Il sindacato RDB-CUB aderisce alla manifestazione NO tunnel TAV del 28 novembre 2009 a Firenze

 
IL TUNNEL SOTTO FIRENZE
UNA GRANDE  OPERA INUTILE , DANNOSA E COSTOSISSIMA
 
Una città trasformata, per un tempo indefinito, in un immenso e inquinante cantiere per la realizzazione di una  colossale opera: il sottoattraversamento TAV del territorio fiorentino, dai costi esorbitanti ed estremamente rischioso per la stabilità del suolo e l'equilibrio idrogeologico. 
Il sistema delle "grandi opere" si abbatte inesorabile su Firenze, negando ogni confronto pubblico su un progetto alternativo al sottoattraversamento, infinitamente meno costoso ed impattante e dai tempi di realizzazione contenuti.
 
Nelle nostre città,  il degrado sociale e ambientale ha oramai raggiunto livelli intollerabili,  i servizi pubblici continuano a diminuire in quantità e qualità,  il livello di vita degli abitanti si comprime drasticamente di pari passo con una diffusa insicurezza economica, mentre il dilagare della precarietà rende sempre più effimera ogni prospettiva di lavoro.
 
Nonostante ciò, i politici destinano enormi  risorse di denaro pubblico per la costruzione di opere tanto inutili quanto costose, quasi sempre contrarie alla volontà e alle esigenze reali dei territori e dei cittadini, sottraendole a impellenti necessità di carattere sociale e ambientale, quali l'assistenza sanitaria, la scuola, la casa, gli ammortizzatori sociali, l'amministrazione della giustizia, il trasporto pubblico locale…ecc.
 
Il nefasto sistema delle "grandi opere", una sicura catastrofe per l'ambiente e per la collettività, ma un bengodi per coloro che se ne spartiscono la torta: il pool d' imprese di progettazione e costruzione, e le banche che  forniscono il denaro per costruirle, ricavando  ingenti guadagni sugli interessi dei prestiti allo Stato , futura  voragine  del bilancio pubblico.
 
Grande è la mistificazione, operata  anche da quei sindacati che appoggiano in maniera compatta la costruzione delle grandi opere, sulle promesse di crescita generale dell'economia  e dell'occupazione. In realtà a crescere sono solo i vertiginosi guadagni dei gruppi imprenditoriali interessati e il conseguente carico dei debiti dello Stato. mentre esigue sono le ricadute occupazionali,  in gran parte riguardanti lavoratori esterni alle località dove le opere vengono costruite.
 
Opere sovente eseguite in appalto ed in subappalto, concernenti mansioni di basso livello, temporanee e non adeguatamente retribuite, svolte  in ambienti disagiati con gravi rischi per la salute e l'incolumità degli occupati, a causa della sistematica inosservanza  dei loro diritti e delle norme di sicurezza.
 
LA RDB – CUB  IN PRIMA FILA CONTRO LO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO IN UN'OPERA COME QUELLA DELLA TAV CHE SI PREFIGURA ALTAMENTE NOCIVA PER FIRENZE E PER SUOI ABITANTI.
 
 
INVITANO
I PROPRI ADERENTI  A PARTECIPARE NUMEROSI ALLA
MANIFESTAZIONE CITTADINA
contro il progetto di sottoattraversamento AV di Firenze
SABATO 28 NOVEMBRE 2009
PARTENZA DA PIAZZA S. MARCO ALLE ORE 15,30

 

Urbanistica a Firenze: i casi di Viale Gramsci e Via Castelli già segnalati grazie allo "Sportello SOS Territorio"

 
perUnaltracittà - Gruppo Consiliare Comune di Firenze Grazie allo "Sportello SOS Territorio" di perUnaltracittà
Urbanistica: i casi di viale Gramsci e via Castelli erano già stati segnalati
A lavorare alle segnalazioni è un gruppo di urbanisti volontari. Rispondono su
perunaltracitta@comune.fi.it o allo 055/2768335


"Le voci, le segnalazioni e le denunce che provengono dal territorio, da cittadine e cittadini che hanno a cuore l'integrità dei luoghi in cui vivono, sono state finora trattate con sufficienza ed arroganza da parte degli amministratori. Dopo pochi giorni dall'attivazione dello "Sportello SOS Territorio" al nostro gruppo sono giunte diverse segnalazioni di situazioni critiche. Le abbiamo subito depositato presso la commissione urbanistica che deve svolgere un compito di controllo delle pratiche in itinere dopo il terremoto Quadra.  Due di queste segnalazioni hanno avuto una conferma negli avvenimenti delle ultime ore. In viale Gramsci cresce la discussione sulla demolizione di un edificio progettato dall'arch. Spadolini, ultima vittima della logica del massimo profitto. Intanto a Poggio Imperiale frana mezza collina, dove imponenti scavi in zona instabile dovevano preparare la costruzione di una quindicina di appartamenti e un parcheggio interrato. Da mesi i cittadini avevano segnalato l'incongruenza di un intervento che devasta un angolo bellissimo di Firenze, naturalmente inascoltati. Ora la loro segnalazione è depositata presso la commissione urbanistica, che dovrà occuparsene con la massima sollecitudine, verificando i presupposti stessi di ammissibilità di un progetto che già ha provocato un disastro." Lo ha detto la capogruppo Ornella De Zordo commentando i fati di queste ore.

"Lo Sportello nasce per dare voce a quai cittadini che vedono consumare irregolarità urbanistiche sul territorio e che nel passato si sono scontrati contro il "Sistema Quadra" smantellato dalla magistratura poche settimane fa", ha continuato De Zordo. "E proprio i casi di viale Gramsci e di via Castelli erano stati segnalati dal nostro gruppo consiliare alla competente commissione urbanistica. Non ci fermiamo qui. Alla Commissione urbanistica abbiamo già segnalato altri casi e altri ne segnaleremo in futuro. L'urbanistica fiorentina deve necessariamente tornare in un alveo di legalità, pena la devastazione di un territorio tra i più apprezzati al mondo."

Lo "Sportello SOS Territorio" è stato lanciato da perUnaltracittà nelle settimane scorse. I dubbi sollevati dai cittadini vengono raccolti ed esaminati da un gruppo di urbanisti che su base volontaria si sono appositamente prestati all'iniziativa. "Si tratta di uno strumento che non vuole certo sostituirsi all'operato della magistratura – ha spiegato De Zordo – ma che ha l'obiettivo, attraverso il raccordo fra i cittadini ed alcuni tecnici, di instaurare un contatto forte con l'intera realtà del territorio fiorentino". Un'azione che consente di mettere in luce eventuali irregolarità, ipotizzati abusi edilizi, situazioni poco chiare nella gestione dell'edilizia. "La trasparenza nella gestione urbanistica di questa città - ha concluso Ornella De Zordo -  è stata la grande assente degli ultimi anni. E' per questo necessario che la cittadinanza si mobiliti".

Chiunque volesse effettuare una segnalazione può scrivere all'indirizzo
perunaltracitta@comune.fi.it, o telefonare allo 055/2768335.

 

Il Coordinamento dei Comitati NOTAV della Val di Susa, Val Sangone e Torino aderisce alla manifestazione di Firenze

 
IL COORDINAMENTO DEI COMITATI NOTAV DELLA VAL DI SUSA, VAL SANGONE E TORINO ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DI FIRENZE

Ai comitati promotori della manifestazione di Firenze

Il movimento NOTAV della Val di Susa condivide gli obiettivi della manifestazione del 28 Novembre 2009 a Firenze contro il progetto di sottoattraversamento TAV della città.
Le ragioni di chi si oppone a quest'opera sono le stesse ragioni che vede la Val di Susa dire NO al TAV Torino-Lione, a cominciare dal grande sperpero di danaro pubblico per opere inutili e dannose.
Anche a Firenze, come in Val di Susa il partito trasversale del cemento e del tondino rifiuta soluzioni alternative: in Val di Susa è stato dimostrato che l'attuale linea ferroviaria è in grado di rispondere ampiamente alla domanda di traffico nei prossimi decenni, a Firenze un progetto alternativo dimostra la fattibilità di una soluzione di gran lunga meno costosa e capace di evitare le devastazioni del sottoattraversamento.
Il Coordinamento dei Comitati NOTAV della Val di Susa, Val Sangone e Torino aderisce alla manifestazione di Firenze. Le prossime settimane ci vedranno particolarmente impegnati di fronte ai previsti sondaggi in valle e a Torino ma ci adopereremo comunque per garantire una partecipazione e scandire insieme a voi il nostro: Sarà dura!

