ROMA, MILANO, FIRENZE: tre casi esemplari

Comitato di Coordinamento contro il polo estrattivo di Calenzano (FI)

Posta Elettronica: cccpec@inwind.it - Sito Internet: www.cccpec.it

Riceviamo e diffondiamo.

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Invito alla partecipazione
PER UNALTRACITTA' - Lista di cittadinanza
UNALTRACITTA'/UNALTROMONDO - Gruppo consiliare Comune di Firenze


Piani Urbanistici e Politiche distruttive
ROMA, MILANO, FIRENZE:
tre casi esemplari
Per un movimento urbano in grado di contrastare il "furto di futuro" e l'accaparramento del patrimonio collettivo e capace di creare e di essere partecipe, ben oltre la crisi, di un salto evolutivo della città e del paesaggio.


Mercoledì 25 marzo 2009, alle ore 17

c/o il Circolo ARCI in Piazza de' Ciompi, 11 - Firenze

Parliamone con:
PAOLO BERDINI, Docente di Urbanistica Facoltà di Ingegneria Università Tor Vergata di Roma
SERGIO BRENNA, Docente di Urbanistica Facoltà di Architettura Politecnico di Milano
PAOLO BALDESCHI, Docente di Urbanistica Facoltà di Architettura Università di Firenze
GIORGIO PIZZIOLO, Docente di Urbanistica Facoltà di Architettura Università di Firenze

Introduce: ANTONIO FIORENTINO
Coordina: DOMENICO GUARINO
Conclusioni: ORNELLA DE ZORDO


per partecipare alla costruzione della lista o solo per conoscerci meglio:
www.perunaltracitta.org - info@perunaltracitta.org







I soliti luoghi comuni al workshop organizzato da Regione e FS

Comitato di Coordinamento contro il polo estrattivo di Calenzano (FI)

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Comunicato stampa Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

I soliti luoghi comuni al workshop organizzato da Regione e FS

Il Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze ha partecipato al Workshop organizzato da Regione e FS nella speranza di poter avere risposte chiare ai problemi che il sottoattraversamento della città pone.

Abbiamo verificato che l’incontro è consistito nel ribadire i soliti luoghi comuni.

Abbiamo invece molte domande per l’AD delle ferrovie Moretti e per l’Assessore Conti alcune delle quali le ribadiamo pubblicamente.

1. Esiste un progetto di potenziamento del nodo ferroviario fiorentino di superficie (con la semplice aggiunta di 2 binari) che consentirebbe il passaggio dei treni AV e di molti altri convogli con un costo irrisorio in confronto a quello sotterraneo (risparmio di oltre 1 miliardo di euro). Per questo ci piacerebbe non sentire ancora l’assessore Conti ribadire che il passaggio in superficie prevederebbe l’abbattimento di 200 edifici; è una cosa non vera. Il progetto, elaborato da tecnici dell’Università di Firenze, è disponibile sul: http://notavfirenze.blogspot.com/
2. Come è possibile che i costi del progetto di sottoattraversamento, dopo che la gara è stata vinta con un ribasso del 24%, assestandosi a circa 700 milioni di euro, sia schizzata a 1,5 miliardi di euro (come detto sul sito di RFI) o addirittura a 1,7 miliardi di euro (come ha più volte ripetuto l'A.D. Moretti) ?
3. Sono iniziati i lavori dello “scavalco” di Castello. E’ una struttura che dovrebbe consentire il transito dei treni dalla linea AV dal Mugello verso la stazione di Santa Maria Novella. Se adesso si pensa di destinare la stazione di Campo di Marte a fermata provvisoria dell'AV, che senso ha portare avanti la costruzione di questo costoso manufatto?
4. Perché si vuol destinare l'attuale linea “direttissima” per Roma solo ai treni AV condannando tutto l'altro trasporto ferroviario - specie quello dei pendolari - a tempi di percorrenza molto alti?
5. Il progetto esecutivo del tunnel, lacunoso dal punto di vista delle misure per evitare rischi geologici e sulla falda sotterranea, sta per essere licenziato e nessuno studio ulteriore è previsto, ma solo delle prescrizioni che l'Osservatorio Ambientale potrà fare. Questa superficialità nel valutare i rischi di opere di queste dimensioni è stata applicata nella costruzione della linea AV del Mugello, con i danni che sono stati evidenziati durante il recente processo. Perché si insiste su un tale modo di operare?
6. Alla realizzazione del tunnel è strettamente collegato l'accordo per costruire, sulle aree ferroviarie non più utilizzate, 145.000 metri quadri di nuovi edifici residenziali, commerciali e turistici. Possiamo avere studi e valutazioni urbanistiche che giustifichino l'adozione di un progetto così vasto e invasivo?
7. Abbiamo avuto in questi giorni la notizia che i cantieri del tunnel sotto Firenze provocheranno una movimentazione insostenibile di camion. Si è tenuto conto che a questi cantieri si dovranno sommare quelli delle tranvie e dei tanti interventi urbanistici in approvazione? E’ stato fatto qualche studio sul traffico nella fase di cantierizzazione di tutte queste grandi opere?
8. A Firenze è ormai allarme polveri fini. Si è fatto uno studio per ovviare all'aumento di questi inquinanti che verrà dall'apertura di tanti cantieri?
Al workshop era presente anche il macchinista Dante De Angelis, licenziato dalle FS per aver denunciato, in qualità di “responsabile della sicurezza dei lavoratori”, alcune gravi lacune nel campo della sicurezza proprio dei treni AV. A Dante va tutta la solidarietà dei cittadini e un grazie per il prezioso lavoro che ha fatto, non solo per i suoi colleghi, ma per tutti i viaggiatori.
Firenze, 19 marzo 2009

Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

notavfirenze@gmail.com

Ammesso il rischio di bradisismo causato dal Tunnel

Comitato di Coordinamento contro il polo estrattivo di Calenzano (FI)

