Convoglio carico GPL con ruote in fiamme a Grosseto

ancora IN MARCIA !
GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908
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ANCORA UN SEGNALE INQUIETANTE
STAVOLTA SI E' SAPUTO PER CASO, NON E' SUCCESSO NULLA E SIAMO TUTTI CONTENTI
COSA DEVE ACCADERE PER COMPRENDERE CHE I TRENI DI MERCI PERICOLOSE DEVONO ESSERE SOTTOPOSTI A CONTROLLI SPECIALI, RIGOROSI E CONTINUI ?

FERROVIE:CONVOGLIO CARICO GPL CON RUOTE IN FIAMME A GROSSETO. FS, SOLO SCINTILLE CAUSATE DA FRENATURA; NESSUN PERICOLO
(ANSA) - GROSSETO, 24 DIC - Un convoglio che trasportava gpl (gas propano liquido) e' stato fermato a Giuncarico, poco prima della stazione di Grosseto, l'altro ieri, intorno alle 18, perchè le ruote di un vagone erano in fiamme. Lo scrive il Tirreno precisando che e' stato un testimone, un automobilista, a segnalare la vicenda a vigili del fuoco e polfer, subito intervenuti. In una lettera inviata al quotidiano, una persona, forse un ferroviere, racconta di aver visto il treno entrare nella stazione 'con le ruote di un carro avvolte dalle fiamme' e di aver pensato subito alla strage di Viareggio. Il vagone e' stato sganciato e sottoposto a controlli mentre il convoglio ha proseguito il suo viaggio. L'ufficio stampa di Ferrovie dello Stato afferma che 'il treno e' rimasto con l'impianto frenante di un carro bloccato per diversi chilometri' e che quelle che si sono sprigionate dalle ruote erano 'solo scintille come se - spiega sempre l'ufficio stampa - una macchina procedesse con il freno a mano tirato'. 'Ma il sistema di sicurezza che su tutta la rete rileva la temperatura - aggiunge Fs - aveva registrato il problema e il treno sarebbe comunque stato fermato più avanti. E' una situazione che puo' capitare, ma non c'è stato alcun pericolo'.

Lettera aperta ai viaggiatori: chiediamo scusa per i vertici di FS

 
ancora IN MARCIA
GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908
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"CHIEDIAMO SCUSA PER I VERTICI AZIENDALI"

Lettera aperta ai viaggiatori:

"Quanto è successo non è addebitabile, se non in minima parte, al maltempo quanto piuttosto a scelte tecniche e gestionali errate"


Vogliamo chiedere pubblicamente scusa, a nome di tutti i ferrovieri,  alle migliaia di pendolari e viaggiatori per i disagi e i disservizi subiti in questi giorni. Ma soprattutto vogliamo esprimere il nostro imbarazzo per l'atteggiamento poco rispettoso, al limite dell'offensivo, tenuto dai vertici aziendali.

Siamo vittime insieme a voi degli stessi disagi e spesso anche oggetto delle legittime proteste, perché accomunati a chi, contro ogni logica, ha presentato l'inverno e la neve nel nord Italia come "evento imprevedibile" e ha manifestato una indifferenza al limite dell'offensivo.

 La causa principale non è addebitabile, se non in minima parte, alla "emergenza maltempo" quanto piuttosto a scelte tecniche e gestionali errate, oltre che alla scarsa considerazione per gli utenti. Per questo non ci pare giustificato il rifiuto dei rimborsi. La riduzione degli addetti in tutti i settori, la saturazione delle capacità di treni e linee (comprese le nuove tratte AV, costate tanto alla collettività, in termini economici, ambientali e di vite umane), la copiosa propaganda e la promessa di prestazioni inverosimili hanno generato aspettative che non possono ragionevolmente essere soddisfatte. Il mito del profitto ferroviario e di una ferrovia fatta di lustrini rossi si è impantanato in quattro dita di neve.

Siamo orgogliosi di lavorare in una azienda che si ammoderna ma ci dissociamo quando gli investimenti, pagati con i soldi di tutti, vengono concentrati solo su un settore a danno della generalità della popolazione. La pubblicità non basta a far marciare i treni, sicuri, puliti ed in orario.

Lavoriamo in un "gruppo" pieno di amministratori delegati, "manager" e dirigenti che hanno rinunciato al loro ruolo di iniziativa e controllo e che hanno scelto la strada più semplice: obbedire sempre, in silenzio, anche di fronte a scelte oggettivamente sbagliate e dannose. Noi ferrovieri "semplici" che pur con tutti i nostri limiti, garantiamo giorno e notte la regolarità del servizio ferroviario, siamo mortificati nel vedere sciupato il nostro lavoro e infangata in questo modo l'immagine della nostra azienda.

 L'amministratore delegato Mauro Moretti, invece di chiedere scusa e prendere adeguati provvedimenti, non escludendo neanche le proprie dimissioni, ha attaccato tutti, viaggiatori, giornali, macchinisti, fino ad arrivare alla inverosimile richiesta di dotarsi di coperte e panini! Come ha detto il ministro Matteoli, forse si tratta di una persona sotto stress.

Auspichiamo che dopo quanto accaduto in questi giorni lo Stato riprenda le redini di questo importante servizio pubblico facendolo funzionare nell'interesse della collettività e non di creative scelte di mercato.


La rivista "ancora In Marcia!"
 

Prosciolto il geologo che annunciò il terremoto in Abruzzo

ANNUNCIÒ IL SISMA "NESSUN ALLARME"
Prosciolto il geologo de L'Aquila che ora fa lezione negli Usa



IL FATTO QUOTIDIANO   -   24 dicembre 2009   pag. 8



Giampaolo Giuliani, il ricercatore aquilano denunciato per procurato allarme per aver previsto il terremoto de L'Aquila, è stato prosciolto. Il gip di Sulmona Massimo Di Cesare usa parole chiare: "La relazione tra accumulo di radon e terremoti è ritenuta attendibile. L'evento sismico annunciato sulla scorta delle proprie indagini impedisce di considerare inesistente il pericolo di terremoto". Dunque Giuliani non è un ciarlatano come era stato apostrofato. Ma non solo: oggi ha la certezza, che il suo metodo, assieme ad altri metodi di ricerca sui precursori sismici, permette di attivare un sistema di prevenzione grazie al quale è possibile intervenire in tempo per salvare vite umane. "Le case che non sono state costruite secondo criteri antisismici cadono ugualmente, ma le persone possono abbandonarle in tempo e restare vive" spiega Giampaolo Giuliani, che definisce la   decisione del gip ragione di una gioia immensa che riconosce merito al suo lavoro e alla sua immensa passione. Seppure si tratti di una felicità interrotta dal ricordo di non essere stato creduto e di non aver potuto salvare tante vite.
E' appena rientrato da San Francisco dove è stato invitato a presentare la sua relazione scientifica alla conferenza Agu Fall Meeting: "Ho illustrato tutti i dati ottenuti, tutte le osservazioni effettuate davanti a ricercatori internazionali. La mia relazione è stata accettata con molto interesse, poiché siamo stati gli unici a fare rilevamenti prima, durante e dopo un terremoto, mi riferisco a quello che ha colpito L'Aquila".
E il suo studio è stato finanziato, ottenendo la collaborazione scientifica di un ricercatore giapponese e di uno americano e l'installazione dei suoi strumenti negli Stati Uniti e a Tokyo. Mentre l'Italia resta a guardare. "Il nostro studio non viene neppure preso in considerazione dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia" continua Giuliani, 62 anni, diplomato perito chimico, specializzazione in meccanica fine in Inghilterra, vincitore di concorso al Cnr, specializzazione in Scozia su fotografia astronomica. Ha lavorato presso l'osservatorio di Edimburgo e per 20 anni in quello di Campo Imperatore ,ed ora ha pubblicato il suo primo libro, "L'Aquila 2009, la mia verità sul terremoto". "Dal 2000 portiamo avanti questa ricerca partendo dall'assunto scientifico che in prossimità di forti terremoti la scienza misurava forti incrementi di radon (gas inerte radioattivo, incolore, inodore, insapore) che nasce dal radio 226 per decadimento radioattivo. In prossimità del terremoto de L'Aquila, le nostre stazioni di osservazione in funzione sul Gran Sasso, a Coppito e alla scuola De Minicis de L'Aquila, dimostravano forti incrementi di radon. Dunque sapevamo che ci sarebbe stato un forte terremoto. Ma dopo che il 29 marzo il sindaco di Sulmona mi ha denunciato per procurato allarme e i suoi avvocati mi hanno diffidato dal continuare a dare informazioni, in quanto avrei rischiato l'arresto, ho smesso; nel frattempo però ho continuato a monitorare la situazione, che diceva chiaramente che vi era nell'aquilano un incremento di scosse sia come numero sia come intensità. Centinaia di persone a Paganica, a Poggio Picenze, a L'Aquila, quel 6 aprile, vedendo i nostri grafici su Internet, si sono messe in salvo. Sapevo che sarebbe arrivato, che sarebbe stato fortissimo intorno ai 5.8, 6. E' stato di 6.3 ma con una potenza dieci volte maggiore per l'accelerazione delle onde sismiche, causata dalla natura del territorio. Ho fatto andare i miei familiari in auto ed io sono rimasto ad attenderlo a casa con la finestra e la porta aperte, impalato davanti al sismografo". Il resto è cronaca di dolore e di amarezza.
(s.a.)