Condove, 18 Novembre 2009
 
 

Eutelia, manifestazione dei lavoratori di fronte a Palazzo Chigi

 
COSÌ EUTELIA RIESCE A STANARE PALAZZO CHIGI
Parte la trattativa con Gianni Letta Bersani e Di Pietro nel corteo
di Beatrice Borromeo

IL FATTO QUOTIDIANO  -  18 novembre 2009  pag. 9

Ieri è arrivata la prima buona notizia per i diecimila lavoratori di Eutelia che sono scesi in piazza per protestare contro i licenziamenti: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha ricevuto una delegazione a Palazzo Chigi e ha fissato per il 27 novembre un incontro con azienda, sindacati e dipendenti per cercare di risolvere la crisi.
Con la manifestazione romana di ieri (8-10 mila lavoratori del gruppo Omega in corteo) e quella della Cgil di sabato scorso, la vicenda di Eutelia è diventata un caso nazionale. "Si sono accorti di noi, speriamo che non sia troppo tardi", dice Mirco, che al collo ha un cartello con su scritto "Omega, licenziato numero 192". Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, condivide la preoccupazione: "Queste persone sono nelle mani di imprenditori che stanno rubando i soldi lasciando l'azienda spolpata. Presto non resterà più nulla da salvare".
I fatti ormai sono noti: secondo le accuse dei sindacati e dei dipendenti, Omega è un'azienda "killer" che acquisisce personale per tenerlo fermo mirando a fallire per non pagare le liquidazioni. Del gruppo fanno parte oltre diecimila operatori, la maggior parte dei quali non riceve lo stipendio da agosto. Tutti rischiano il posto e 1192 di loro hanno ricevuto la lettera di licenziamento (a soli cinque mesi dall'acquisizione da parte di Omega del loro ramo di azienda). Ha sfilato in corteo anche il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani: "La vicenda Eutelia è inaccettabile. Si tratta di un settore (quello dell'informatica) in espansione. Invece oscuri meccanismi e scatole cinesi mettono in pericolo il posto di lavoro di queste persone". La soluzione? Per Bersani è indispensabile che il governo "prenda in mano la situazione e imponga, al più presto, l'amministrazione controllata". Lo stesso chiedono i dipendenti, che non vogliono più sentire parlare della proprietà né di Eutelia (la famiglia Landi), né di Omega, che secondo loro sono complici. I contatti con Letta li stabilisce il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, alle 9 e 30 di ieri mattina, telefonandogli in viva voce dal centro del presidio. I lavoratori, raccolti attorno all'obelisco di piazza Esquilino, cominciano la marcia verso Palazzo Chigi. Ci sono i dipendenti di Agile, di Phonemedia, di Eutelia. Tutti acquisiti da Omega e lasciati senza stipendio. "Stiamo così da tre mesi" – dice una donna ai politici presenti nel corteo – "voi dove eravate?". Ci sono anche l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano e la deputata Pd Marianna Madia.
Ad attirare l'interesse nazionale sullo scandalo dei licenziamenti mascherati è stata l'irruzione di Samuele Landi, ex amministratore delegato di Eutelia, nello stabilimento occupato. Armato di 'piedi di porco' e guardie private, Landi (il suo soprannome è "Capitan Uncino") ha cercato – come ha spiegato al Fatto –, di "sgomberare Eutelia per difendere i diritti degli imprenditori contro i lavoratori", e con questo obiettivo è intenzionato a scendere in politica. "Landi – commenta Bersani – ha un bel coraggio. Fa paura pensare che una realtà aziendale così importante finisca in mano a queste persone". Dalla piazza ci tengono a chiarire che quella di Eutelia non è la storia di una crisi, ma di uno scandalo, di una truffa. Di Pietro: "Questa è un'appropriazione truffaldina dei vostri Tfr e delle vostre vite". 54 milioni di euro è la cifra cui ammontano i trattamenti di fine rapporto che Eutelia avrebbe dovuto pagare ai suoi lavoratori, se li avesse licenziati. Vendendo il ramo d'azienda Agile a Omega in cambio di un prezzo – come dice Landi – "simbolico", Eutelia ha evitato di pagare.
La regia, secondo la piazza, è della banca Monte de' Paschi di Siena: "Questo istituto – spiega Gianni Seccia della Fiom – è il principale creditore di Eutelia, che è esposta nei confronti di Monte de' Paschi, guarda che coincidenza, proprio per 54 milioni di euro". La Monte de' Paschi, in un comunicato, contesta l'entità del credito (dicendo che ammonta a 27 milioni) e ribadisce l'assoluta estraneità alle scelte aziendali di Eutelia, specificando di essere solamente un suo finanziatore. Così lo striscione in testa al corteo, stretto nelle mani di sole donne: "Eutelia, Monte dei Paschi, Mediaset, loschi affari sulla pelle dei lavoratori". Il sindacalista Fabrizio Potetti spiega la protesta contro Mediaset: "Eutelia entra nella battaglia sulle televisioni tra Berlusconi e Murdoch. Mediaset, per competere con Sky, vuole accelerare lo sviluppo dell'Internet tv. Quindi le serve l'infrastruttura. Eutelia possiede circa 13 mila chilometri di fibra ottica che Mediaset potrebbe utilizzare per far viaggiare i propri contenuti. Ora, con duemila dipendenti in meno, Eutelia è molto più appetibile perché ha bilanci più leggeri". Di Pietro spiega così la pigrizia del governo nell'affrontare lo scandalo Eutelia: "Berlusconi ha un forte interesse nell'informatica. Ecco perché Palazzo Chigi non si muove. É l'ennesima conseguenza del conflitto d'interessi del presidente del Consiglio".

 
NON É LA CRISI CHE HA PRODOTTO IL DISASTRO
di Furio Colombo

IL FATTO QUOTIDIANO  -  18 novembre 2009  pag. 9

Se vi aggirate in piazza dell'Esquilino a Roma la mattina di lunedì, tra la folla di uomini e donne che si prepara al corteo con le bandiere sindacali (Cgil, Cisl), i fischietti, il megafono, provate un senso si spaesamento. Dove siamo? Chi sono queste persone? Di quale parte o episodio della crisi stiamo parlando? Questa infatti è una folla diversa. C'è un aria di buoni studi, di competenza professionale, ti raccontano fatti e cifre, non lamentele. Molti, scherzosamente, si salutano in inglese. Ma non come parodia di un film. Piuttosto, sembra di capire, come pratica quotidiana. Questi uomini e queste donne con le bandiere e i fischietti che stanno per iniziare una delle tante marce sindacali, ovvero difesa estrema del lavoro, per le strade di Roma, sono ciò che resta di un personale di alto livello, invidiato dall'Europa, selezionato con cura presso buone scuole anche all'estero. Sono i tecnici formati da quel personale nel clima libero e intelligente della competenza. Non ti parlano del lavoro che facevano. Ti parlano del lavoro che fanno. Informatica e gestione di sistemi di programmazione fondati su preparazione, esperienza, tempi lunghi. Ti raccontano che questo lavoro ha come committenti (committenti del presente, non del passato, clienti che aspettano mentre i lavoratori marciano), lo Stato, la polizia, la Camera e il Senato, il comune di Roma, amministrazioni regionali, privati di grandi dimensioni, le cooperative. Ti parlano del loro lavoro che, tranne questa mattina, continuano a fare come se la loro fosse un'azienda normale, in un paese normale, dove il governo tutela le imprese di valore, invece di fare la reclame a se stesso. Serve se vi dico che l'azienda si chiama Eutelia, che discende dalla Bull, che discende dalla Olivetti, che è un ramo dismesso di un grande centro di eccellenza che era tutto il settore elettronico e informatico di Adriano e di Roberto Olivetti? Serve perché è giusto ricordare quel tempo in cui imprenditori come Adriano Olivetti lavoravano per approntare un futuro italiano di qualità mondiale. É nata allora, in quell' azienda l'informatica italiana e una costellazione di aziende con personale di livello internazionale. Dunque perché questa crisi? Perché aziende specialistiche come Eutelia vengono impunemente vendute e svuotate da proprietari sempre più opachi, coperti da prestanome, senza che si possa controllare il senso di ciò che accade, senza che nessuno voglia saperlo. E ciò produce il disastro. Restano il prestigio, il lavoro, i clienti, il personale specializzato di alto valore. Ma non c'è più l'azienda. Ecco un delitto tra i più gravi di Berlusconi, dei suoi ministri, della loro vuota politica della pubblicità di se stessi. É un governo che ha trasformato il futuro italiano in un incubo.
 