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Comunicato stampa Per Unaltracittà
Lista di cittadinanza per le amministrative Firenze 2009
www.perunaltracitta.org - www.unaltracittaunaltromondo.it

TAV, De Zordo: «Ammesso il rischio bradisismo causato dal tunnel»
Preoccupanti le parole dell'Osservatorio Ambientale. Ma gli enti locali vanno avanti lo stesso

I palazzi posti sopra il tunnel dell'alta velocità rischiano fenomeni di bradisismo, di parziale sollevamento o abbassamento del terreno. L'ammissione, gravissima, arriva direttamente dal presidente dell'Osservatorio Ambientale sull'Alta Velocità, Pietro Rubellini, ieri in audizione presso la commissione ambiente di Palazzo Vecchio, che ha affermato letteralmente che i problemi grossi dei cantieri saranno «i bradisismi e i problemi strutturali per gli edifici che potrebbero esser provocati dagli scavi, soprattutto nelle zone dove la talpa incontra la falda acquifera, nelle zone di Rifredi, Campo Marte e degli ex Macelli-Belfiore».

Nero su bianco, un esponente autorevole delle istituzioni conferma ciò che Unaltracittà e i cittadini organizzati in comitati affermano da sempre. Il tunnel dell'alta velocità è pericoloso per Firenze e i suoi abitanti. Ancora una volta Regione, Comune e Provincia non tengono conto del principio precauzionale, fondamento della politica ambientale comunitaria. Non tengono conto della possibilità di far passare in superficie la TAV, mostrando ancora una volta arroganza e sprezzo per la sicurezza dei cittadini.

Eppure è ancora sotto gli occhi di tutti quello che solo due settimane fa è successo a Colonia, in Germania, dove è crollato l'archivio cittadino, insieme ad altri palazzi, posto sopra il cantiere della nuova metropolitana. Il tragico evento ha dimostrato che non esiste tecnologia così avanzata (e quella tedesca è la più avanzata al mondo) in grado di tutelare da scavi del genere. Firenze non può e non deve crollare per la miopia delle istituzioni.


Nella foto il crollo di Colonia causato dagli scavi della metropolitana

Colonia

"Colonia ha vissuto una giornata di paura, con la perdita del centenario archivio storico cittadino, ridotto in macerie in pochi istanti a causa del crollo del palazzo che occupava dal 1971: la struttura è crollata verso le 14.00 sollevando un'enorme nuvola di polvere e detriti. A guardare le immagini che arrivavano dagli elicotteri della tv tedesca N-tv sembrava di vedere una zona di guerra. In strada, davanti alle telecamere dell'emittente, testimoni oculari ancora scossi e coperti di polvere parlavano di scene "da film", descrivendo i palazzi crollati sotto la forza di un "terremoto". L'atmosfera sembrava surreale: qualcuno correva, altri erano fermi, come impietriti, sotto choc." (tratto dal lancio Ansa sull'evento)

Cimitero di Carraia

COMITATO DI COORDINAMENTO CONTRO IL POLO ESTRATTIVO DI CALENZANO (FI)
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Agli
ORGANI DI INFORMAZIONE
LORO SEDI
COMUNICATO STAMPA - Calenzano, 17 marzo 2009.
CIMITERO DI CARRAIA: LA CORTE DEI CONTI CONDANNA TRE FUNZIONARI DEL COMUNE DI CALENZANO E I DUE DIRETTORI DEI LAVORI.
COME VOLEVASI DIMOSTRARE …
La stampa locale di oggi riferisce che la Corte dei Conti ha condannato per danno erariale tre funzionari del Comune di Calenzano e i due direttori dei lavori del nuovo cimitero di Carraia. La sanzione è stata fissata dalla Corte in 300.000 euro da dividersi in parti uguali tra i cinque condannati.
La vicenda è purtroppo assai nota. Alla fine degli anni ’90 il Comune di Calenzano decise di costruire il nuovo cimitero comunale vicino alla frazione di Carraia.
La scelta del Comune sollevò subito numerose perplessità e proteste, in quanto molte persone ritenevano che quella collocazione fosse del tutto inadatta. Il luogo che fu scelto si chiama infatti “Fontana – Colle”, a riprova del fatto che la zona è sempre stata ricca di acqua.
Questo nome avrebbe dovuto far sorgere qualche dubbio, qualche resipiscenza, qualche scrupolo negli amministratori comunali. Anche gli anziani del paese, depositari di un sapere antico ma mai come in questa occasione misconosciuto se non proprio deriso, li avevano avvertiti per tempo.
Ma questi saggi avvertimenti non sono valsi a niente. A chi protestava gli amministratori comunali e i politici al seguito rispondevano sempre nello stesso modo, ostinato e immutabile: “I tecnici dicono che non c’è problema, è tutto a posto”.
I problemi però vennero a galla quasi subito. E non metaforicamente, ma letteralmente. Pochi mesi dopo l’inaugurazione in pompa magna, avvenuta l’8 novembre 1998, già a febbraio 1999 il nuovissimo cimitero si riempì d’acqua e i feretri dei defunti inumati cominciarono a galleggiare, gettando comprensibilmente nello sconforto i parenti e i cittadini in generale.
Con dieci anni di ritardo arriva ora la conferma: tutto era a posto, ma niente era in ordine.
Scrive infatti la Corte dei Conti che «l’opera era viziata da errori progettuali ed esecutivi, perché inerte è stato l’atteggiamento dei progettisti prima […], e dei direttori dei lavori dopo, nel considerare se non superficialmente lo stato del terreno sotto l’aspetto della posizione e degli effetti causabili dalla falda acquifera, mal controllata e non regimentata con gli opportuni scassi e disgaggi e con le tubazioni di deflazione necessarie».
Insomma, un disastro su tutta la linea: chi fece il progetto non progettò, chi doveva controllare l’andamento dei lavori non controllò, chi li doveva eseguire lavorò male e, dulcis in fundo, chi li doveva collaudare completò l’opera nefasta, non segnalando i problemi.
A tutto questo dobbiamo aggiungere una Amministrazione Comunale incomprensibilmente refrattaria alle critiche e alle osservazioni, anche quelle di semplice buon senso.
Adesso, dopo che il disastro è stato così autorevolmente certificato, esigiamo che nel Palazzo si decidano, se non si è già provveduto, a chiedere i danni a tutti coloro che hanno combinato questo bel capolavoro, siano essi tecnici, funzionari comunali o politici. Esigiamo che i funzionari che non hanno fatto il loro dovere siano allontanati dagli uffici il più presto possibile per manifesta incapacità.
Questo si deve oggi alla comunità di Calenzano, non solo per i danni materiali e morali che le sono stati inflitti da questa vicenda, ma anche e soprattutto per le sofferenze e i disagi che sono stati causati ai parenti dei defunti.