Ivan Cicconi: "Vi spiego il disastro dei treni italiani"

IVAN CICCONI
"VI SPIEGO IL DISASTRO DEI TRENI ITALIANI"
di Sandra Amurri
IL FATTO QUOTIDIANO   -   23 dicembre 2009   pag. 6


Freddo. Pioggia. Neve. Visto che non è estate, le stagioni, almeno quelle, sono normali. A differenza delle Ferrovie, amministrate da un manager da un milione di euro l'anno: in tilt e in un silenzio imbarazzante e bipartisan. "Moretti fa solo comunicazione e propaganda" sentenzia l'ingegnere Ivan Cicconi, uno dei massimi esperti di infrastrutture. "Nel processo di liberalizzazione del servizio le funzioni sono state separate: la gestione dell'infrastruttura a RFI: il servizio ferroviario a Trenitalia. Due società con due Cda, due amministratori ben retribuiti. Ma nessuno risponde di nulla".
Ma Moretti, è presidente della holding del gruppo delle Fs, che controlla, per conto dello Stato, l'attività delle 59 società che sono state costituite, tra cui Rfi e Trenitalia al 100% di Fs.
Sì, e poi dice che negli altri paesi sono state cancellate più corse che in Italia. Omettendo che si tratta di cancellazioni programmate di cui gli utenti vengono informati per tempo. Il 70% delle cancellazioni effettuate in Italia sono state annunciate dopo l'orario di partenza del treno. Addirittura, posso testimoniarlo personalmente, accade che un treno venga annunciato in arrivo con ritardo. Uno oblitera il biglietto, poco dopo il treno viene soppresso e non si ha diritto al rimborso perché il biglietto è stato obliterato. Negli altri paesi quando i treni vengono cancellati esiste il rimborso cash. Qui nessun rimborso e se va bene un buono del 50% ma solo per ritardi che superano i 30 minuti. La Corte dei Conti un anno fa ha messo per iscritto parole di fuoco contro il management di Fs, Rfi e Tav. Moretti è il maggior responsabile di questo disastro, ma resta al suo posto, anzi è stato promosso. Merito? Fare parte della casta dei manager lottizzati super pagati e non controllati dalla politica. Non a caso oltre a ricoprire quattro incarichi in Fs, ha anche il tempo per fare il sindaco, come il ministro Matteoli, anche lui sindaco e di Orbetello.
E che dire delle Frecce Rosse, d'Argento che allo stesso costo hanno viaggiato come treni normali?
E nessuno sa che due giorni dopo l'inaugurazione, la galleria dell'Alta velocità Bologna-Firenze, è stata chiusa per problemi di sicurezza e non aveva ancora nevicato. Lo Stato dal 1992 ad oggi ha speso per l'Alta velocità quasi 48 miliardi di euro. Un terzo è venuto dalle varie leggi finanziarie, un terzo da quello che hanno spacciato come finanziamento privato mentre era debito a carico dello Stato, 13 miliardi di euro; il restante dai trasferimenti che ogni anno lo Stato dà a Fs per la sola gestione dei servizi universali che sono stati dirottati sull'Alta velocità in maniera illegittima. Si tratta di circa un miliardo di euro ogni anno da 15 anni a questa parte.
Dicevano che con l'Alta velocità si sarebbero liberate le linee storiche e il servizio potenziato.
Di fatto è successo che gli Espressi e gli Intercity a lunga percorrenza sono diminuiti, sono aumentati i tempi di percorrenza e i prezzi dei biglietti: gli utenti sulla lunga percorrenza infatti sono costretti a prendere una delle due Frecce pagando il doppio. Gli utenti vengono truffati perché pagano sulla loro pelle le inefficienze e i disservizi e tutti i cittadini si ritrovano sulle spalle 4,5 miliardi di euro l'anno, l'equivalente dei trasferimenti dello Stato alle Ferrovie per gestire il servizio in cambio di un servizio pessimo per il 95% dei passeggeri che non prende l'Alta velocità. Su 600 milioni di biglietti staccati ogni anno, infatti, solo 26 milioni sono Freccia Rossa e d'Argento.

Ritardi e interferenze fra Frecciarossa e treni regionali a Campo di Marte

 
Comitato Pendolari Valdarno Direttissima
 
Comunicato stampa   -   Figline Valdarno, 16 dicembre 2009                    
 
RITARDI DEI FRECCIAROSSA SULLA DIRETTISSIMA E INTERFERENZE CON I TRENI DEL VALDARNO.
DENUNCIA DEL COMITATO: «CAOS A CAMPO DI MARTE CON  RIPERCUSSIONI ANCHE SULLA LINEA LENTA E NESSUN RIMBORSO PREVISTO DA TRENITALIA».
 
Ritardi dei Frecciarossa alla stazione di Firenze Campo di Marte con ripercussioni sui treni regionali dei pendolari in transito sulla linea Direttissima e addirittura anche sulla Lenta, da Figline a Montevarchi e Arezzo. «Fra le 9 e le 11 è stato il caos a Campo di Marte - afferma Maurizio Da Re, portavoce del Comitato - con i treni dell'Alta Velocità in ritardo di oltre 30 minuti e l'arrivo contemporaneo del Frecciarossa da Torino e del Frecciargento da Brescia, che ha occupato il binario 2 riservato ai regionali - continua Da Re - i due treni si sono intrecciati fra loro nella partenza verso Roma, causando ulteriori ritardi, anche ai regionali in arrivo alla stazione».
Il triste primato per i ritardi è stato del treno regionale  n. 23505 per Arezzo, fermato in attesa del binario libero e arrivato a Campo di Marte col tempo di 22 minuti invece dei 5 necessari per coprire il tratto da S. M. Novella. «Purtroppo erano fondati i nostri timori sui ritardi e disservizi  causati ai treni dei pendolari dai nuovi Treni dell'Alta Velocità, previsti con il nuovo orario ferroviario - sottolinea Da Re - perchè le interferenze dei Frecciarossa c'erano già e ci sono sempre più, non solo dal Valdarno sulla Direttissima verso Firenze, ma anche dal Nord Italia con ricadute sulla linea Firenze-Roma. Specialmente in caso di ritardi e conseguenti precedenze sull'uso della Direttissima da parte dei treni veloci».
Al Comitato sono arrivate anche segnalazioni di ritardi di 30' e disservizi sui treni regionali sulla linea Lenta fra Figline-Montevarchi-Arezzo, avvenuti nella mattinata, anche conseguenti ai problemi di Campo di Marte.
«I viaggiatori e pendolari possono chiedere i rimborsi per i ritardi di oggi, ma non hanno speranze - conclude Da Re - dal 13 dicembre Trenitalia ha dato attuazione al nuovo regolamento europeo (n. 1371/2007 relativo ai diritti ed obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario) e quindi prevede rimborsi del 25% per i ritardi tra i 60 ed i 119 minuti e del 50% dell'importo del biglietto per ritardi superiori a 120 minuti».
 