Siena, sabato 21 novembre 2009: manifestazione contro l'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano

COMITATO CONTRO L'AMPLIAMENTO DELL'AEROPORTO DI AMPUGNANO - SIENA
NO ALL'AMPLIAMENTO DELL'AEROPORTO DI AMPUGNANO

Sabato 21 novembre 2009
Manifestazione a Siena
Torniamo a manifestare per difendere la nostra terra
Ritrovo:  La Lizza ore 15,00
Il corteo si concluderà in Piazza Indipendenza


No Berlusconi Day: PerUnaltracittà aderisce

 
perUnaltracittà - Gruppo Consiliare Comune di Firenze
Comunicato stampa  -  Firenze, 18 novembre 2009

No Berlusconi Day. Saremo in piazza il 5 dicembre
perUnaltracittà aderisce e invita a partecipare alla giornata nata su internet

Il gruppo consiliare perUnaltracittà, aderisce, promuove e invita a partecipare al No Berlusconi Day del 5 dicembre prossimo a Roma. L'obiettivo è quello di contrastare l'operato del governo guidato da Silvio Berlusconi in assenza di una seria e coerente opposizione parlamentare.

La manifestazione nazionale è nata spontaneamente su internet grazie ad alcuni bloggers. E' poi decollata grazie a singoli cittadini, a gruppi e associazioni della societa civile che rifiutano qualsiasi strumentalizzazione partitica. E questa è una modalità che ci convince ed è anche per questo che abbiamo aderito all'iniziativa e ci impegneremo a far sì che più persone possibili vi partecipino. L'azione di Berlusconi è eversiva, va quindi fermata grazie a coloro che credono ancora alla democrazia e ai valori costituzionali.

Per informarsi e partecipare al No Berlusconi Day del 5 dicembre sono attivi il sito
http://www.noberlusconiday.org e anche molti gruppi si facebook. A Firenze saranno organizzati dei pulmann: venerdì 20, sabato 21 e giovedì 26, dalle ore 10.00 alle 19.00 in piazza San Marco gli organizzatori saranno presenti con un banchetto informativo.

 

No Berlusconi Day: PerUnaltracittà aderisce

 
perUnaltracittà - Gruppo Consiliare Comune di Firenze
Comunicato stampa  -  Firenze, 18 novembre 2009

No Berlusconi Day. Saremo in piazza il 5 dicembre
perUnaltracittà aderisce e invita a partecipare alla giornata nata su internet

Il gruppo consiliare perUnaltracittà, aderisce, promuove e invita a partecipare al No Berlusconi Day del 5 dicembre prossimo a Roma. L'obiettivo è quello di contrastare l'operato del governo guidato da Silvio Berlusconi in assenza di una seria e coerente opposizione parlamentare.

La manifestazione nazionale è nata spontaneamente su internet grazie ad alcuni bloggers. E' poi decollata grazie a singoli cittadini, a gruppi e associazioni della societa civile che rifiutano qualsiasi strumentalizzazione partitica. E questa è una modalità che ci convince ed è anche per questo che abbiamo aderito all'iniziativa e ci impegneremo a far sì che più persone possibili vi partecipino. L'azione di Berlusconi è eversiva, va quindi fermata grazie a coloro che credono ancora alla democrazia e ai valori costituzionali.

Per informarsi e partecipare al No Berlusconi Day del 5 dicembre sono attivi il sito
http://www.noberlusconiday.org e anche molti gruppi si facebook. A Firenze saranno organizzati dei pulmann: venerdì 20, sabato 21 e giovedì 26, dalle ore 10.00 alle 19.00 in piazza San Marco gli organizzatori saranno presenti con un banchetto informativo.

 

Pendolari del Valdarno condannati dall'Alta Velocità

 
COMITATO PENDOLARI VALDARNO DIRETTISSIMA

COMUNICATO STAMPA  -  Figline Valdarno, 17 novembre 2009

IL COMITATO ALLA COMMISSIONE TRASPORTI DELLA PROVINCIA DI AREZZO: «PENDOLARI DEL VALDARNO CONDANNATI DALL'ALTA VELOCITA'». DA DICEMBRE PREVISTI NUOVI DISAGI CON IL NUOVO ORARIO.

«Dal 13 dicembre con il nuovo orario ferroviario ci saranno nuovi disagi per i pendolari del Valdarno e di Arezzo, perchè l'incremento dei Frecciarossa cambierà gli orari dei treni regionali sulla linea direttissima Roma-Firenze, ma un peggioramento radicale si avrà fra un anno, nel 2011, con l'arrivo dei treni veloci dei privati Montezemolo-Della Valle e la probabile deviazione dei regionali dalla direttissima alla linea lenta del Valdarno». Lo ha detto Maurizio Da Re, portavoce del 'Comitato Pendolari Valdarno Direttissima', durante l'audizione odierna presso la Commissione Consiliare Trasporti della Provincia di Arezzo, riferendosi ai nuovi e diversi orari dei treni dell'Alta Velocità, scaricabili da ieri dal sito di Ferrovie, che porteranno a cambiare gli orari dei treni dei pendolari, con conseguenze da verificare e prevedibili disagi, specialmente nelle ore pomeridiane.
Ad esempio le partenze da Firenze S.M.Novella dei Frecciarossa e dei Frecciargento verso Roma saranno al minuto "10" o "40", così come le partenze da Campo di Marte saranno prevalentemente al minuto "27", condizionando e modificando le partenze dei regionali dei pendolari per Roma o per Foligno, finora al minuto "13" da S.M.Novella. «E poi c'è sempre il rischio di sovrapposizioni e interferenze sulla direttissima fra treni veloci e regionali - precisa Da Re - come già accade da tempo e in questi casi ha sempre la meglio il Frecciarossa, con la precedenza sul regionale».
Il Comitato dei Pendolari è preoccupato anche dallo studio di fattibilità che Ferrovie farà entro il 2010 sulla tratta veloce Figline-Firenze, per aumentarne la capacità. «E' difficile sperare che su un tratto della direttissima i Frecciarossa possano rallentare la velocità in modo da ridurre il distanziamento fisico dai treni regionali - sottolinea Maurizio Da Re - è più facile, purtroppo, pensare a una cosidetta "riqualiificazione" della linea lenta del Valdarno (per Pontassieve), con l'aggiunta di nuovi binari in prossimità delle varie stazioni. Così si devierebbero sulla lenta gli attuali treni regionali diretti a Firenze - conclude Da Re - condannando definitivamente i pendolari del Valdarno e di Arezzo a tempi di percorrenza e di viaggio più lunghi».
 
 

Roma, 5 dicembre 2009: No Berlusconi Day


SALVIAMO L'ITALIA, SALVIAMO LA DEMOCRAZIA. BERLUSCONI DIMETTITI.

ILTESTO DELL'APPELLO

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto "Fair Play" di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori.
Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali - come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra "una dittatura" - e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell'ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.
Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi.
Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.
 

COMITATO 'NO BERLUSCONI DAY'

Primi firmatari: San Precario* (blogger), Franca Corradini (blogger), Tony Troja (blogger e musicista), Giuseppe Grisorio (blogger e precario pa), Elisabetta Simonti (precaria scuola), Massimo Zesi (blogger), Franco Lai* (blogger), Riccardo Lenzi (blogger), Donald Mezmeric, Giovanna De Simone, Rosario Rammaro, Michele Ognibene, Maria Grassi, Francesco Tasso, Valentina Turri, Silvia dello Russo, Massimo Clike (blogger), Matteo Marchesotti (blogger), Pierpaolo Pedicini (blogger), Francesca Mascaro, Paolo Palmacci (blogger)
 
 
 

Sabato 28 novembre 2009 manifestazione NO tunnel TAV a Firenze

 
MANIFESTAZIONE CITTADINA
contro il progetto di sottoattraversamento TAV di Firenze

SABATO  28 NOVEMBRE 2009
Firenze, Piazza San Marco
ORE 15.30

No a questo progetto di sottoattraversamento TAV di Firenze!
Sì ad un confronto partecipato tra LE VARIE SOLUZIONI ALTERNATIVE!
Fermiamo subito i lavori dei cantieri in attesa che la soluzione dell'Alta Velocita' a Firenze sia trovata!