Assedio a Firenze

Comitato di Coordinamento contro il polo estrattivo di Calenzano (FI)

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Riceviamo e diffondiamo.


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Associazione di volontariato Idra

iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale

Tel. e fax 055.233.76.65; e-mail idrafir@tin.it; web http://associazioni.comune.fi.it/idra/inizio.html

COMUNICATO STAMPA Firenze, 17.3.’09

Assedio a Firenze: annuncio shock delle Ferrovie.

Per la TAV, la “città del fiore” sarà attraversata da decine di migliaia di nuovi camion. Ancora rumore, polveri e smog all’orizzonte.

RFI descrive lo scenario aggiornato del progetto TAV.

Il messaggio sembra chiaro: a questo punto ogni responsabilità passa a Palazzo Vecchio, alla Provincia di Firenze e alla Regione Toscana.

Ecco i nuovi numeri ufficiali dei camion di cantiere per la TAV a Firenze, nelle diverse fasi e zone dei lavori.

· Cantiere di Campo di Marte: da 1 a 62 automezzi al giorno per senso di marcia, con un valore di picco di 68 automezzi per senso di marcia;

· Cantiere della nuova Stazione AV (Via Circondaria, Viale Guidoni): 61 mezzi al giorno per senso di marcia, con un valore di picco di circa 171 passaggi al giorno. E, dopo il completamento del “corridoio attrezzato bimodale” che congiungerà il cantiere della stazione AV con la stazione ferroviaria di Rifredi, si andrà da 20 a 138 mezzi al giorno per senso di marcia, con valori di picco di 211 passaggi al giorno per senso di marcia (zona Tre Pietre, via Perfetti-Ricasoli, viale XI Agosto.)

· Cantiere dello Scavalco di Castello (Via Lorenzini, Via Sestese, Viale XI Agosto, nuova viabilità Pereftti Ricasoli): da 4 a 117 automezzi al giorno per senso di marcia, con picchi di 170 automezzi nel tratto compreso tra via Reginaldo Giuliani e la nuova viabilità Mezzana Perfetti-Ricasoli.

Sono i dati che RFI ha trasmesso al Consiglio di Quartiere 1 del Comune di Firenze in occasione dell’incontro pubblico tenutosi ieri sera alle Murate, nella Sala dei Vetri di Piazza Madonna della Neve.

Rete Ferroviaria Italiana non ha potuto mantenere – come è stato riferito – l’impegno a partecipare all’incontro, ma ha fatto pervenire un documento a dir poco esplosivo. Fra le altre cose si legge che la viabilità interessata da una sovrapposizione di flussi provenienti da due distinti cantieri è il tratto di Viale XI Agosto che parte dall’incrocio con via Perfetti-Ricasoli e prosegue verso l’Autostrada A11 Firenze Mare in un periodo compreso tra l’11° ed il 24° mese dall’inizio delle attività”, e che “in tale periodo questo tratto di strada sarà interessato da un incremento dei flussi medi giornalieri che va da 92 a 164 mezzi al giorno per senso di marcia, con un valore di picco pari 253 mezzi al giorno per senso di marcia”!

Dunque, si prospettano forti e inattesi incrementi di traffico pesante sulla viabilità urbana (non sembrano far parte di questo computo, peraltro, i camion che scaricheranno comunque gas, polveri e rumore nell’aria cittadina dal cosiddetto “corridoio attrezzato bimodale”). Cifre mai sentite prima, nei dieci anni che sono passati dall’approvazione zoppa (stazione AV impietosamente bocciata) del sottoattraversamento TAV il 3 marzo ‘99. Già i progetti presentati in conferenza di servizi suonavano insostenibili e minacciosi. Ma, al confronto coi dati che leggiamo oggi, quelli del ’99 sembrano quasi favole. “Premesso che il progetto è stato impostato prevalentemente sul trasporto su ferro, sia per gli approvvigionamenti che per i conferimenti dei materiali di risulta - si giustifica RFI nella nota inviata al Quartiere 1 - non è stato possibile eliminare del tutto il trasporto su “gomma””...

Un primo segnale inquietante si era avuto – senza che ne fosse data notizia – a dicembre 2003. Riguardava l’“imbocco Nord”. Adesso la movimentazione su gomma in città tocca anche l’area della nuova Stazione e Campo di Marte. Lo scenario proposto è diventato oltremodo pesante, apparentemente irricevibile. E contraddice ancor più clamorosamente i contenuti dei pur pessimi accordi del ’99.

A questo punto la palla è nel campo della Regione Toscana e degli enti locali (Comune e Provincia di Firenze): le tre giunte, il sindaco Domenici e i due presidenti Martini e Renzi non avranno nulla da dichiarare?