 

Adesione manifestazione No ponte di Messina

Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze
http://www.notavfirenze.blogspot.com/

Firenze, 15 dicembre 2009
Aderiamo convintamente alla manifestazione NO ponte del 19/12 a Villa S.Giovanni, di cui condividiamo appieno le motivazioni.

Aggressioni


AGGRESSIONI
Berlusconi ancora in ospedale a Milano Tartaglia in carcere al centro neuropsichiatrico. Da destra campagna di odio contro chi si oppone
di Antonio Padellaro

IL FATTO QUOTIDIANO   -   15 dicembre 2009   pag. 1

Primo. Il volto insanguinato e sofferente di Silvio Berlusconi è una pagina nera per l'Italia. L'aggressione fisica è sempre ripugnante. Ma l'immagine in diretta tv di quell'oggetto scagliato con violenza contro un uomo sarà difficile da dimenticare.
Secondo. L'autore del gesto è uno squilibrato noto e certificato. Chi lo associa al gruppo di fischiatori del premier nella piazza di Milano, mente sapendo di mentire.
Terzo. Nei fotogrammi mandati e rimandati in video si vede Tartaglia prendere due volte la mira impugnando la statuetta del Duomo. Tranquillamente senza che nessuno tra i numerosi custodi, tutti grinta e auricolari, muovesse un dito. Il ministro Maroni può dire ciò che vuole, ma alla prova dei fatti il tanto decantato sistema a protezione del presidente del Consiglio ha fallito su tutta la linea.
Quarto. La domande sul clima infame che regna nel paese e sui cosiddetti mandanti morali sono fuori luogo vista la personalità dell'aggressore. Ma se proprio si insiste a voler porre il problema di chi questo clima infame ha creato, sottoscriviamo il giudizio di Rosy Bindi, tra i pochi nel Pd a non balbettare scuse per colpe non commesse. Responsabile dei veleni è chi non smette di attaccare e accusare le più alte istituzioni: dal Quirinale alla Corte costituzionale alla magistratura tutta.
Quinto. I berluscones parlanti che hanno subito scatenato la caccia agli oppositori rimasti, in Parlamento e nei giornali, sappiano che non arretreremo di un millimetro nella contrapposizione civile e rigorosa al peggior governo della storia repubblicana.
A Marco Travaglio pesantemente minacciato da un comunicato dei parlamentari Pdl di chiaro stampo squadrista, la nostra più totale e affettuosa solidarietà.
Infine, dalla destra più responsabile (se non è entrata in clandestinità) attendiamo ancora una ferma presa di distanza dal titolo eversivo del Giornale: "Violenza costituzionale". A quando le leggi speciali?
 
 

Aggressione a Berlusconi: i punti fermi del "Fatto"

 
I PUNTI FERMI DEL "FATTO"
 
Tratto dal sito  http://antefatto.ilcannocchiale.it/  -  14 dicembre 2009
 
Viviamo momenti difficili ed è quindi necessario fissare alcuni punti fermi a cui noi del Fatto Quotidiano intendiamo attenerci.
Primo. Silvio Berlusconi è stato oggetto di un'aggressione violenta che sgomenta e che deve suscitare in tutti la più ferma condanna. Il suo volto insanguinato e sofferente è una pagina nera per il nostro Paese.
Secondo. L'autore dell'aggressione è uno psicolabile da dieci anni in cura per problemi mentali, e tanto basta per individuare la matrice del gesto.
Terzo. Ieri a Milano il tanto celebrato sistema di sicurezza del premier ha fallito su tutta la linea. Si doveva e si poteva impedire che l'esagitato si avvicinasse a Berlusconi anche perché il suo atteggiamento era apparso subito sospetto.
Quarto. La domanda sul clima infame che ha provocato l'aggressione è fuori luogo vista la personalità dell'aggressore. Ma se si vuole porre il problema di chi questo clima ha creato sottoscriviamo il giudizio di Rosy Bindi: il responsabile di questo clima è chi da mesi attacca tutte le istituzioni di questo paese, dal Quirinale, alla Corte costituzionale, alla magistratura.
Quinto. Subito le teste di cuoio berlusconiane, politiche e giornalistiche si sono mobilitate per scatenare la caccia all'opposizione, politica e giornalistica. Sappiano costoro che per quanto ci riguarda non arretreremo di un millimetro nella contrapposizione civile e rigorosa al peggior governo della storia repubblicana.
 
Antonio Padellaro
direttore de "Il Fatto Quotidiano"
 
 

Firenze, giovedì 17 dicembre 2009 ore 16.00: seminario pubblico sul TAV

Università degli studi di Firenze
Gruppo di studio sull'attraversamento TAV di Firenze



LaPEI - Laboratorio di Progettazione Ecologica degli Insediamenti - Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio



Rete del Nuovo Municipio



Seminario pubblico
Alta Velocità, quale compatibilità?
TAV E STAZIONE DI SUPERFICIE
Ottimizzazione della localizzazione ed approfondimenti progettuali

Firenze, giovedì 17 dicembre 2009, ore 16.00
Aula Magna della Facoltà di Architettura - via Micheli, 2


Saluto di Marco Massa, Direttore del Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio, Università di Firenze
Introduce: Alberto Ziparo, Coordinatore del Gruppo di Studio
Coordina: Maurizio De Zordo, Gruppo di Studio sull'Attraversamento TAV
Comunicazioni di:
Roberto Budini Gattai (Università di Firenze), Manlio Marchetta (Università di Firenze), Giorgio Pizziolo (Università di Firenze), Giovanni Vannucchi (Università di Firenze)
Intervengono:
Vincenzo Abbruzzo, Paolo Celebre, Antonio Fiorentino (Gruppo di Studio sull'Attraversamento TAV), Teresa Crespellani (Università di Firenze), Angelo M. Cirasino (Rete del Nuovo Municipio, Università di Firenze)
Sono stati invitati:
il Sindaco di Firenze, i Capigruppo e i componenti del Consiglio Comunale, Provinciale e Regionale


Firenze, cantieri TAV: perché si abbatte il palazzo di via Zeffirini e si devasta l'area ex Macelli?

 
CONSULTA TAV - Comitati, associazioni e cittadini contro il sottoattraversamento TAV di Firenze
 
LA DISCUSSIONE SUL PASSAGGIO DELL'ALTA VELOCITA' E' ANCORA APERTA!
PERCHE' ABBATTERE IL PALAZZO DI VIA ZEFFIRINI E DEVASTARE L'AREA DEI MACELLI ??
 