Il progetto di sottoattraversamento TAV di Firenze sembra andare avanti nonostante tutti i rischi e i problemi tecnici/ambientali non risolti. In particolare è ormai di dominio pubblico che
- l'impatto con la falda idrica sarà molto importante
- i rischi di subsidenze (cedimenti del terreno) in fase di scavo sono ormai sicuri
- le garanzie per le case dei cittadini sono evanescenti, specie dopo l'esperienza di altre città come Bologna
- i rischi di inquinamento derivanti dai cantieri sono molto alti
- l'eventuale spostamento della stazione dall'area dei Macelli al sottosuolo della Fortezza da Basso non cambia molto lo scenario disastroso attorno a questi tunnel
- i costi dell'opera, con le prescrizioni dell'Osservatorio Ambientale, andranno fuori da ogni controllo
- i benefici di quest'opera saranno minimi e si vedranno solo al suo complemento, cioè tra almeno 15 anni
 
Per questo cittadini, comitati e associazioni hanno deciso di scendere in piazza per chiedere a tutti gli amministratori che quest'opera sia abbandonata e che il passaggio dell'Alta velocità da Firenze sia completamente rivisto.
Invitiamo tutta la cittadinanza e le forze politiche e sociali a partecipare a questo appuntamento molto importante per la nostra città.

CONSULTA TAV (Coordinamento di Comitati, Associazioni e Cittadini contro il progetto di sottoattraversamento TAV di Firenze)
 
Per adesioni:
notavfirenze@gmail.com
338 3092948
 

TAV Firenze - Bologna: inquietante silenzio delle autorità sui rischi per la sicurezza

 
Associazione di volontariato Idra
Tel. e fax 055.233.76.65;  e-mail idrafir@tin.it


COMUNICATO STAMPA  -  Firenze, 12.11.'09
 
 
TAV, sicurezza fra Firenze e Bologna: buio da tunnel. Idra denuncia: inquietante opacità informativa!
 
 
Manca un mese al fatidico 13 dicembre, data in cui l'ad delle Ferrovie Mauro Moretti preannuncia l'apertura all'esercizio commerciale dei 73 km di tunnel ferroviario TAV fra Firenze e Bologna.
Ma 60 km sono apparentemente scoperti in fatto di sicurezza: manca la galleria di soccorso. Pochi e brevissimi i tratti all'aperto che attendono chi accetterà di intraprendere questo viaggio: tre gallerie ("Pianoro", "Monte Bibele" e "Raticosa") misurano 10 km o poco meno; una, la "Firenzuola" ne misura 15; la "Vaglia", 18. Solo in quest'ultima - ma limitatamente ai primi 11 km - esiste un tunnel parallelo di soccorso. In tutte le altre, i soccorsi potranno arrivare unicamente dall'alto, da discenderie che presentano pendenze fin oltre il 13% e distanze l'una dall'altra fin oltre 5 km. Sotto Monte Bibele, dove il Frecciarossa vanta il "primato mondiale di velocità in galleria" (362 km/h, segnati il 3 febbraio durante le prove), fra un accesso e l'altro ci sono ben 5887 m! Se là sotto, o da qualche altra parte nei 60 km "scoperti", succederà un deragliamento o una collisione, è inimmaginabile come, chi e che cosa sarà possibile salvare. Anche nel caso di eventi meno gravi, sembra difficile che si possa venire a capo di risultati accettabili. Ancora una volta, nella storia della TAV, l'avventatezza appare sovrapporsi al buon senso.
A chi, come Idra, tenta da mesi di ottenere informazione sulle procedure di sicurezza che si intenderebbe adottare in condizioni così proibitive, si risponde col più rigoroso silenzio. Qualche esempio.
Idra ha scritto l'8 settembre al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Firenze (che, bypassato nella progettazione del tunnel fra Vaglia e Bologna, non aveva sottaciuto 11 anni fa i propri "seri dubbi sulla rapidità ed efficacia dei mezzi di soccorso") per chiedere di quali risorse il Comando disporrebbe per fronteggiare l'evenienza di un incidente (deragliamento, collisione, incendio), o di un attentato: "di quali mezzi, di quale e quanto personale, di quante squadre dotate di autorespiratori, di quali garanzie circa l'efficienza della viabilità che porta alle finestre di soccorso e i lavori conservativi necessari ad assicurarne la corretta manutenzione". Una sola risposta, il 1 ottobre: "Tenuto conto che le informazioni richieste si riferiscono ad una infrastruttura strategica per il Paese ed interessano anche altre territori oltre alla Provincia di Firenze, (...) le stesse in data 16/09/09 sono state inoltrate al Dipartimento dei Vigili del Fuoco Soccorso Pubblico e Difesa Civile del Ministero dell'Interno".
Dopo aver vanamente tentato nelle passate settimane di ottenere un incontro coi responsabili della Protezione civile della Regione Toscana, Idra ha scritto direttamente al presidente della Giunta Claudio Martini: in attesa di una risposta, segnala di ritenere che "non sia in alcun modo accettabile rischiare di trascurare od omettere ogni possibile accertamento in materia di sicurezza dei trasporti ferroviari" dopo il disastro di Viareggio ed episodi fortunosamente non altrettanto distruttivi occorsi di recente sulla rete toscana, a San Rossore (Pisa) e a Vaiano (Prato).
Anche presso la Prefettura di Lodi, nel cui territorio di competenza è stata attuata ad aprile una simulazione di incidente in una galleria TAV, Idra ha constatato indisponibilità: senza riscontro è rimasta questa istanza del 23 settembre scorso, inviata per fax, e-mail e raccomandata: "Chiediamo di poter ricevere da voi, a titolo di documentazione, i contenuti dei piani di emergenza prospettati da Ferrovie dello Stato, le integrazioni che le autorità di protezione civile hanno suggerito o suggeriscono, i dati dei risultati della simulazione stessa".
Già a fine agosto Idra si era comunque rivolta alla Prefettura di Firenze, dopo aver appreso dell'esistenza – presso quella sede - di un tavolo di pianificazione della sicurezza in relazione all'annunciato avvio dell'esercizio del tunnel ferroviario ad Alta Velocità Bologna-Firenze: "La nostra Associazione – scriveva - ha acquisito negli anni una quantità di elementi informativi, inclusi dati progettuali ed esecutivi e rilievi di fonte istituzionale, che inducono a paventare la sussistenza di seri rischi - nell'esercizio dell'opera per come è stata realizzata - a carico dei futuri passeggeri e dei lavoratori a bordo dei treni TAV (...). Desideriamo quindi potere intervenire - o quanto meno interloquire". Nessuna replica. Eppure la materia è seria: come interpretare, chiede Idra in un ultimo appello inviato la settimana scorsa alla Prefettura di Firenze con l'elenco di tutte le porte trovate chiuse all'informazione, "questo insistito e trasversale silenzio su un tema così grave e delicato"?
Non aiuta certo a star tranquilli la notizia che l'associazione fiorentina ha ricevuto in questi giorni dal lato Emilia: l'assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Simonetta Saliera, alla richiesta di notizie sulla sicurezza e praticabilità degli accessi dei mezzi di soccorso alle discenderie delle gallerie TAV anche sul versante bolognese, fa sapere di aver scritto al Prefetto di Bologna "per ribadire la preoccupazione dell'Amministrazione Comunale di Bologna, già espressa dai nostri tecnici (...), in merito all'inaccessibilità dei mezzi di soccorso alle piazzole di emergenza delle due gallerie di interconnessione "Direttissima – Alta Velocità" e alla Galleria principale "Pianoro Nord", tutte situate in territorio di Bologna, in zona "Bastia", attraverso la rete viaria esistente" !


TAV a Firenze: un grande sperpero di denaro pubblico verso le imprese costruttrici

 
Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

COMUNICATO STAMPA   -   Firenze, 13 novembre 2009

Il Comitato contro il Sottoattraversamento AV si chiede che credibilità possono avere le istituzioni politiche toscane - dalla Regione alla Provincia fino al Comune - davanti alla vicenda TAV fiorentina che si sta dimostrando sempre di più per quel che è: cioè un grande sperpero di denaro pubblico diretto verso imprese costruttrici e le banche che le controllano.
L'esempio più evidente è quanto sta accadendo nella zona dei Macelli: si dà per certo che la stazione in quella zona non si farà, ma i lavori non solo proseguono, ma addirittura accelerano!