Ex Panificio Militare



Comitato Ex Panificio Militare - Via Mariti, Firenze
www.coexpami.it   -   www.coexpami.it

Comunicato stampa   -   Firenze, 13 marzo 2009

Ex Panificio Militare: l'Amministrazione intervenga senza cercare alibi


Si sta utilizzando un'area ancora a destinazione pubblica per una speculazione privata. Si stanno utilizzando semplici Dichiarazioni di Inizio di Attività per dichiarate "opere di manutenzione" e "ristrutturazioni edilizie" per demolire edifici e realizzare parcheggi sotterranei e centinaia di appartamenti.  
L'Amministrazione vuole darci da intendere che non ha mezzi o provvedimenti tecnicamente possibili per fermare questi interventi edilizi palesemente "azzardati", tanto per usare un eufemismo?
Si dica piuttosto che non c'è la volontà politica di opporsi agli interessi dei soliti noti, che si abdica al controllo del territorio, che si lascia il bene pubblico colpevolmente alla mercé degli interessi privati, che si rinnegano le tante, pubbliche promesse fatte ai cittadini, che si vanificano perfino i pronunciamenti del Consiglio Comunale e del Consiglio di Quartiere 5.
L'altra possibilità è che ci sia un accordo non dichiarato con la proprietà e che, ancora una volta i giochi si siano compiuti nelle "stanze dei bottoni", tra amministratori e privati, senza coinvolgimento dei residenti che, mai come in questo caso, dovrebbero essere non solo informati, ma anche partecipi delle decisioni, come affermato anche negli atti formali assunti in Quartiere 5 (delibera del 12 aprile 2005), e perfino in Consiglio Comunale (Ordine del giorno del 19 febbraio 2007), per non parlare delle molte dichiarazioni e promesse dell'assessorato competente e dei vari esponenti della maggioranza.
E perché, dopo anni di tira e molla con i cittadini, si decide di ipotecare il destino di un'area così importante e discussa proprio nell'ultimo scorcio di legislatura, con amministratori a fine mandato?
Va considerato, infine, ciò che è successo e sta succedendo in zona negli anni passati dalla prima proposta di sfruttamento dell'area (ottobre 2004), bocciata a "furor di popolo": la perdita dei pochi giardini esistenti e del verde lungo il Terzolle e il Mugnone, che ha visto nei giorni scorsi anche l'abbattimento di decine di alberi in via Bonsignori e Gordigiani. Poi la sistematica cementificazione di ogni spazio residuo, la sostituzione di capannoni dismessi con palazzi residenziali, l'assedio di tutta la zona, sede di un cumulo di interventi che sarebbe insostenibile anche se fossimo in aperta campagna (multisala e centro commerciale in via Forlanini, stazione sotterranea Foster in viale Corsica, messa in sicurezza del Mugnone e tramvia in via Gordigiani...). La situazione della zona è insostenibile, ed è così palesemente, drammaticamente, peggiorata, da rendere un'ulteriore cementificazione nell'area dell'Ex Panificio Militare, già improponibile nel 2004, assolutamente impensabile oggi. I cittadini lo sanno bene. Chi ci governa non può far finta di ignorarlo.


Intervista a Gioacchino Genchi

Comitato di Coordinamento contro il polo estrattivo di Calenzano (FI)

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Diffondiamo in allegato il testo dell'intervista pubblicata il 27 febbraio scorso sul sito www.beppegrillo.it a Gioacchino Genchi, il consulente tecnico di varie Autorità Giudiziarie, attaccato ferocemente dal potere perché colpevole di saper fare troppo bene il suo lavoro.
Il testo dell'intervista è alla pagina http://www.beppegrillo.it/2009/02/gioacchino_genc.html , il video dell'intervista invece è su YouTube alla pagina http://www.youtube.com/watch?v=LbkUw0Bopmw .
Se non siete interessati a ricevere i nostri messaggi vi preghiamo di segnalarcelo.
Cordiali saluti.

Aulenti, Fuksas e Gregotti "Una legge contro il territorio"


L'INIZIATIVA

Aulenti, Fuksas e Gregotti "Una legge contro il territorio"

L'appello dei tre architetti dopo le misure annunciate dal governo
Le adesioni degli urbanisti, si può firmare su Repubblica.it



ROMA -
Il governo Berlusconi si accinge a varare un provvedimento che sconvolge tutte le procedure edilizie. Sostiene di volerle snellire, agevolando la ripresa economica. Secondo le associazioni di tutela. questa misura sarebbe un disastro per il paesaggio e per l'assetto delle città.

La Repubblica sostiene un appello promosso dagli architetti Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti al quale hanno già aderito gli urbanisti Pierluigi Cervellati, Vezio De Lucia, Italo Insolera ed Edoardo Salzano. "Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l'architettura non dipendono da un'anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità".

L'appello può essere firmato sul nostro sito.

La legge prevede l'abolizione della concessione edilizia da parte dei Comuni, sostituita dalla dichiarazione di un tecnico privato: per conto di chi costruisce, il professionista certificherebbe la conformità del nuovo edificio alle norme urbanistiche. In più, stando alle anticipazioni, si consentirebbe di aumentare il volume di un edificio nella misura del 20 per cento, se si tratta di un edificio residenziale, del 30 se commerciale.

Sarà consentito demolire e ricostruire tutti gli edifici sorti entro il 1989 che non abbiano vincoli di tutela incrementando il volume del 30 per cento. Alcune Regioni, come la Sardegna e il Veneto, hanno già aderito e il governatore Giancarlo Galan porterà già oggi all'approvazione della giunta un provvedimento simile. Da parte di molte altre Regioni vengono invece avanzati dubbi quando non forte opposizione.
(10 marzo 2009)

TAV a Firenze, un progetto che inquieta molte persone in città


Comitato di Coordinamento contro il polo estrattivo di Calenzano (FI)

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TAV a Firenze,
un progetto che inquieta molte persone in città


Incontro col Quartiere 1 di Firenze
lunedì 16 marzo 2009
ore 21.00
Sala dei Vetri - Piazza Madonna della Neve - FIRENZE
(alle Murate, ingresso da via dell'Agnolo e da via Ghibellina)
  • Esponenti delle Ferrovie dello Stato presenteranno il progetto di sottoattraversamento AV e della stazione ai Macelli
  • Il Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze presenterà il progetto di superficie dell'alta velocità e l'ipotesi di metrotreno, potenziando la rete già esistente.
Finalmente i cittadini potranno sapere con precisione come è il progetto di tunnel di 7 km sotto la città direttamente da responsabili delle FS e lo potranno confrontare con quello proposto dal LAPEI (Laboratorio di Progettazione Ecologica degli Insediamenti dell'Università di Fi).