In questi giorni è previsto l'abbattimento del palazzo di via Zeffirini, e proseguono, come se niente fosse, i lavori che stanno distruggendo l'area dei Macelli, con rumori e vibrazioni fino a tarda sera, mentre la soluzione per il passaggio e la fermata dell'Alta Velocità non è stata ancora definita.
Dalla stampa veniamo a sapere di incontri ristretti e riservati (alla faccia della trasparenza e della partecipazione!) tra Governo, Ferrovie, Regione, Provincia e Comune per trovare in tempi ravvicinati un accordo, di fronte alla posizione di contrarietà alla stazione sotterranea Foster in area Macelli espressa dal Sindaco Renzi.
Come Consulta TAV, Comitati, associazioni e cittadini contro il sottoattraversamento TAV di Firenze, abbiamo detto con chiarezza al Sindaco:
giusto cancellare la Stazione Foster, ma questo significa rimettere in discussione anche i due tunnel che sono stati pensati proprio per la stazione ai Macelli
occorre fermare i lavori nei cantieri aperti in città ed ai Macelli se davvero si vogliono praticare soluzioni diverse ed aprire un confronto pubblico tra cittadini, amministratori, consiglieri e tecnici sulle alternative possibili che siano funzionali davvero alla mobilità pubblica (non solo alla TAV!), e riducano l'impatto, i costi e la durata dei cantieri.
Niente di tutto questo sta avvenendo, nonostante l'importante manifestazione del 28 novembre scorso che ha visto migliaia di cittadini attraversare le vie del centro: le soluzioni non ci sono ancora, i lavori continuano ed allora noi pensiamo che si voglia lasciare tutto come previsto (o solo con piccole modifiche) per non toccare i grossi interessi in gioco. Il Governo, le Ferrovie ed anche la Regione spingono chiaramente in questa direzione.
Al Sindaco diciamo nuovamente: se vuoi davvero cambiare e fare sul serio FERMA I LAVORI, BLOCCA L'ABBATTIMENTO DEL PALAZZO DI VIA ZEFFIRINI, APRI UN CONFRONTO PUBBLICO !!
 
Continuiamo la nostra iniziativa, è ancora possibile dire:
NO AL PROGETTO DI TUNNEL E STAZIONE TAV SOTTO LA CITTA' !!
SI ALLE ALTERNATIVE DA VALUTARE CON UN CONFRONTO PUBBLICO !!
FERMARE I LAVORI ED UN'OPERA DISASTROSA PER TUTTA LA CITTA'!!
 
Firenze, 14 dicembre 2009
 
 

Firenze, cantieri Tav - De Zordo: “Cominciano gravi disagi nella zona ex Macelli e Campo di Marte”

 
perUnaltracittà - Gruppo Consiliare Comune di Firenze
www.perunaltracitta.org - perunaltracitta@comune.fi.it
 
Comunicato stampa   14 dicembre 2009

Cantieri Tav, De Zordo: "Ancora nessuna decisione definitiva, ma cominciano gravi disagi nella zona ex Macelli e Campo di Marte"
La capogruppo: "Oggi sono state autorizzate le deroghe al rumore per i cantieri degli ex Macelli e di Campo di Marte".
 
"La direzione Ambiente del Comune ha autorizzato le deroghe ai limiti di legge per il rumore, da oggi fino al 30 settembre 2010, per i cantieri Tav dell'area ex Macelli e di Campo di Marte".
A dichiararlo è la capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo. "Il progetto esecutivo non è stato ancora definitivamente vistato dall'Osservatorio Ambientale e la Stazione ancora non si sa ancora dove finirà - afferma De Zordo - ma con queste deroghe al rumore comincia una stagione di anni di disagi, peraltro già iniziati in zona viale Corsica, dove i lavori notturni tengono svegli i cittadini. Gli abitanti delle zone interessate, in particolare Via Zeffirini, viale Corsica, via Circondaria, Via Campo d'Arrigo - continua De Zordo - sappiano che dal momento in cui cominceranno i lavori ci saranno problemi di vivibilità, rumori quotidiani molto al di sopra della norma, polveri, mezzi pesanti che poi, al momento dell'apertura dei cantieri veri e propri, saranno decine e decine al giorno".
Inoltre continuano le previste demolizioni agli ex Macelli e via Zeffirini. "E' assurdo procedere nei prossimi giorni alla demolizione del palazzo di via Zeffirini - aggiunge ancora la capogruppo di perUnaltracittà - quando è ancora in corso la verifica del progetto della stazione dell'alta velocità  e non è affatto certo che quello spazio sia necessario. Il sindaco - conclude De Zordo - blocchi immediatamente l'abbattimento della struttura!"
 
 

Mille nel tunnel: occhio a quel treno TAV che comincia a correre fra Firenze e Bologna

 
Associazione di volontariato Idra
iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale
Tel. e fax   055.233.76.65   e-mail idrafir@tin.it   web http://associazioni.comune.fi.it/idra/inizio.html

COMUNICATO STAMPA    Firenze, 12.12.'09

Mille nel tunnel: occhio a quel treno TAV che comincia a correre domani fra Firenze e Bologna.
Summit coi sindaci della tratta: lo chiede Idra al Comune di Bologna.

Mille nel tunnel. Qualcuno dà per scontato che non succederà mai. Mai un deragliamento. Mai una collisione. Mai un attentato. Ma se capitasse, per la stragrande maggioranza dei superstiti non ci sarebbe altro scampo che farsi in qualche modo da soli fino a due km e mezzo a piedi per raggiungere la base di una discenderia. Ci sarebbero, sì, leggiamo sulle cronache, due mezzi bimodali capace di arrivare in prossimità dell'incidente. Ma quanti soccorritori sarebbero a bordo? Certamente assai pochi a fronte dei circa 1000 passeggeri potenzialmente coinvolti da un incidente fra due treni TAV.
E anche lì, alla base della discenderia sottoterra, resta da capire chi e come interverrebbe. Dopo mesi di richieste di informazione, nessuna risposta è stata ancora fornita a Idra dagli organismi competenti, a partire dai Vigili del Fuoco, sulle dotazioni di cui si dispone, sull'organizzazione del soccorso, sull'addestramento e la formazione del personale.
Una volta salite le lunghe e ripide discenderie, poi, si presentano nuovi punti interrogativi: chi garantisce l'efficienza diurna e notturna, in tutte le stagioni, alla viabilità di accesso agli imbocchi delle gallerie e alle discenderie, alle piazzole di soccorso, alle superfici a disposizione degli elicotteri, alla relativa segnaletica? Chi attua i lavori conservativi necessari ad assicurarne la corretta manutenzione?
Idra ha chiesto in una lettera raccomandata inviata il 25 novembre ai sindaci del Mugello di far conoscere i particolari di questa pianificazione. Nessun riscontro. Forse non lo sanno neanche loro?
Un grande imbarazzo trasversale, dunque, sembra aleggiare intorno all'intera vicenda.
Nel '95, quando improvvidamente si provvede a licenziare il progetto di costruzione della tratta destinata a dissanguare falde idriche ed erario, "alla superficialità si accompagna afferma il Pm Gianni Tei nella requisitoria al processo celebrato presso il Tribunale di Firenze e conclusosi con la condanna dei costruttori - un elemento nuovo, che è quello della fretta. C'è una scadenza: 27 luglio 1995. Bisogna approvare questo progetto. (...) Ciò che si può rilevare è come nella primavera-estate del 1995 siano maturate le condizioni politico-economiche per cui si è ritenuto di dover chiudere in tempi rapidissimi la conferenza dei servizi per l'approvazione dell'opera". Non vorremmo che anche oggi si stesse incorrendo nello stesso tragico errore: quello di metterla in esercizio a tutti i costi!
Per questo l'associazione ecologista fiorentina ha scritto tre giorni fa all'unico interlocutore istituzionale mostratosi trasparente sulle criticità dell'apparato di sicurezza TAV, l'assessore alla Mobilità del Comune di Bologna Simonetta Saliera, e le ha proposto la convocazione di un incontro fra tutti i sindaci della tratta toscana e emiliana del tunnel TAV, Idra e il Comitato bolognese di Via Carracci, per fare il punto sulla situazione. Appare infatti estremamente preoccupante, e potenzialmente foriero di pessime notizie, il silenzio che circonda la materia della sicurezza nonostante si abbia a che fare con un oggetto assolutamente nuovo: un tunnel quasi ininterrotto di 60 km fra Firenze e Bologna, destinato a ospitare treni che si incrociano ad altissima velocità e con grande frequenza in un unico tubo sprovvisto di una galleria parallela di soccorso.
Il 7 dicembre scorso Idra ha chiesto ai Vigili del Fuoco di Firenze e di Bologna di far conoscere almeno i risultati delle esercitazioni avvenute nel tunnel. A oggi, nessuna notizia. Quelle che si leggono sui giornali, a proposito della simulazione tenutasi "in gran segreto" nella galleria della Raticosa, lasciano quanto meno perplessi. I 60 dipendenti FS, presumibilmente esperti e rodati, coinvolti nella simulazione del 25 novembre, a meno di tre settimane dall'apertura al servizio commerciale, assomigliano infatti ben poco ai 1000 passeggeri inesperti che vivrebbero nella realtà un evento incidentale. Così come una collisione o un deragliamento sarebbero ben altra cosa dal semplice principio di incendio su un solo convoglio, a cui si sarebbe limitata - leggiamo - la simulazione del 25 novembre. Quanto al dépliant che i 'clienti' di Trenitalia trovano sul Freccia Rossa, potrà mai rassicurare, coi contenuti necessariamente generici che propone?
 