Alcuni cittadini che vivono vicino allo "scavalco" (in zona del Sodo) hanno riferito di alcune chiacchierate con gli operai che lavorano per le ferrovie; questi hanno detto che alcuni di loro sono stati tolti dal cantiere "scavalco" e inviati a quello dei Macelli perché "hanno paura che i lavori per la Foster siano bloccati prima della loro fine".
Diamo alle chiacchiere il valore che possono avere, ma in effetti non riusciamo a capire che senso ha continuare a costruire un cantiere che, pare sicuro, non sarà mai avviato. Ormai l'area di quello che doveva essere un parco cittadino sembra un frammento di superficie lunare.

Davanti a questo spettacolo incredibile di sperpero e di distruzione di pezzi di pregio della città riusciamo a trovare solo un motivo perché questo accada: cioè che questi lavori servono solo a trasferire risorse pubbliche (cioè prelevate dalle tasse pagate dai cittadini) nelle capienti tasche delle imprese costruttrici.
 
 

Oltre ogni limite

 
Oltre ogni limite
di Antonio Padellaro
 
IL FATTO QUOTIDIANO   -   13 novembre 2009   pag. 1
 
Noi speriamo che qualcuno lassù – Montecitorio, il Quirinale – sia stato avvertito della protesta che sale nel paese. Una tempesta di messaggi che intasano Internet e i pochi giornali di opposizione. Tutti dicono la stessa cosa: basta, è stato superato il limite. Basta con l'ennesimo provvedimento ad personam, il diciannovesimo in quindici anni. Basta con i trucchi e con il ricorso a tutti i possibili imbrogli legislativi per consentire l'impunità di un premier che se ne frega di tutto e di tutti. Basta con le leggi che per salvare uno soltanto cancellano centinaia di migliaia di processi. Assicurano la prescrizione a fior di corrotti e corruttori. E, forse, lasceranno senza giustizia le vittime di grandi tragedie del lavoro e i loro familiari. Basta con l'ingiustizia che risparmia i reati dei potenti e si accanisce sempre contro i poveri cristi. Basta con il Parlamento svilito, svuotato, usato solo per soddisfare le necessità del padrone. Basta con le istituzioni costrette a dare retta ai continui espedienti degli avvocati e legulei dell'impunito. Basta con i domestici e i ruffiani adeguatamente ricompensati con incarichi parlamentari e ministeriali ; e con gli inquisiti per camorra candidati alla guida della regione più inquinata dalle cosche e dai veleni. Basta con il disprezzo per la Costituzione e con gli incessanti tentativi di abbatterla a spallate. Possibile che una intera nazione debba essere tenuta in ostaggio da gente simile? Quali altre mascalzonate dovremo sopportare ancora? Quante umiliazioni dovrà subire la nostra povera democrazia prima che il basta di tanti e tanti arrivi lassù in alto?
 

Domenica 25 novembre 2009, incontro sull'inceneritore di Selvapiana

 
Il gruppo di acquisto BARBAGIAC di Pelago ha organizzato
 
 
UN INCONTRO INFORMATIVO SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI E SULL'INCENERITORE DI SELVAPIANA
per capire, insieme ad un gruppo di esperti, a che punto sono i lavori, quali sono le alternative alle politiche degli inceneritori e quali le pratiche per una crescente riduzione dei rifiuti
 
L'incontro si terrà
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2009 alle ORE 15.00
Presso Il Circolo ARCI di PELAGO (P.za Ghiberti 25)
 
Parteciperanno:
ROSSANO ERCOLINI,  della Rete Nazionale Rifiuti Zero
LUIGI CHEZZI e ENRICO CHIAVACCI,  del Comitato Contro l'Inceneritore
CATIA PRATESI,  dell'Associazione Val di Sieve
 
VI ASPETTIAMO !!!

 

Eutelia: «Aggressione finalizzata a cercare documenti»

 
EUTELIA Timori e sospetti di sindacati e lavoratori
«Aggressione finalizzata a cercare documenti»
di Sara Farolfi
 
IL MANIFESTO   -   12 novembre 2009   pag. 3
 
La sede Agile-Eutelia di via Bona, il giorno dopo l'aggressione, è tappezzata di ritagli di giornale. È stata necessaria un'aggressione squadristica di una quindicina di vigilantes privati assoldati e capitanati da Samuele Landi - ex amministratore delegato e attuale membro del consiglio di amministrazione di Eutelia - per portare sulle pagine dei giornali una battaglia, da mesi condotta da mesi in un assordante silenzio. Fondamentale, si dice, è stata la presenza del giornalista Rai che con le immagini riprese ha fugato ogni possibilità per Landi di opporre, a quella dei lavoratori che occupano lo stabilimento dal 28 ottobre scorso, una 'sua' versione dei fatti.
Ma a questo Landi non ha voluto rinunciare, arrivando a definire l'azione squadristica «un servizio di portierato». Di questo in effetti dovrebbero occuparsi i vigilantes della Barani Group, come viene riportato nel sito dell'agenzia. Invece all'interno dello stabilimento, i segni dell'aggressione sono visibili. Ci sono le porte sfondate a testimoniarlo, ci sono i piedi di porco utilizzati dai vigilantes e perfettamente ripresi dalla telecamera. Quali motivi abbiamo guidato un aggressione degna del peggiore squadrismo fascista - e condotta con metodi militari, con l'ex amministratore che, raccontano i lavoratori, assegnava le zone di postazione all'interno dello stabilimento - è ancora materia di sospetti più che di certezze. A partire dal fatto che la società nata ad Arezzo e che poi ha acquisito quel che restava di Olivetti si è dissociata dall'aggressione, nonostante Samuele Landi sia a tutt'oggi membro del consiglio di amministrazione della società stessa.
Lavoratori e sindacati hanno comunque tenuto a sporgere una denuncia alla magistratura in relazione al fatto che «per mezz'ora» Landi si è aggirato liberamente per i tre piani dell'azienda. La sede romana di Eutelia è uno dei cuori dell'infrastruttura telefonica della società aretina, che possiede 13 mila chilometri di fibra ottica. C'è anche una sala strategica del ministero della difesa, riservata e blindata - precisano i lavoratori - dove neppure chi ci lavora è mai entrato.
Fabrizio Potetti (coordinatore del gruppo per la Fiom) esplicita il sospetto: «Venerdì come organizzazione abbiamo depositato un ricorso in procura non solo contro la gestione di ramo d'azienda da Eutelia a Agile e Omega, ma su tutta la vicenda a partire dall'acquisizione di Bull e Getronics da parte di Eutelia». L'obiettivo potrebbe essere stato quello di recuperare qualche documento.
Landi, che sulle spalle portava uno zainetto, non era solo. Oltre alle guardie private, che non hanno esitato a spacciarsi per pubblici ufficiali, c'erano con lui il responsabile della sicurezza della sede aretina di Eutelia, c'era «una guardia del corpo personale» - ossia un amico parà del centro di paracadutismo (lo Sky Dive Tortuga) che ha sede nell'areoporto di Arezzo e che è lo stesso Landi a controllare - e c'era anche, a quanto pare, un noto investigatore privato di Arezzo.
Quanto successo ha avuto l'effetto di riportare al centro dell'attenzione Eutelia, che invece negli ultimi mesi ha fatto di tutto per dissociarsi dalle sorti di Agile, il suo ramo It svenduto a Omega (una vera scatola vuota come ha documentato ieri il manifesto). Lo nota Alfio Nicotra del Prc, che ieri è stato querelato per diffamazione da Landi, per avere trasformato, nella sua denuncia dei fatti, «un gruppo di addetti al controllo accessi, disarmati e pure miti, in 15 mazzieri travisati».
Ad Arezzo, l'inchiesta del procuratore Roberto Rossi, che ha portato al recapito di una decina di avvisi di garanzia, uno dei quali allo stesso Landi e che ipotizza varie forme di illecito penale e fiscale, si è improvvisamente fermata. Ad Arezzo, e non solo, i Landi vantano ottime conoscenze nel mondo della politica e forse per questo hanno ottenuto il silenzio che chiedevano. Giuseppe Fanfani, sindaco di Arezzo ha dato a Landi la gestione dell'areoporto cittadino. Un areoporto privato praticamente, che secondo il Piano territoriale dovrebbe chiudere, racconta ancora Nicotra, e dove invece Landi continua a gestire il suo centro di paracadutismo (il Tortuga).
Infine, una dura presa di posizione è arrivata ieri anche dalla Fiom: «Il comunicato diffuso martedì da Eutelia Agile e Omega, contiene gravissime insinuazioni e pare costruito appositamente per dare copertura all'inqualificabile atto squadristico operato nella notte nella sede romana della stessa Eutelia: la Fiom, nello stigmatizzarne la gravità, sta valutando con i propri legali le iniziative da intraprendere a tutela dell'organizzazione e dei suoi iscritti».
 