Sarà un'occasione ottima per poter fare domande alle FS e sapere finalmente
  • dove dovrebbero essere i cantieri
  • quanti passaggi camion sono previsti e dove passeranno
  • quali dovrebbero essere i tempi di realizzazione
  • quali sistemi dovrebbero essere utilizzati per abbattere polveri e inquinanti nell'aria
  • quali potrebbero essere i rischi per gli edifici e la falda
  • quali precauzioni dovrebbero essere prese per ovviare a questi inconvenienti
  • perché i costi sono già raddoppiati prima di iniziare i lavori

Sarà un'occasione per conoscere il progetto di attraversamento di superficie dell'AV; un progetto semplice, economico, con limitatissimi impatti, che consiste nell'affiancare nuovi binari a quelli esistenti.
Sarà illustrato il metrotreno (o tramtreno) una ipotesi di uso della rete ferroviaria per il trasporto metropolitano, affiancando il servizio ATAF e come valida alternativa alle linee 2 e 3 della tranvia.

Comunicato Stampa - SIAMO TUTTI CITTADINI DI COLLEFERRO

COMITATO DI COORDINAMENTO CONTRO IL POLO ESTRATTIVO DI CALENZANO (FI)
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Agli
ORGANI DI INFORMAZIONE
LORO SEDI

«Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?
Quam diu etiam furor iste tuus nos eludet?»
(Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?
Per quanto tempo ancora questo tuo comportamento fazioso si prenderà gioco di noi?)
dalla “Prima orazione contro Catilina”
pronunciata in Senato da Marco Tullio Cicerone, l'8 novembre del 63 a. C.

COMUNICATO STAMPA - Calenzano, 10 marzo 2009.

SIAMO TUTTI CITTADINI DI COLLEFERRO.
Non ne possiamo più. Ci stanno avvelenando da anni, da secoli, da sempre. Prima con il fosforo, poi con il mercurio, poi con il DDT, sotterrato a quintali lungo il fiume Sacco, un fiume dove non puoi più gettare un amo perché non ti torna su niente. E adesso l'inceneritore, questo produttore di morte”.
Così un quotidiano nazionale riferisce oggi i sentimenti di una signora di Colleferro, la cittadina del Lazio dove la Magistratura e i Carabinieri del NOE sono intervenuti con una operazione che ha portato agli arresti domiciliari 13 persone e ad un totale, per ora, di 25 indagati, per la gestione del locale inceneritore. L'impianto, secondo quanto riferisce la stampa, bruciava illegalmente anche copertoni, filtri chimici, amianto ed altri rifiuti tossici provenienti da Campania, Puglia e Toscana. Non solo, gli inquirenti avrebbero anche accertato pesanti manipolazioni sui dati delle emissioni dell'inceneritore stesso. Il tutto per guadagnare sempre di più, sulla pelle delle persone, dei lavoratori, dei cittadini.
Questa vicenda dimostra ancora una volta la pericolosità di questi impianti, frutto di logiche e tecnologie vecchie e ormai sorpassate, ma che che costituiscono una vera miniera d'oro per chi li costruisce e li gestisce. Logiche che amministratori miopi ripropongono ad ogni piè sospinto, con formule ormai stantie e prive di ogni fondamento, come ha fatto e continua a fare il cosiddetto “Barack Obama italiano”, il fiorentino Matteo Renzi, candidato PD alla carica di primo cittadino del capoluogo toscano.
Peccato per lui che Barack Obama, quello vero, abbia annunciato la sua adesione alla strategia “Rifiuti Zero”.
E infatti le alternative agli inceneritori esistono, perfino nella nostra Italia sottosopra: recupero, riciclo, raccolta differenziata porta a porta come fanno a Capannori in Toscana. E poi impianti meccanico-biologici a freddo, come fanno a Vedelago in Veneto, dove dai rifiuti si riesce perfino a ricavare materiali per l'edilizia.
Ancora una volta, però, per scoprire le malefatte ci sono voluti i Carabinieri.
Perché le autorità politiche e amministrative non sono intervenute prima? Perché i Sindaci non hanno usato i loro poteri per tutelare la salute dei cittadini, come impone la legge visto che sono la massima autorità sanitaria del Comune? Perché non si sono ascoltate le denunce di quel consigliere comunale, proprio di Colleferro, che aveva rivelato già nel gennaio 2007 il meccanismo che taroccava i dati delle emissioni dell'inceneritore?
Perché tutto questo? Fino a quando ancora?
Oggi siamo tutti cittadini di Colleferro. Oggi la nostra solidarietà umana e politica deve andare prima di tutto a loro, come ai cittadini di Taranto, di Gela, di Marghera e dei mille e mille altri luoghi d'Italia dove la salute delle persone è stata troppo a lungo sacrificata a favore del profitto di pochi.
Siamo tutti cittadini che pensano che è venuto il momento di dire “basta” !

Area servizio A1: dalla Regione parere favorevole condizionato

TERRITORIO
05/03/2009

Area servizio A1: dalla Regione parere favorevole condizionato

L’assessore Conti in commissione Territorio e ambiente: la Regione andrà all’intesa facendo proprie le prescrizioni del Comune di Barberino. D’Angelis: massima attenzione a come realizzare l’opera minimizzando tutti gli impatti