 

Firenze, intervista semiseria (ma non troppo ...) alla Stazione Foster


INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA STAZIONE FOSTER

Siamo volati fino in Inghilterra, in una località che deve rimanere segreta, ma ne è valsa la pena. Finalmente, abbiamo potuto avvicinare una signora, molto più giovane di quanto immaginassimo, le cui vicende destano sempre più interesse in città.

S. Foster: Questo lo dice lei.
d.: Come... scusi?
S. Foster: Che le mie vicende interessino la vostra città, Firenze.
d.: Eh, accidenti, perché non è vero?
S. Foster: E' tutto relativo.
d.: Sui giornali locali si parla in continuazione di lei.
S. Foster: Sì...ma alla gente non gliene frega niente. They don't care. Dell'Alta Velocità, come di qualunque altra questione urbanistica o meno, non interessa un tubo. Dopodiché, appena si apre un cantiere davanti a casa, o si minaccia di farlo, allora sì che la gente si incavola. Il problema è che ognuno si incavola per il cantiere sotto casa. L'importante è che lo si sposti. Un po' più in là, capisce? Se l'incazzatura fosse collettiva, non si starebbe lì a dire tutti i giorni che la Stazione Foster si sposta ai Macelli, si sposta a Belfiore, si sposta alla Fortezza, si sposta sotto Santa Maria Novella, si fa, non si fa, si fa a Campo di Marte, si fa a Castello, la si riduce, la si ingrandisce e così via. Capisce? Io sono un progetto assurdo, nato male e destinato a finire sempre peggio. Punto. Non c'è altro da aggiungere.
d.: Signora Foster, la prego di calmarsi. E' veramente un fiume in piena.
S. Foster: Può giurarci.
d.: Però... complimenti per il suo italiano, lo padroneggia moltissimo. Ha forse vissuto in Italia?
S. Foster: No, no. In Italia sono stata solo qualche giorno. Mi portò mio marito, un paio di volte, tanti anni fa ormai.
d.: E allora com'è che parla italiano così bene?
S. Foster: Cosa crede... saranno 10 anni che mio marito mi promette che devo andare a stare in Italia, a Firenze. E io sono 10 anni che studio la vostra lingua e, non solo, i vostri usi e costumi. Ogni sera, mi sparo un film con Alberto Sordi o Carlo Verdone, magari me faccio due risate, penso, ma poi me pija una depressione....
d.: Eh, ma così finisce col parlare romanesco. Dovrebbe guardare anche i film dei comici toscani...
S. Foster: Ah, non sapevo.
d.: Cosa?
S. Foster: Che Renzi fosse pure regista.
d.: No, no, no...certo ci sta facendo sorbire un bel film. Lei però non si deprima... ha l'aria davvero inconsolabile. Quando ha conosciuto suo marito?
S. Foster: Guardi, è stato 10 o 15 anni fa.
d.: Come, 10 o 15 anni fa? Non riesce a essere più precisa?
S. Foster: No....con lui è tutto così. Non sai mai niente di preciso.
d.: E dove vi siete conosciuti?
S. Foster: Io ero giovanissima. E lui un uomo già attempato. Molto più grande di me. Affascinante. Ricchissimo.
d.: Capisco.
S. Foster: Una sera -ero proprio una ragazzina- stavo rientrando a casa...mi si avvicina questo, era così affascinante. "Sai -mi fa- è tanto che ti osservo, ho un progetto su di te..." e quel progetto...ha finito con lo sposarlo.
d.: Ah, vi siete sposati presto?
S. Foster: Sì, quasi subito. E non so neanche quanto a lungo mi abbia osservato, prima di mostrare le sue intenzioni. Certo, adesso posso dire che aveva fatto bene i suoi calcoli.
d.: E la convivenza come andò?
S. Foster: Male, malissimo, da subito. Sedotta, sposata e abbandonata. Pochi giorni dopo è cominciato l'incubo. In viaggio di nozze, andiamo a Firenze. Mi mostra ai suoi amici... certe facce...tutti politici e imprenditori... non si offenda, lei è italiano, no?
d.: Certo
S. Foster: Ma quando uno dice politici e imprenditori italiani... ha detto tutto.
d.: Eh lo so.
S. Foster: Questi qua, in particolare, certa gente... brutta...
d.: Sì, non vada oltre, sennò la querelano.
S. Foster: Esatto, mi ci mancherebbe quello. Insomma mi mostra ai suoi amici, fa vedere che è tutto entusiasta di Firenze e che vuole che ci trasferiamo qua.
d.: E lei era d'accordo?
S. Foster: Se ero d'accordo... sa... ero giovane e innamorata, per me poteva dire si ti piazzo in mezzo alla baia di Tokyo...
d.: ... del tutto fuori contesto...
S. Foster: Right, e io avrei accettato tutto. Perciò accettai. Si torna qua in Inghilterra, mi dice... torno in Italia a ultimare i preparativi del nostro trasferimento...ed eccomi qua 10 o 15 anni dopo che aspetto ancora.
d.: Che peccato.
S. Foster: Ma dovevo immaginarmelo. Adesso, i vostri giornali di gossip, effettivamente, ne parlano in continuazione.
d.: Giornali di gossip?
S. Foster: Certamente. Il Firenze, La Nazione, Repubblica... Repubblica in particolare, all'epoca, mi fece certi complimenti.... Ora è tutto un cambiare idea. Certo, nessuno più scrive i panegirici di regime di un tempo. Adesso è tutto un questa Foster viene, non viene, si mette qui, si mette là. Il vostro mayor But-you-oh Renzi è quello che fa ridere di più. Ha persino detto che scommette sulla fermata intorno alla Fortezza... Capisce? Intorno. Ma sì... facciamo una bella stazione a forma di mezza luna... e poi...
d.: Cosa?
S. Foster: [scoppia a piangere] questa cosa... this horrible thing... 'sopra' o 'sotto'... una donna come me, così timida, così sensibile... tutti i giorni sui vostri giornali spazzatura.... in questi termini....
d.: Su, su si riprenda...
S. Foster: [singhiozza] Grazie, sa che le dico? Se proprio la devono mettere in questi termini.... almeno non mi facciano stare sotto! Ogni tanto mi piacerebbe stare sopra anche a me.... scusi la volgarità.
d.: No, no, ne ha tutto il diritto.
S. Foster: E sa dov'è quell'uomo, oggi, a 74 anni?
d.: Veramente no.
S. Foster: Corre dietro a una stazione più giovane di me. E' sempre così. Adesso [mostra un giornale inglese] corre dietro alla - senta che roba - "stazione intermodale di Ourense".
d.: Ah. E che roba è?
S. Foster: E che ne so? non so cos'è né una stazione intermodale, né dove sia Ourense. L'importante è correre dietro alle ragazzine astruse, capisce? Più sono astruse e svampite, più gli è facile far loro promesse: "ti porto a Tokyo, ti porto in America, ti porto a Ourense". E quella là che ci crede! Quanto vuole che duri? Ma io aspetto che torni.
d.: Tornando alla sua ubicazione a Firenze...
S. Foster: E' tutto così disgusting. Ma come potevo saperlo? Mio marito fa così da anni. Guardi, questo giornale del 1987: "Tra un anno, nella piana di Castello , in un' area compresa tra il capoluogo toscano e Sesto, si comincerà a costruire la nuova Firenze. L'impegno l'hanno preso la società di assicurazioni Fondiaria e l'Agip Petroli che hanno acquistato i terreni e messo a punto una gigantesca operazione immobiliare che è fortemente contrastata da Verdi e ambientalisti. Sono previsti investimenti per circa 1500 miliardi, l'impegno dell'Agip, ora entrato nell'affare a vele spiegate, è del 30 per cento. La variante al Piano regolatore è stata approvata dal consiglio comunale di Firenze nel luglio dello scorso anno. Manca ancora il placet della Regione Toscana ma intanto le due società son passate in quella che l'amministratore delegato della Fondiaria Alfonso Scarpa ha definito la fase operativa. (...) Supervisore dei gruppi di studio per la progettazione urbanistica è Thomas Maldonado, noto architetto, docente dell'università di Milano. Ma l'elenco dei big di questo settore è ancora lungo. Per gli edifici a destinazione residenziale è prevista la supervisione di Carlo Ajmonino; Norman Foster..." Visto che roba?
d.: Eh già. Ma, insomma, alla fine dove la metteranno?
S. Foster: Un po' qui un pò là...
d.: Scusi?
S. Foster: un binario a Castello, un altro sotto la Piscina Costoli, un altro per aria, un altro al Luna Park...
d.: Ma a che serve tutto questo?
S. Foster: I progetti. L'unico business sono i progetti...
d.: Qua la fermo...
S. Foster: C'è solo una parola per tutto questo: speculazi...
d.: Grazie, arrivederci...