 

Alcuni articoli sull'aggressione ai lavoratori Eutelia

 
Pubblichiamo qui sotto alcuni articoli sull'aggressione ai lavoratori Eutelia avvenuta ieri a Roma. 
 
 
La strana storia della "cessione" di 2.000 lavoratori

IL FATTO QUOTIDIANO   -   11 novembre 2009   pag. 10

Il 20 giugno 2009 la società Eutelia trasferisce 2200 dipendenti altamente specializzati nella gestione di Internet ad un'altra società, la Agile. Contemporaneamente, Eutelia vende Agile a Omega. L'accusa dei dipendenti è che la cessione sia in realtà un licenziamento mascherato per evitare di pagare 54 milioni di euro di trattamenti di fine rapporto che Eutelia avrebbe dovuto sostenere se avesse liquidato direttamente i suoi impiegati. I dipendenti di Agile confluiti in Omega lamentano di non ricevere lo stipendio da agosto, e 1192 di loro hanno ricevuto una lettera di licenziamento. Varie sedi di Omega sono state occupate nelle ultime settimane. La motivazione: i 10mila lavoratori del gruppo accusano Omega di voler fallire per liberarsi del personale senza pagare la liquidazione e nemmeno i contributi. I sindacati hanno annunciato una manifestazione nazionale che si terrà a Roma il prossimo 17 novembre, per esigere gli stipendi e ottenere un tavolo col sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, dove affrontare la situazione.



VIGILANTES CONTRO I LAVORATORI DI OMEGA GUIDA IL RAID IL LORO EX AMMINISTRATORE
Manganelli e torce di ferro per sgomberare l'azienda occupata
di Beatrice Borromeo

IL FATTO QUOTIDIANO   -   11 novembre 2009   pag. 10

Ieri mattina all'alba un gruppo di vigilantes, capitanato da Samuele Landi, ex amministratore delegato di Eutelia (e attuale membro del consiglio di amministrazione), ha fatto irruzione nella sede romana di Omega. L'azienda è occupata da quattordici giorni dai dipendenti che protestano per le 1192 lettere di licenziamento che hanno ricevuto. Diventano così sempre più palesi i rapporti tra Eutelia e Omega: la prima ha ceduto l'intero ramo che si occupa di information technology, in cui lavorano duemila persone, alla società Agile, vendendola contestualmente a Omega. Disfarsi di quei lavoratori ha significato per Eutelia non pagare 54 milioni di euro di trattamenti di fine rapporto.   "Omega – dicono dal presidio – ha fatto il lavoro sporco per Eutelia".
Fino a oggi però Eutelia, quotata in Borsa, aveva negato ogni coinvolgimento con Omega e con le sorti degli impiegati. Ora non potrà più farlo, dopo che uno dei suoi più alti dirigenti ha forzato i cancelli della sede di via Bona per sgomberare un'azienda con cui, in teoria, la società di Samuele Landi non dovrebbe più avere nulla a che fare. Landi è arrivato assieme al capo dei servizi di sicurezza di Eutelia. Con loro c'erano quindici agenti privati che si sono spacciati per poliziotti: "Hanno sfondato il cancello con i piedi di porco – dice Nando, uno dei 20 lavoratori che dormiva in fabbrica – e ci hanno svegliati puntandoci le torce negli occhi. Urlavano e chiedevano a tutti i documenti per identificarci. Dicevano di essere poliziotti ed erano vestiti con uniformi simili a quelle delle forze dell'ordine. Gridavano: 'Sgomberate! Andatevene o finisce male'. Li abbiamo scambiati per agenti veri". La confusione dura qualche minuto. I vigilantes hanno delle divise nere con la scritta "Bar@ni" sul petto. "Erano le cinque e mezza del mattino, eravamo intontiti dalla forte luce che ci hanno puntato in faccia", spiega Nando. Poi qualcuno riconosce Samuele Landi, che per i dipendenti è il responsabile dell'operazione che sta costando il lavoro a duemila di loro: "In Eutelia andava tutto bene. Landi ci ha cacciati con un licenziamento mascherato, cedendoci a Omega che ci sta facendo fallire. Il giorno che ci hanno venduti è iniziato un incubo", dice Maria Pia, che non si muove dalla sede occupata. Quando i lavoratori realizzano che Landi è tra loro, la tensione cresce: "Abbiamo capito che non erano poliziotti – racconta Pierpaolo, che ha assistito alla scena – e abbiamo cercato di mantenere la calma. I vigilantes hanno fatto cerchio attorno a Landi. Sventolavano in aria piedi di porco e torce con il manico lungo 20 centimetri in ferro che di solito vengono usate come sfolla-gente". A quel punto, raccontano i venti dipendenti che si trovavano in sede durante l'irruzione, "hanno detto che se li avessimo toccati ci avrebbero ammazzati di botte, ma noi, invece di reagire, abbiamo chiamato la polizia, quella vera".
Gli agenti arrivano dopo un quarto d'ora e raggruppano i vigilantes, che i lavoratori di Omega chiamano "squadristi". Federico Ruffo, giornalista di "Crash", la trasmissione di Raitre, era presente con un cameraman che ha ripreso tutto: "Sembrava il rapimento dei desaparecidos in Argentina – racconta Ruffo – perché sono arrivati con un grande furgone, prendendo a calci le porte, in tenuta antisommossa. Mi hanno urlato: 'Tu che cazzo ci fai con la telecamera'. Le riprese sono in mano alla Digos, e Ruffo è stato convocato ieri a Montecitorio, per raccontare la vicenda. Con lui c'erano alcuni sindacalisti: "Landi è amico di Licio Gelli, è legato alla massoneria di Arezzo", hanno detto. "L'aggressione ai lavoratori di Eutelia è un gesto vergognoso, ignobile e fascista", dichiara la senatrice Patrizia Bugnano, capogruppo dell'Idv nelle commissioni Industria e infortuni sul lavoro. La Bugnano aggiunge: "Ci auguriamo che i responsabili siano immediatamente perseguiti. Prendersela con chi protesta perché da mesi è senza stipendio e rischia il posto di lavoro è da infami".
Samuele Landi viene scortato dalla polizia in commissariato, identificato e poi rilasciato. I sindacati hanno comunque presentato denuncia penale nei confronti di Landi, che risulta già indagato, insieme con suo fratello, Raimondo Landi (vicepresidente di Eutelia), dalla procura di Arezzo per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita. A protestare non sono solo i dipendenti di via Bona, ma circa diecimila lavoratori del gruppo in tutt'Italia. Molti lamentano di non ricevere lo stipendio da agosto, non trovano referenti aziendali con cui parlare, non hanno garanzie per il futuro. Tutti si sentono a rischio licenziamento. Nell'ultima settimana sono state occupate le sedi Omega di Ivrea, Torino, Pregnana milanese, Roma e Bari. Il 17 novembre i lavoratori del gruppo scenderanno in piazza per chiedere stipendi e risposte.



Raid dei vigilantes nella fabbrica occupata
Guidati dall´ex amministratore delegato di Eutelia, si fingono poliziotti per sgomberare
I dipendenti chiamano i veri agenti che portano i protagonisti del raid in questura
di Luisa Grion