Firenze – L'assessore regionale Riccardo Conti proporrà alla Giunta di esprimere un parere favorevole all’intesa per la realizzazione della
terza corsia tra Barberino e Firenze Nord e della nuova area di servizio dell’A1 a Bellosguardo, ma il parere sarà condizionato al recepimento delle prescrizioni avanzate dagli enti locali, e in particolare dal Comune di Barberino del Mugello. La Regione farà proprie tutte le prescrizioni, ad esclusione di quelle che non risultano connesse agli interventi autostradali e alla relativa cantierizzazione, e di quelle in contrasto con il Decreto di compatibilità ambientale del procedimento di VIA (Valutazione di impatto ambientale) già concluso. E’ quanto ha anticipato l’assessore Conti oggi durante la seduta della commissione Territorio e ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Erasmo D’Angelis. “Si tratta di un’opera pubblica ritenuta dalla VIA indispensabile per ragioni di sicurezza stradale e di protezione civile – chiarisce il presidente della commissione D’Angelis (Pd), che insieme ad altri consiglieri regionali ha incontrato più volte i soggetti interessati e ha effettuato un sopralluogo sulla zona – Rispetto al progetto iniziale l’area di servizio è stata ridimensionata, passando da 16,3 a 13,3 ettari complessivi e da 9,9 a 7,7 ettari di superficie pavimentata. A questo punto è necessario concludere, prima dei lavori, gli accordi per l'edificio impattato in vicinanza dell'intervento (casa colonica “La sciagura”), garantire una progettazione esecutiva il più possibile aderente alle caratteristiche morfologiche del territorio, e una realizzazione che minimizzi il più possibile gli impatti”.
La Regione – hanno spiegato l’assessore Conti e l’architetto Riccardo Baracco, dirigente dell’Area Pianificazione del territorio della Regione – non si opporrà a quanto già previsto dalla VIA, anche perché altrimenti, in mancanza dell’intesa Ministero-Regione, prevista tra poco meno di un mese, sarebbe il Consiglio dei Ministri a decidere. In sostanza rimangono ferme le decisioni già assunte sul dimensionamento dell’area e sugli accessi dalle carreggiate Nord e Sud, ma la firma dell’intesa sarà condizionata a una serie di misure. Tra queste: l’esecuzione preventiva delle opere di regimazione delle acque superficiali e delle sistemazioni ambientali volte a escludere dissesti e fenomeni erosivi; la sottoscrizione di una convenzione per le opere di sistemazione idraulica a monte dell’invaso di Bilancino; la partecipazione degli enti locali al Comitato tecnico che controllerà i lavori; la realizzazione del monitoraggio sulle diverse componenti ambientali, su polveri, rumori e vibrazioni e sui movimenti franosi.
Durante la seduta, il vicepresidente della commissione, Andrea Agresti (An-PdL), è intervenuto per chiedere chiarimenti sul livello di condivisione delle prescrizioni avanzata dal Comune, mentre la consigliera Bruna Giovannini (Sd), esprimendo soddisfazione per la scelta della Giunta di discutere in commissione anche prima dell’adozione definitiva del provvedimento, ha puntualizzato: “Alcune delle informazioni ricevute oggi sono rassicuranti, ci riserviamo comunque la possibilità di approfondire altri aspetti e presentare una mozione in Aula”. (ab)

Terza corsia, area di servizio di Bellosguardo: la Regione dà il via con molta prudenza



FIRENZE. Si parte con prudenza ma si parte. L´assessore regionale Riccardo Conti (Nella foto) ascoltato in commissione Territorio e ambiente del Consiglio regionale, ha fatto sapere che proporrà alla giunta di esprimere un parere favorevole all’intesa per la realizzazione della terza corsia tra Barberino e Firenze Nord e della nuova area di servizio dell’A1 a Bellosguardo. Però il via sarà condizionato dal recepimento delle prescrizioni avanzate dagli enti locali, e in particolare dal comune di Barberino del Mugello.

La Regione Toscana farà proprie tutte le prescrizioni, ad esclusione di quelle che non risultano connesse agli interventi autostradali e alla relativa cantierizzazione, e di quelle in contrasto con il Decreto di compatibilità ambientale del procedimento di Via (Valutazione di impatto ambientale) già concluso. «Si tratta di un’opera pubblica ritenuta dalla Via indispensabile per ragioni di sicurezza stradale e di protezione civile – spiega il presidente della commissione Erasmo D’Angelis (Pd)- che insieme ad altri consiglieri regionali ha incontrato più volte i soggetti interessati e ha effettuato un sopralluogo sulla zona – Rispetto al progetto iniziale l’area di servizio (di Bellosguardo ed il nome qualcosa indica ndr) è stata ridimensionata, passando da 16,3 a 13,3 ettari complessivi e da 9,9 a 7,7 ettari di superficie pavimentata. A questo punto è necessario concludere, prima dei lavori, gli accordi per l´edificio impattato in vicinanza dell´intervento, la casa colonica “La sciagura” (in questo caso il nome non è di buon auspicio ndr), garantire una progettazione esecutiva il più possibile aderente alle caratteristiche morfologiche del territorio, e una realizzazione che minimizzi il più possibile gli impatti».

L’assessore Conti e Riccardo Baracco, dirigente dell’Area pianificazione del territorio hanno poi fornito elementi di dettaglio «La Regione non si opporrà a quanto già previsto dalla Via, anche perché altrimenti, in mancanza dell’intesa Ministero-Regione, prevista tra poco meno di un mese, sarebbe il Consiglio dei Ministri a decidere. In sostanza rimangono ferme le decisioni già assunte sul dimensionamento dell’area e sugli accessi dalle carreggiate Nord e Sud, ma la firma dell’intesa sarà condizionata a una serie di misure».

Le misure in questione in sintesi sono: l’esecuzione preventiva delle opere di regimazione delle acque superficiali e delle sistemazioni ambientali volte a escludere dissesti e fenomeni erosivi; la sottoscrizione di una convenzione per le opere di sistemazione idraulica a monte dell’invaso di Bilancino; la partecipazione degli enti locali al Comitato tecnico che controllerà i lavori; la realizzazione del monitoraggio sulle diverse componenti ambientali, su polveri, rumori e vibrazioni e sui movimenti franosi. Positiva l’interlocuzione prima della presa di posizioni definitive tra governo della regione e la Commissione consiliare: sarebbe inoltre auspicabile che proseguissero i contatti anche con le istanze territoriali (non solo quelle istituzionali) per scongiurare vertenze che poi trovano fine ( a disastri avvenuti) nelle aule dei tribunali.