(Marco Bazzichi)



Piazza Fontana, Milano - 12 dicembre 1969, ore 16.37

 
Piazza Fontana quarant'anni dopo e sembra oggi

Tratto da sito  www.beppegrillo.it

 
Il 12 dicembre del 1969 fino alle 16.37 piazza Fontana a Milano era solo un posto abbastanza anonimo dove passavano i tram. Situata dietro il Duomo con ai lati la Banca Nazionale dell'Agricoltura e l'edificio dell'Arcivescovado e al centro qualche panchina. L'esplosione che trasformò un giorno d'inverno nel nostro primo 11 settembre (in seguito ne abbiamo avuti decine dall'Italicus alla strage di Capaci) sventrò la banca, uccise 17 persone e ne ferì in modo grave un centinaio. Fu un tentativo di colpo di Stato. Nessuno può rispondere con certezza se il tentativo riuscì oppure no. "La situazione che si era creata avrebbe dovuto portare a un colpo di Stato" ha dichiarato in seguito il giudice Gerardo D'Ambrosio che indagò sulla strage. Della stessa opinione fu Aldo Moro che quel giorno disse: "Siamo in guerra" e in seguito aggiunse: "Ci sono tanti modi di fare politica: e tra i tanti c'è anche quello delle bombe". L'allora presidente Saragat voleva proclamare "lo stato di pericolo pubblico" mai adottato nella storia repubblicana. Moro si oppose. Era un possibile "golpe alla greca" dei colonnelli con leggi eccezionali e l'eventuale ricorso a elezioni anticipate. Piazza Fontana è stato un attentato politico, la prova provata è che gli unici condannati sono stati alcuni ufficiali dei servizi segreti italiani. I segreti di Piazza Fontana, condivisi da una parte della classe politica e degli apparati dello Stato, hanno "contaminato" tutta la storia successiva del Paese. L'impunità dei mandanti "ha distrutto la fiducia nello Stato di un'intera generazione di cittadini", secondo le parole di Paolo Emilio Taviani, ministro democristiano dell'epoca.
Le indagini si bloccarono in sostanza nel 1974. Lo Stato impose il segreto politico-militare di fronte all'incriminazione dell'ammiraglio Eugenio Henke, capo del Servizio Informazioni Difesa (SID). Emilio Alessandrini, in seguito assassinato da Prima Linea, che indagava sull'attentato disse al collega D'Ambrosio: "Ci hanno tolto l'inchiesta, ma ci hanno salvato la vita".
Da allora in Italia operano due livelli. Quello dei cittadini normali e uno superiore che decide senza chiedere, che informa senza informare, che non si farà mai processare.
"La storia di un Paese in cui è stato assassinato il più importante dirigente industriale, Enrico Mattei, il più importante uomo politico, Aldo Moro, l'uomo delle forze dell'ordine più rappresentativo, il generale Dalla Chiesa, uno dei giornalisti più capaci di penetrare le trame del potere, Mino Pecorelli, uno dei banchieri "cerniera" tra mondo laico e Vaticano, Roberto Calvi, in cui si è tentato di uccidere il papa più eminente del secolo scorso, Giovanni Paolo II - e c'è chi sospetta fortemente dell'uccisione del suo predecessore, Giovanni Paolo I. Come potranno i giovani trovare radici e alimento politico culturale e morale nella nostra memoria se certi suoi nodi irrisolti non vengono sciolti?" Paolo Cucchiarelli.
 
Citazioni e riferimenti dal libro: "Il segreto di Piazza Fontana" di Paolo Cucchiarelli, edizioni Ponte alle Grazie

 