LA REPUBBLICA   -   11 novembre 2009   pag. 20

ROMA - Si è calato un berretto in testa, ha ingaggiato una quindicina di vigilantes e spacciandosi per poliziotto ha fatto irruzione nella sua ex azienda per buttar fuori i dipendenti in occupazione. «Polizia, fuori i documenti», torce puntate negli occhi, urla e ordine di sgomberare: erano le cinque e venti di ieri mattina quando Samuele Landi, ex amministratore delegato dell'Eutelia - impresa che nel giugno scorso è stata in gran parte ceduta al gruppo Agile-Omega - ha deciso di «riprendersi» la ditta entrando con un piede di porco negli uffici al pianterreno. I dipendenti dell'azienda di servizi informatici e tlc - in occupazione da fine ottobre, destinatati di un «licenziamento collettivo» e da tre mesi senza stipendio - ci hanno messo un pò a capire che quelli che avevano davanti non erano affatto poliziotti, ma semplici vigilantes della «Barani group servizi di security». Che i due uomini che li accompagnavano erano colleghi della sede di Arezzo (uno dei quali, responsabile della sicurezza) e che il ragazzone che li guidava altri non era che il loro ex capo. Lo stesso Samuele Landi che fino a qualche giorno fa da una foto sul blog per paracadutisti «Sky dive tortuga» sorrideva con un coltello fra i denti e un cappellino con teschio in testa. Si faceva chiamare «Capitan Uncino» e in azienda non disdegnava il pungo duro: lista scritta dei dipendenti che si concedevano troppe pausa sigaretta, licenziamenti - poi rientrati con articolo 28 - di un paio di delegati sindacali. Appena i venti occupanti hanno capito che si trattava proprio di lui, hanno chiamato la polizia che l'ha portato in questura per dare spiegazioni sull'irruzione «mascherata». Ci sono anche le prove visive dell'aggressione: un filmato girato da un giornalista della Rai Educational che si trovava sul posto per effettuare un servizio sull´occupazione.
E infatti da qualche mese che in azienda le cose non vanno per niente bene: fra i primi atti dell'Agile-Omega c'è stato il licenziamento di 1200 dipendenti, fra i quali 280 dei 480 della sede di Roma. Il cambio di proprietà ha coinciso con una crisi che i lavoratori - quasi tutti quadri fra i 45 e i 50 anni e con uno stipendio medio di 2 mila euro circa - assicurano non essere legata alla domanda, ma «alla gestione di una proprietà che intende speculare e non ha alcuna intenzione d'investire». Quella che oggi è la Agile-Omega offre servizi a grandi committenti: vista la situazione molti se ne sono già andati. Hanno disdetto i loro contratti il Comune di Roma e le Regioni Toscana e Puglia. L'occupazione continua: tutti i sindacati, questa volta uniti, condannano la violenta aggressione e chiedono l'apertura di un tavolo a Palazzo Chigi che possa salvare il salvabile. La Fiom-Cgil annuncia uno sciopero per il 17 novembre. Condanna netta è arrivata anche dal Pd, dall'Italia dei valori e dalla sinistra radicale. L'azienda dà la sua versione del blitz: il gruppo Agile-Omega si dichiara estraneo ai fatti pur definendo l'occupazione «immotivata». Eutelia, l'azienda dei Landi, commenta in una nota che «questo è il deprecabile epilogo di una situazione gravissima», ma che la lotta dei dipendenti "ceduti" «non ha nulla a che fare con una pacifica occupazione».



"Urlavano e ci minacciavano: via da qui"
Gli occupanti dopo il blitz dei vigilantes all´ex Eutelia: "Ma noi non ci arrendiamo"
di Daniele Autieri

LA REPUBBLICA edizione ROMA   -   11 novembre 2009   pag. II

Quando una squadra di quindici uomini, in piena notte, scardina con i piedi di porco i cancelli della sede di Agile (ex Eutelia) sulla Tiburtina, Nando è lì dentro, insieme agli altri. Romano, 55 anni, è uno dei dipendenti del gruppo che da 13 giorni occupano la società per protestare contro i 1.200 licenziamenti annunciati. «Ci hanno presi nel sonno - racconta -. Urlavano, dicevano di essere della polizia. Poi ci hanno chiesto i documenti puntandoci in faccia le torce e minacciandoci».
In realtà, però, i quindici guastatori non appartengono alle forze dell'ordine, ma alla Berani Group, agenzia di sicurezza privata. E non si muovono da soli: a guidarli c'è Samuele Landi, membro di spicco della famiglia proprietaria di Eutelia ed ex ad. La passione di Landi per l'azione la raccontano i suoi dipendenti: soprannominato "Capitan Uncino", Samuele Landi è presidente e comandante in capo dello Skydive sport center Tortuga di Arezzo, e ha alle spalle 1.900 lanci col paracadute. La sua ultima azione però è finita in questura per l'intervento delle forze dell'ordine, arrivate venti minuti dopo la retata. «Cercavano lo scontro - racconta Nando - ma noi fortunatamente non abbiamo reagito fino all'irruzione della polizia. A quel punto la situazione si è calmata e Landi è stato portato in questura».
I lavoratori sono rimasti lì. Il vero pericolo però non è ancora scampato e si chiama licenziamento. «Se non interviene la presidenza del Consiglio - spiega Alessandra Carnicella, che ha interrotto l'occupazione la notte precedente per tornare dal figlio malato - presto saremo in mezzo alla strada. Anche per questo siamo determinati a continuare la nostra battaglia». Sono 1.200, 284 solo a Roma, i lavoratori che rischiano a breve di essere licenziati. Sono i dipendenti di Agile, società contenitore creata da Eutelia nel maggio scorso e venduta un mese dopo per soli 96mila euro al gruppo Omega (che in un comunicato si definisce «estraneo» alla vicenda).
«Siamo stati acquistati da Omega a giugno - ricorda Nando - e già da luglio hanno smesso di darci lo stipendio; 90 giorni dopo ci hanno annunciato il licenziamento». Una forma di killeraggio industriale che il 55enne romano conosce bene: è infatti uno dei lavoratori di Getronics Italia, la multinazionale con 1.500 dipendenti e 222 milioni di fatturato che Eutelia ha comprato nel 2006, incamerando immobili e una liquidità disponibile di 47 milioni. Costo dell'operazione? Un euro, quanto un caffè.



Unanime la condanna di sindacalisti e politici per l´assalto notturno all´Agile. Per salvare i 1.200 posti di lavoro chiesta la mediazione di Letta
"Gesto grave e ignobile, ora intervenga Palazzo Chigi"
Di Berardino, Cgil "Questo attacco mostra il volto violento dell´imprenditoria"

LA REPUBBLICA edizione ROMA   -   11 novembre 2009   pag. II

Sono passate poche ore dall'irruzione notturna negli uffici di Eutelia, quando la notizia fa il giro di sindacati e segreterie politiche fino alle istituzioni, locali e nazionali. I primi a denunciare il fatto sono proprio i sindacati, con la Cgil che convoca subito una conferenza stampa: «Un'operazione gravissima - la definisce così Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom - che non è degenerata grazie al senso di responsabilità dei lavoratori. Sono i primi segnali di utilizzo di strumenti impropri che mettono a rischio la democrazia». Sulla stessa scia Claudio Di Berardino, segretario della Cgil di Roma e Lazio, secondo il quale l´attacco di oggi «mostra il volto violento dell'imprenditoria e richiede l'intervento immediato della presidenza del Consiglio». Invoca l'intervento del governo anche Anna Finocchiaro, che stigmatizza il caso Eutelia così: «Un fatto gravissimo di imbarbarimento dei rapporti tra le parti sociali, contro il quale tutte le forze politiche devono mobilitarsi». Pazienza della democrazia, forza del dialogo e della civiltà è quello che si aspetta il vicepresidente della regione Lazio Esterino Montino, che in una nota esprime solidarietà ai lavoratori di Eutelia e promette loro il sostegno della Regione. Con Montino molti assessori, da Alessandra Tibaldi (Lavoro), che auspica la convocazione urgente di un tavolo di confronto nazionale, a Giulia Rodano (Cultura), fino a Luigi Nieri (Bilancio), che dice: «I diritti dei lavoratori vanno sempre rispettati e ci auguriamo che i responsabili dell´ignobile gesto siano immediatamente perseguiti». Secondo Roberto Morassut, deputato e candidato alla segreteria regionale del Pd, «l'aggressione è un fatto grave e vile. 1.200 famiglie sono senza lavoro e senza stipendio a causa di un'azione unilaterale e oscura». Dello stesso tenore l'intervento di Massimiliano Smeriglio, assessore provinciale alle Politiche del lavoro, che rinnova la disponibilità della Provincia a collaborare perché la presidenza del Consiglio apra un tavolo di confronto. Invoca l'intervento di Palazzo Chigi anche Luigi Scardaone, segretario della Uil Roma e Lazio, per il quale l'aggressione è il risultato della «giustizia fai da te». La palla adesso passa a Gianni Letta: da oltre una settimana i lavoratori avevano chiesto un suo intervento per discutere la questione, senza ricevere risposta. Almeno fino ad oggi. (d. a.)