Intervista a Gioacchino Genchi

Comitato di Coordinamento contro il polo estrattivo di Calenzano (FI)

Posta Elettronica: cccpec@inwind.it - Sito Internet: http://spazioinwind.iol.it/cccpec/
Diffondiamo in allegato il testo dell'intervista pubblicata il 27 febbraio scorso sul sito www.beppegrillo.it a Gioacchino Genchi, il consulente tecnico di varie Autorità Giudiziarie, attaccato ferocemente dal potere perché colpevole di saper fare troppo bene il suo lavoro.
Il testo dell'intervista è alla pagina http://www.beppegrillo.it/2009/02/gioacchino_genc.html , il video dell'intervista invece è su YouTube alla pagina http://www.youtube.com/watch?v=LbkUw0Bopmw .
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Cordiali saluti.

Il paese David contro il Golia Autostrade


Da Repubblica.it

Il paese David contro il Golia Autostrade

Anche esami del sangue per certificare l´esposizione alle polveri
di Franca Selvatici
Nel Mugello segnato dai cantieri dell´alta velocità ferroviaria, della variante di valico e della terza corsia autostradale, gli abitanti di Cornocchio, frazione di Barberino, si preparano a resistere a un altro colossale intervento sul territorio. La Società Autostrade si appresta a realizzare la più grande area di servizio d´Europa, spianando un´intera vallata, Bellosguardo.

«Traffico, polvere, cemento e discarica. Un altro duro colpo al territorio del Mugello», denuncia da tempo il comitato dei residenti. E poiché la loro opposizione, per quanto seria e coraggiosa, non ha conseguito i risultati sperati, poiché il progetto avanza e anziché ridursi si dilata a dismisura, le famiglie del posto stanno progettando una serie di passi per autotutelarsi.

Alcune decine di persone, fra cui molti bambini, si sottoporranno a esami del sangue che documentino il loro stato di salute, per poter contestare ad Autostrade, dati certi alla mano, le eventuali e temute patologie che potrebbero colpirli a causa dell´enorme quantità di polveri sollevate dai cantieri, dalle aree di betonaggio e frantumazione, dai 300 camion che percorreranno le piste di cantiere e poi dall´incessante andirivieni di mezzi pesanti e di macchine sull´immensa area di servizio. Memori dei dissesti causati dai lavori dell´alta velocità ferroviaria, gli abitanti della frazione stanno pensando inoltre di commissionare indagini e perizie sullo stato dei pozzi e delle costruzioni, per notificarli attraverso un legale alla Società Autostrade.

Nella sola vallata di Bellosguardo ci sono una quindicina di sorgenti e di piccoli corsi d´acqua. Molte famiglie attingono dai pozzi, che potrebbero disseccarsi. Nella frazione non arriva l´acquedotto comunale. Stando ai progetti di Autostrade, uno dei corsi d´acqua, il Rio Torto, sarà tombato e le acque saranno rialzate di una trentina di metri. Il 19 settembre 2006 l´intero consiglio comunale di Barberino, all´unanimità, aveva detto sì, pur con osservazioni e richieste di ridimensionamento, all´area di servizio, per alleggerire la zona del casello. Poi è accaduto qualcosa che ricorda l´Apprendista Stregone. Il progetto si è rivelato incontenibile, stravolgente, straripante.


Le osservazioni e le richieste di ridimensionamento sono rimaste lettera morta. E ora il Decreto anticrisi voluto dal governo Berlusconi limita i poteri degli enti locali, per rendere più veloce l´iter dei progetti. I pareri dei Comuni non saranno vincolanti. Oggi il consiglio comunale di Barberino discute del nuovo colossale intervento, ma i giochi sembrano ormai fatti. Lunedì è fissata la Conferenza dei servizi ed è possibile che in quella sede il progetto venga approvato. Le famiglie di Cornocchio, che avevano fatto una scelta di vita - natura, verde, silenzio -, tremano all´idea di ciò che le attende. Alla richiesta di «forte ridimensionamento» pervenuta dal consiglio comunale, la Società Autostrade ha risposto con un progetto ancora più esteso, passato da meno di 23 a 36 ettari (pari a 75 campi di calcio), con aree di sosta, distributori di benzina, ristoranti, negozi, fast food, albergo, svincoli e viadotti.

Ci saranno due aree distinte, una a servizio della carreggiata nord e una a servizio della carreggiata sud. I posti di sosta per i mezzi pesanti saranno circa 230 e quelli per le auto circa 360. Alberi saranno piantati in ambedue le aree. Secondo il progetto, il verde occuperà circa metà dei 36 ettari. Fra qualche anno gli autoveicoli parcheggeranno all´ombra, ma questo appare una ben magra consolazione di fronte alla scomparsa di una vallata bellissima, che sarà colmata con due milioni di metri cubi di terra e roccia scavata dalle gallerie e portata all´altezza delle corsie di marcia. Secondo Società Autostrade, il progetto «è la scelta più equilibrata», condivisa da Regione e Ministero dell´Ambiente.

Si vedrà. Intanto le famiglie del Cornocchio si preparano al peggio. Una casa colonica, in una località chiamata forse profeticamente La Sciagura, verrà a trovarsi fra la corsia di decelerazione e l´autostrada. I proprietari hanno speso un sacco di soldi per eliminare al suo interno ogni barriera architettonica e renderla agibile a un invalido, e non hanno alcuna certezza che Autostrade si accolli la spesa di assicurare loro un´altra abitazione di pari valore economico e ambientale. A San Crispino quattro famiglie, di cui tre con bambini, si troveranno sul bordo della stazione di servizio, a un passo dall´autogrill, e ancora prima, per anni, saranno tormentate dall´andirivieni dei camion sulle polverose piste di cantiere, con il rischio di danni per le loro case e per la salute dei loro polmoni. L´unica opera di mitigazione che sembra garantita consisterebbe in barriere di legno che proteggono poco o niente da polveri e rumori.
Società Autostrade spiega che la vasta area di servizio è necessaria anche a fini di protezione civile, per accogliere i mezzi in circolazione in caso di blocco del tratto appenninico per neve. Ma in questi casi in genere l´autostrada si blocca già appena sopra Calenzano, per cui molti sostenevano che sarebbe stato eventualmente più opportuno progettarla un po´ più a sud, magari in una zona già un po´ trafficata e non in una valle intatta. La scelta di Bellosguardo ha alimentato il sospetto che il fine vero sia quello di smaltire senza troppi problemi l´enorme quantità di materiale di risulta delle gallerie.