Il patto mafia-Dell'Utri nella sentenza che nessuno legge

 
Il patto mafia-Dell'Utri nella sentenza che nessuno legge
 
Tratto dal sito  http://antefatto.ilcannocchiale.it/   -  11 dicembre 2009
 
 
È bastata una mattina per ascoltare a Palermo i fratelli Graviano. Tra i due solo Filippo ha accettato di rispondere alle domande del procuratore generale Nino Gatto. Giuseppe si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Filippo, che non è un collaboratore di giustizia,  ha ovviamente negato di conoscere Marcello Dell'Utri e ha sostenuto di non aver mai detto, nel 2003, al pentito Gaspare Spatuzza, "se non arriva qualcosa da dove deve arrivare, anche noi dovremo metterci a parlare con i magistrati". Dal punto di vista processuale le sue parole, così come quelle di Cosimo Lo Nigro (uno dei condannati non pentiti per le stragi del '93 pure interrogato in video-conferenza), valgono zero. Basti pensare che Filippo Graviano ha negato di conoscere persino una delle due persone con cui vene arrestato nel 1994. Questo insomma è sufficiente per bollarlo come un teste assolutamente inattendibile.
L'imputato Marcello Dell'Utri ha comunque spiegato di essere rimasto favorevolmente impressionato dal più giovane dei due fratelli Graviano che oggi, dopo le condanne all'ergastolo, dice di essere "impegnato in un percorso di legalità" . Il senatore azzurro, dopo essersela presa con la trasmissione Annozero, ha avuto frasi di stima per il boss mafioso: "Sentendo la deposizione di Filippo Graviano mi è sembrato sinceramente una persona ravveduta. Mi ha colpito la dignità di questo signore, il suo mi sembra un pentimento vero, sono parole che mi hanno meravigliato". Silvio Berlusconi, invece, non parla dei Graviano con i giornalisti: "Qui siamo alle comiche, ma come si fa?". Di seguito pubblichiamo dunque la seconda parte della riduzione della sentenza che in primo grado ha condannato Dell'Utri a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Per il tribunale i rapporti tra i Graviano e il senatore erano "accertati". E per sicuro veniva dato pure l'accordo politico-mafioso tra l'ideatore di Forza Italia e Cosa Nostra.
Su Il Fatto in edicola trovate invece la storia esclusiva di una società, controllata da un riciclatore del clan di Brancaccio, che lavorava per Pagine Utili, una società Fininvest capitanata da Dell'Utri.
 
 
Il link alla prima parte del dossier del "Fatto Quotidiano" (in pdf):
 
 
 
Il link alla seconda parte del dossier del "Fatto Quotidiano" (in pdf):
 
 

Firenze, "Radio Toscana" rifiuta lo spot di Saverio Tommasi per lo spettacolo teatrale sulle stragi mafiose

 
L'informazione è "Cosa Nostra"
Quando l'importante "Radio Toscana" rifiuta una pubblicità per motivi politici e dopo aver già firmato un contratto.
 
Tratto dal sito  www.altracitta.org   -  11 dicembre 2009
 
 
L'ANTEFATTO
Saverio Tommasi, attore civile d'inchiesta, stavolta aveva deciso di raccontare le nuove inchieste sulle stragi '92 – '93, Silvio Berlusconi e Spatuzza, Massimo Ciancimino e il papello, la trattativa fra Stato e Cosa Nostra e i conseguenti morti per la strage di via dei Georgofili a Firenze e prima ancora Falcone e Borsellino, attraverso uno spettacolo teatrale.
 
IL FATTO
"Con sofferenza democratica e costernazione civile", afferma Saverio Tommasi, "apprendiamo, tramite Toscana Comunica, concessionaria pubblicitaria esclusiva di Radio Toscana, che l'editore della radio ha inteso esercitare, non appena letto il testo dello spot per cui avevamo già firmato regolare contratto, la sua censura a causa del "contenuto" (le virgolette sono una precisa citazione dell'e-mail di rifiuto che abbiamo ricevuto).
 
LE CONSEGUENZE CHE TRAIAMO
A Firenze, città colpita da una delle più gravi stragi di mafia di tutti i tempi (5 morti e 48 feriti di alcuni gravissimi, colpito fra gli altri uno dei più importanti musei mondiali, gli Uffizi), non si può parlare di mafia.
"E dunque anche a Firenze", conclude Saverio Tommasi "c'è chi sceglie il silenzio, l'omertà complice, chi rifiuta un contratto già firmato per paura di dispiacere, si presume, gente come Totò Riina o Spatuzza, o ancora Silvio Berlusconi, che pochi giorni fa aveva dichiarato, a chiare lettere e su tutti i giornali 'che avrebbe strozzato chi scrive di mafia e chi fa spettacoli teatrali sulla mafia', e poco importa che siano di denuncia e ricerca della verità.
 
Controradio e Lady Radio mandano invece regolarmente in onda lo spot.
 
 
 

L'inceneritore amburghese

 
Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze - Prato - Pistoia
 
Comunicato stampa   -   11 dicembre 2009
 
Trasferiamoci tutti ad Amburgo
 
 
Apprendiamo con gioia da un quotidiano di venerdì 11 dicembre la notizia di una svolta epocale nello smaltimento dei rifiuti e ci meravigliamo che si sia data così poca risonanza a qualcosa che rivoluzionerà i destini dell'umanità. Ci riferiamo ad un giustamente entusiastico articolo sull'inceneritore di Amburgo, ridente e meravigliosa città della Grande Germania, illuminata tanto da fare invidia a Parigi grazie ai meravigliosi effetti di vari impianti di incenerimento che, udite udite, ci informa il giornalista affascinato da tanta tecnologia, utilizzano rifiuti per riscaldare, illuminare e migliorare la qualità della vita di migliaia di persone a emissioni e scorie zero!
L'allegro articolista ci informa che negli inceneritori di Amburgo si brucia di tutto, perfino l'organico (ma non era meglio usarlo per il compost?), e che il contributo maggiore degli ultimi anni lo hanno dato i rifiuti di Napoli. Ma quali? Ci si potrebbe chiedere, quelli dove era finito di tutto? Quelli delle 'ecoballe' dove c'erano alte percentuali di materiali tossici? Sì proprio quelli, ma gli zelanti tecnici sostengono che i loro impianti producono energia pulita, quindi, di che ci stiamo a preoccupare? Ma c'è di più, perché noi poveracci che stiamo a protestare su dove vengono costruiti gli impianti: troppo vicini alle case, troppo in periferia, nei nostri cortili, in quelli degli altri, non abbiamo pensato che quello di Amburgo è del tutto innocuo proprio perché è costruito nel centro della città, e poiché non si trovano ogni mattina morti e intossicati sdraiati sui marciapiedi, questo dimostra che l'energia è pulita, ma chi l'avrebbe mai detto, che era così facile…
I soliti scettici vogliono obiettare che andare a chiedere una cosa del genere al 'gentilissimo ed efficiente funzionario' che lavora per l'azienda per la raccolta e riciclaggio dei rifiuti è come andare a chiedere all'oste se il vino è buono? Ma come resistere davanti ad affermazioni del tipo:'le nostre centrali non causano emissioni, né porgono problemi di immagazzinamento di scorie'? Ma questa è la quadratura del cerchio! Questa è la svolta epocale! Vi rendete conto? Al mondo esistono inceneritori che non hanno emissioni e non hanno scorie! Ma questa è roba da Nobel!
E noi che stiamo ancora qui a baloccarci con le dichiarazioni di centinaia di medici e di associazioni nazionali e internazionali che affermano che gli inceneritori inquinano, che le emissioni provocano il cancro, che ormai è dimostrato che ci sono relazioni strette fra chi abita vicino agli inceneritori e le morti per tumore, era così semplice…bastava andare ad Amburgo!
 
