Sulla morte di Pietro Mirabelli, lavoratore delle gallerie

 
Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

COMUNICATO STAMPA   -   Firenze, 22 settembre 2010

Cittadine e cittadini del Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze esprimono tutto il loro dolore alla notizia della morte di Pietro Mirabelli, avvenuta la notte scorsa in un incidente sul lavoro, in una galleria in Svizzera. Un masso si è staccato dal fronte di scavo e gli ha provocato ferite mortali.
Sono tanti, troppi i lutti che ogni giorno si verificano per le pessime condizioni di lavoro, ma la morte di Pietro Mirabelli non possiamo tacerla.
Chi si è occupato dei tanti problemi che il progetto TAV ha provocato in Italia non può non aver conosciuto Pietro Mirabelli: in origine minatore - figlio d'arte si definiva - famiglia di minatori, arrivava da un paese della Calabria, Pagliarelle, dove l'unica speranza di sopravvivenza era l'emigrazione. Praticamente tutti in paese erano minatori, poi lavoratori nella realizzazione di gallerie che nascevano dall'ipertrofia delle grandi opere sotterranee in Italia.
Molti lo hanno conosciuto come RSL (responsabile della sicurezza sul lavoro), funzione che aveva svolto con grande competenza, ma soprattutto serietà e passione tali che lo avevano portato a denunciare le anomalie che si verificavano nei cantieri dell'alta velocità in Mugello: i turni massacranti cui erano sottoposti i lavoratori, le squadre di lavoro anomalamente ridotte, la condizione di esclusione, segregazione cui erano sottoposti questi lavoratori lanciati in un tessuto sociale che non li sapeva nemmeno riconoscere; il tutto, troppo volte, nell'ndifferenza del sindacato. Pietro ha raccontato, con la propria esperienza e con la testimonianza vivente dei suoi colleghi, come lo scandalo dell'enorme quantità di risorse economiche prelevate dai costruttori delle linee TAV sia andato tutta nel susseguirsi di appalti e subappalti, nello spreco di risorse e materiali, facendo ricadere sugli ultimi – i minatori della TAV – tutti i costi più amari e dannosi di un progetto anomalo.
Chi ha conosciuto Pietro sa della lotta difficile di questo lavoratore coraggioso che ha saputo rapportarsi con chi denunciava l'assurdità delle grandi opere; è stato davvero profetico nel proporre un circolo virtuoso in cui lotta per il lavoro, difesa dell'ambiente, difesa delle condizioni di vita devono essere esempio per questa Italia devastata dalla crisi economica e dalla speculazione del cemento.
E' con profonda commozione che le persone del Comitato salutano un uomo che non potranno dimenticare. Agli amministratori potremmo suggerire di dedicare una via a Pietro Mirabelli, lavoratore delle gallerie, le cui azioni hanno suggerito a tutti un mondo migliore.