L´allarme degli abitanti riguarda anche la viabilità sulla strada provinciale 8, che collega Calenzano a Barberino, dato che quando l´autostrada è intasata già non riesce a sostenere il traffico per l´outlet e il lago di Bilancino. Timori anche per il lago. Tutti i corsi d´acqua trascinano da anni nel grande invaso materiali di risulta dei cantieri, spesso inquinati da oli minerali. Nella valle di Bellosguardo scorre uno degli affluenti del lago. Anche da lì arriveranno materiali inquinati a Bilancino. Mettendo a rischio - avverte il comitato - anche l´acqua che poi sarà bevuta a Firenze e a Prato.
(12 febbraio 2009)
AntonellaR

Il paese David contro il Golia Autostrade

Società Autostrade spiega che la vasta area di servizio è necessaria anche a fini di protezione civile, per accogliere i mezzi in circolazione in caso di blocco del tratto appenninico per neve. Ma in questi casi in genere l´autostrada si blocca già appena sopra Calenzano, per cui molti sostenevano che sarebbe stato eventualmente più opportuno progettarla un po´ più a sud, magari in una zona già un po´ trafficata e non in una valle intatta. La scelta di Bellosguardo ha alimentato il sospetto che il fine vero sia quello di smaltire senza troppi problemi l´enorme quantità di materiale di risulta delle gallerie.

L´allarme degli abitanti riguarda anche la viabilità sulla strada provinciale 8, che collega Calenzano a Barberino, dato che quando l´autostrada è intasata già non riesce a sostenere il traffico per l´outlet e il lago di Bilancino. Timori anche per il lago. Tutti i corsi d´acqua trascinano da anni nel grande invaso materiali di risulta dei cantieri, spesso inquinati da oli minerali. Nella valle di Bellosguardo scorre uno degli affluenti del lago. Anche da lì arriveranno materiali inquinati a Bilancino. Mettendo a rischio - avverte il comitato - anche l´acqua che poi sarà bevuta a Firenze e a Prato.

(12 febbraio 2009)

Traffico e Polvere: il Cornocchio in pericolo

Polo estrattivo, da onere a opportunità (per pochi)

COMITATO DI COORDINAMENTO CONTRO IL POLO ESTRATTIVO DI CALENZANO (FI)
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Comunicato stampa   -   Calenzano, 16 dicembre 2000.


POLO ESTRATTIVO, DA ONERE A OPPORTUNITÀ (PER POCHI).


In merito alle affermazioni del Sindaco Giuseppe Carovani, rilasciate in una presunta intervista sul periodico "Per quale comune" dell'Amministrazione Comunale, esprimiamo tutto il nostro dissenso per quelli che riteniamo essere insulti gratuiti verso tutte quelle persone che hanno espresso le loro legittime preoccupazioni con forme di protesta civili e democratiche.
In particolare nell'articolo si parla di blocchi del traffico in Loc. La Chiusa, avvenuti a luglio di questo anno; vogliamo ripetere ancora una volta che tali proteste non consistevano in un blocco del traffico, ma in un suo rallentamento tramite attraversamenti sulle strisce pedonali. A riprova del fatto che la manifestazione si è svolta nel pieno rispetto della legalità, le molte forze dell'ordine intervenute sul posto, e preavvertite a termini di legge da noi stessi, non hanno avuto niente da eccepire sullo svolgimento delle proteste.
Non ci sentiamo inoltre "affetti" da quella "italianità" menziona dal Sindaco in riferimento alla visione ristretta e limitata della gestione del territorio; ne sia riprova che proprio in considerazione della dimensione del progetto abbiamo più volte chiesto, anche in assemblee pubbliche, quale sarà il bacino di utenza e quali saranno i fabbisogni previsti per i prossimi 20 anni. A queste fondamentali questioni non ci è mai stato risposto.
A nostro avviso se proprio si vuole dare un significato negativo dell'essere italiani esso va attribuito alla consolidata abitudine di avviare progetti senza pensare prima a tutte le conseguenze e implicazioni che essi comportano; basti pensare a tutti i disastri ambientali causati dalla cecità, purtroppo spesso non disinteressata, degli amministratori locali.
Non siamo contrari per principio alle cave, del resto vi abbiamo convissuto per 40 anni, pagando anche gli eventuali "debiti" portati più volte a giustificazione della scelta di avviare il progetto del Polo Estrattivo nel territorio della Val Marina, ma siamo contrari ad un progetto di queste dimensioni che modificherà in modo profondo l'ambiente in cui viviamo, che produrrà un sostanziale scadimento della qualità della vita degli abitanti della Val Marina e aggraverà la già compromessa condizione della viabilità della "Barberinese".
Purtroppo l'Amministrazione Comunale persegue una strada che non risolverà affatto i problemi generati da un'eventuale apertura del Polo Estrattivo, ma che ne porterà anzi ad un aggravio. La scelta di costruire la variante alla "Barberinese" ad est dell'abitato di Carraia ne è un esempio, visto che tale scelta è dovuta soltanto a considerazioni economiche e non di salvaguardia della salute dei cittadini e dell'ambiente.
Per quanto si è visto e sentito fino ad ora sull'attivazione del Polo Estrattivo in località La Cassiana ci sentiamo di dire: "Polo Estrattivo: da onere ad opportunità (per pochi)".