 

9 dicembre 2009: blocco della discarica di Roncigliano (Roma)

 
9 dicembre 2009: blocco della discarica di Roncigliano

Alle ore 05:00 di ieri mattina i membri del Coordinamento contro l' inceneritore di Albano insieme a cittadini dei Castelli Romani, associazioni per la tutela del territorio e solidali di Roma e Provincia hanno presidiato il cancello d'ingresso principale alla discarica di Roncigliano. Il blocco ha impedito l'accesso ai compattatori per il quotidiano sversamento in discarica dei Rifiuti Solidi Urbani da parte dei comuni autorizzati.
Il presidio è stato necessario dal momento che la voce popolare e dei tecnici competenti che si occupano della vertenza contro la costruzione del "gassificatore", è rimasta inascoltata dopo due anni di mobilitazioni sul territorio e numerosi incontri con i referenti politico-istituzionali che, ad oggi, hanno imposto il completamento dell'iter autorizzativo riguardante l'ecomostro.
L'obiettivo della mobilitazione è sempre quello di pervenire all'annullamento delle autorizzazioni all'impianto, rimettendo inoltre in discussione il "Piano Rifiuti Marrazzo" connotato da un carattere puramente speculativo a scapito di cittadini e territorio.
Grazie alla pressione esercitata un gruppo di membri del coordinamento è riuscito ad entrare in discarica insieme ad un tecnico della regione per verificarne la gestione, quali rifiuti vengono smaltiti, da quali comuni provengono e, soprattutto, verificare lo stato della cantierizzazione. Sullo stesso sito infatti dovrebbe sorgere un inceneritore di rifiuti e a quanto sembra sono stati scaricati già diversi camion di materiale edile per dare inizio ai lavori di costruzione. 
Il sopralluogo, svoltosi a fine mattinata, non si è rivelato affatto soddisfacente. Non è stato infatti permesso ai membri del comitato di poter accedere concretamente al sito per appurare la reale situazione in cui versano sia il futuro cantiere che gli invasi ormai esauriti e sovrastoccati. Ha invece messo in luce le preoccupanti incongruenze tra la documentazione tecnica fornita dalla regione in merito all' impianto e le informazioni fornite dall' Ing. Spadaccini della Pontina Ambiente, proprietaria della discarica e del terreno del cantiere. L' Ingegnere, addirittura, ignorava se il sistema di raffreddamento dell' inceneritore fosse ad acqua oppure ad aria, mostrando la sua totale ignoranza riguardo il progetto da lui firmato. 
E' stato poi fissato un incontro tecnico amministrativo per oggi, 10 dicembre 2009 alle ore 14.30 presso la Pisana, alla presenza di alcuni dei firmatari dell'AIA, tra cui il Dott. L. Fegatelli, e dell'Assessore regionale dei rifiuti, Dott. G. Parroncini. Una delegazione tecnica del Coordinamento sottoporrà nuovamente la richiesta di sospensiva cautelare di 90 giorni degli effetti dell'AIA ai referenti sopra citati ed al vice-presidente della regione Esterino Montino, puntando all'annullamento di tutto l' iter autorizzativo che impedirebbe l'imminente avvio del cantiere.
Ribadiamo che la costruzione di quello che è il quarto impianto di incenerimento rifiuti del Lazio, rappresenta un inaccettabile episodio di aggressione al territorio e ai diritti dei cittadini in esso presenti. Inoltre la folle e speculativa strada dell'incenerimento annulla ogni possibilità di affidare a sistemi d'avanguardia e impatto zero la chiusura del ciclo dei rifiuti nel Lazio.
Dagli esiti dell'incontro presso la Regione dipenderanno le modalità ed i connotati delle azioni future messe in atto per il contrasto alla realizzazione dell'impianto. 
Noi ribadiamo che non siamo intenzionati a far aggredire i nostri territori dalla speculazione privata appoggiata dalle istituzioni! Fermeremo chi vuole distruggere la salute e il territorio!

Coordinamento contro l'inceneritore di Albano
 
 
 

Berlusconi e Dell'Utri nel 1974 incontrarono il capo dei capi di Cosa Nostra: altro che Spatuzza ...

 
Quel che c'è da sapere prima di Spatuzza
 
IL FATTO QUOTIDIANO   -   9 dicembre 2009   pag. 10

Chi si scandalizza per le dichiarazioni di Spatuzza, chi attende col fiato sospeso quelle eventuali dei fratelli Graviano, chi si domanda "perché proprio ora?", chi invoca "i riscontri" ad accuse tanto "inverosimili", non sa che da 15 anni decine di mafiosi pentiti e di semplici testimoni hanno parlato dei rapporti fra Dell'Utri, Berlusconi e Cosa Nostra. E che le loro parole sono già state riscontrate da indagini accurate e documenti inoppugnabili. Di più: le parole scritte dal Tribunale di Palermo che nel 2004 ha condannato Marcello Dell'Utri a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa fanno impallidire quelle dell'ultimo pentito. Il quale si limita ad aggiungere un paio di tasselli a un mosaico già più che completo.
Purtroppo quel processo, diversamente da quelli di Cogne, Erba, Perugia e Garlasco, nessuno l'ha mai raccontato in tv e nemmeno i mafiologi dei giornali che oggi si svegliano con 15 anni di ritardo. Ci provarono Luttazzi, Biagi e Santoro nel 2001, infatti furono epurati dalla Rai proprio per evitare che informassero i cittadini elettori del processo più importante d'Italia e più oscurato del mondo.
Oggi le parole di Spatuzza cadono in quel vuoto informativo accuratamente studiato a tavolino e appaiono come funghi cresciuti nel deserto, calunnie di un pazzo o di un pentito prezzolato che ha deciso di infangare l'immacolata reputazione del premier e del suo braccio destro.
"Il Fatto" ha deciso di riempire quel vuoto pubblicando in due puntate ampi stralci della sentenza Dell'Utri. Nella prima di oggi si raccontano i rapporti fra i fondatori di Forza Italia e Cosa Nostra negli anni Settanta e Ottanta. Domani sarà la volta degli anni Novanta: la "stagione politica", dominata anche secondo i giudici dai fratelli Graviano.
 
p.g. e m.t.
 
 
Il link alla prima parte del dossier del "Fatto Quotidiano" (in pdf):
 
 
 

19 dicembre 2009, manifestazione No ponte di Messina: adesione del Movimento No TAV Valsusa

I NOTAV della Val di Susa aderiscono alla manifestazione del 19 dicembre 2009 a Villa S.Giovanni

A Dicembre di quattro anni fa si apriva in Val di Susa una nuova fase della resistenza NOTAV: dopo oltre un mese di militarizzazione del territorio le cariche e le violenze della polizia, che dovevano consentire l'apertura del primo cantiere, invece di fiaccare l'opposizione popolare l'avevano resa più forte e determinata e a tutt'oggi nessun cantiere è stato aperto.
Nel quadro delle iniziative organizzate dal movimento NOTAV per ricordare quei giorni e per discutere del futuro si è tenuto a Villar Dora (in Val di Susa) il 7/12/09 un affollato incontro/assemblea su: "Sicurezza dei territori, emergenze e grandi opere" al quale hanno partecipato rappresentanti della Rete NO Ponte di Messina e del comitato 3.32 de L'Aquila.
Ancora una volta è emerso come prevalga ovunque la stessa logica: a L'aquila, a Giampilieri, in Val di Susa e ovunque la tutela del territorio e i diritti dei cittadini sono sempre sacrificati sull'altare degli interessi delle grandi lobbies economiche e finanziarie. Ai bisogni reali non viene data alcuna risposta mentre grandi opere inutili vengono imposte contro la volontà dei cittadini che ne subiscono soltanto gli effetti devastanti.
Grandi risorse vengono sottratte alla collettività per finanziare grandi progetti che non hanno alcuna utilità sociale e servono soltanto a chi li realizza ricoprendo il territorio di cemento e prosciugando le sorgenti idriche. Le emergenze diventano occasione per imporre nuove regole che annullano gli ormai esigui spazi di democrazia e partecipazione.
Il ponte sullo stretto come il TAV Torino-Lione sarà pure un sogno per i pochi che non possono confessare le vere ragioni che muovono i loro interessi, ma non devono diventare un incubo per tutti noi che di ragioni ne abbiamo da vendere e non abbiamo nulla da nascondere.
Per queste ragioni la proposta di aderire alla manifestazione di Villa S. Giovanni, presentata nel corso dell'incontro di Villar Dora è stata salutata da un grande applauso: NO al TAV Torino-Lione, NO al ponte sullo stretto.

Movimento NOTAV