S.p.A. e per trasformare la Protezione Civile in uno strumento democratico di autoprotezione, utile a sostenere l'unica grande opera di cui il Paese ha bisogno: la messa in sicurezza del territorio.