Dietro l'Eutelia fantasmi e mafie
di Paolo Gerbaudo

Tratto dal sito www.ilmanifesto.it   -   11 novembre 2009

Numero 27 di Holywell Row, strada breve e stretta, a mezzo miglio dalla City di Londra nei pressi di Old Street. Paesaggio urbano decadente ma alla moda, vecchi magazzini e palazzi commerciali trasformati in abitazioni, uffici, «studios» per designer e artisti, a pochi passi dai club della movida londinese di Shoreditch. La sede della Restform, uno dei due fondi di investimento che controllano Omega, impresa che ha acquisito il ramo information technology di Eutelia è all'angolo, in un modesto palazzo a tre piani. All'entrata una porticina blu e quattro nomi sul citofono. Non esattamente quello che ci si attende dalla sede legale di un fondo finanziario che controlla imprese con migliaia di lavoratori e beni ingenti.
Il manifesto è andato a fare visita alla Restform, fondo di investimento inglese che insieme ad Anglo Corporate, controlla Omega. Ma non l'ha trovata. In compenso allo stesso indirizzo ha scovato la Ashcroft Cameron, piccola impresa specializzata nella registrazione di compagnie, che offre il servizio di nominee. Ovvero messa a disposizione di prestanome, direttori d'azienda e azionisti fittizi, quelli che nel gergo finanziario chiamano gli straw men: gli «uomini di paglia».
Suoniamo al campanello della Ashcroft Cameron. «Salve. Sono interessato ai servizi che offrite». Un signore inglese sulla cinquantina ci apre la porta e fa strada verso lo scantinato. Dentro un ufficio angusto, mobilio modesto, quattro computer e due altri uomini di mezz'età in jeans e felpa impegnati al lavoro su alcuni documenti. Diciamo che vogliamo aprire una compagnia, ci danno un modulo per la registrazione e un tariffario. Creazione compagnia: 95 sterline. Servizio sede legale: 150 sterline l'anno. Direttore e azionisti nominali: a partire da 150 sterline all'anno.
Proviamo a chiamare il numero di telefono sul biglietto da visita e chiediamo della Restform. La persona che ha risposto passa la cornetta a qualcuno al suo fianco. «Pronto? Vorrei parlare con il direttore della Restform». La prima volta buttano giù il telefono. La seconda volta rispondono. Dall'altro capo del telefono la voce incespica, «sì... qui ci prendiamo cura della Restform». «Ci potrebbe mettere in contatto con il direttore?». «Salve, il direttore sono io». Dice di chiamarsi Stuart Baxter, la voce sembra quella della persona che poco prima ci aveva aperto la porta. Ma poi il «direttore», o meglio il prestanome della Resform limited, si rifiuta di rispondere alle domande e spiegare chi sia il «direttore reale». Tutto lecito, per carità. «È un sistema perfettamente legale, che serve a preservare la privacy delle imprese», spiega il sito di una delle tante compagnie che nel Regno offre il servizio di prestanome. «È pensato per quelle persone che preferirebbero evitare che il proprio nome venga associato ad una certa compagnia». Una pratica legale sì, ma infame. Ideale per mettere al riparo chi vuole fare operazioni poco chiare da occhi indiscreti.
Spulciando tra i documenti ufficiali di Restform messi a disposizione dal registro britannico delle imprese si scopre che l'impresa fu creata nel 2000, ma i bilanci 2008 e 2009 sono fermi ad una sterlina, la cifra che viene messa di default quando si apre un'impresa. Una società fittizia insomma, che esiste solo sulla carta e sui database informatici. Chi la controlla? Stando ai documenti esaminati, a partire dal giugno 2009 il direttore è un'altra compagnia. Si tratta della Cdf Formations Limited, la cui sede legale è ancora una volta il 27 di Holywell Row. Un'altra scatola cinese? Probabile. Ma cosa si nasconde allora dietro la Restform Ltd, dietro la Cdf Formations Ltd, e dietro altre eventuali scatole cinesi? Su siti e blog rimbalza la voce che di mezzo ci sia nientemeno che la 'ndrangheta. Un'accusa pesante il cui solo indizio al momento è contenuto in un articolo apparso il 28 aprile scorso sul Giorno di Lodi, dove si riferisce come Daniele D'Apote, imprenditore accusato di ricettazione e legami con la mafia calabrese. Tra le azioni di compagnie chiacchierate trovate in suo possesso, c'era pure una piccola quota della Revincta srl, azienda di costruzioni con sede a Milano, controllata proprio dalla fantomatica Restform.
 
 

Chi lavora alacremente per il disastro targato TAV a Firenze ?

 
Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze
notavfirenze@gmail.com

COMUNICATO STAMPA  -  Firenze, 10 novembre 2009
 
 
Le dinamiche che la Corte dei Conti imputa alla politica toscana per i danni in Mugello sono le stesse alla base del sottoattraversamento AV di Firenze

Il Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze ritiene molto importante l'intervento della Corte dei Conti nel tentare di valutare le responsabilità per i danni economici prodotti dalla costruzione del tunnel TAV in Mugello.
Se da un lato il Comitato si dichiara soddisfatto nel vedere che si stanno cercando i motivi del disastro ambientale dell'”alta velocità all'italiana”, dall'altro esprime la propria preoccupazione per i lavori che si vorrebbero avviare in Firenze per realizzare il sottoattraversamento. Anche se la stazione Foster ai Macelli pare sia un'ipotesi tramontata, non lo è lo scavo dei due tunnel, 7 chilometri ciascuno, da Castello a Campo di Marte.
Vediamo che i procedimenti che la Corte dei Conti imputa ai responsabili politici della Toscana per il Mugello sono gli stessi alla base del progetto fiorentino. In tutti gli atti ufficiali (dalla Valutazione di Impatto Ambientale del 1998 alle varie Conferenze dei Servizi) si autorizza l'iter del progetto nonostante ci siano importanti rischi non risolti a nessun livello progettuale rinviando sempre ad “ulteriori approfondimenti”.
Adesso che è stato licenziato il progetto esecutivo si scopre, dalle dichiarazioni del presidente dell'Osservatorio Ambientale che lo sta studiando, che le criticità relative a impatti sulla falda e rischio di cedimenti non sono stati risolti adeguatamente; si incarica sempre l'Osservatorio di proporre soluzioni tecniche per mitigare gli effetti dannosi dei tunnel.
Ormai ogni tecnico del settore sa che il progetto di sottoattraversamento è soggetto a rischi altissimi che nessun artificio può eliminare, ma si continua pervicacemente nel voler imporre quest'opera.
E' bene che il presidente della Regione Martini, l'assessore alle infrastrutture Conti, tutti gli organi interessati a studiare il progetto si ricordino che i cittadini sanno chi sono i responsabili dei disastri che verranno se si iniziassero i lavori.
Anche il sindaco Renzi, che ha riconosciuto i rischi della stazione Foster, sappia che questi tunnel presentano alti rschi e che anche lui sarà responsabile di un'opera pericolosa quanto inutile, se non avrà la forza di fermarla.
Riconosciamo al sindaco l'onestà di aver riconosciuto che “il passaggio dell'AV in superficie è tecnicamente fattibile, ma non lo è politicamente”. Ci dica adesso Renzi quali sono le forze politiche che si stanno per rendere responsabili dello scempio di Firenze dopo quello del Mugello.

Aggressione contro i lavoratori Eutelia

 
Agile-ex Eutelia, blitz dei vigilantes contro l'occupazione dei dipendenti
 
Tratto dal sito www.repubblica.it  - 10 novembre 2009
 
ROMA - Irruzione all'alba nella sede occupata dell'Agile (ex Eutelia) nel quartiere Tiburtino. Dieci vigilantes, dopo aver forzato il cancello, hanno cercato di mandare via un gruppo di lavoratori dell'ex Eutelia, circa una ventina, che avevano occupato per protesta alcuni locali della sede al Tiburtino. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di stato del commissariato San Basilio. I vigilantes, in divisa, hanno raccontato di essere stati chiamati dall'ex amministratore delegato, ascoltato successivamente dalla polizia che sta ricostruendo la vicenda.
La segreteria nazionale della Fiom ha denunciato l'azione come una "gravissima aggressione contro il presidio sindacale alla sede romana del gruppo da parte dell'ex ad della Eutelia". "Questa mattina alle 5.20 - rende noto la Fiom in un comunicato - una squadraccia di una quindicina di uomini capitanata dall'ex amministratore delegato di Eutelia, Samuele Landi, ha fatto irruzione nella sede romana di Eutelia presidiata all'interno dai lavoratori. Con piedi di porco hanno divelto le porte degli uffici, hanno svegliato i lavoratori che presidiavano la sede puntando loro negli occhi le torce elettriche, spacciandosi per poliziotti, chiedendo i documenti, minacciando gli stessi lavoratori e impedendo loro di muoversi".
"L'immediato arrivo delle forze dell'ordine - prosegue la nota - chiamate dai lavoratori, ha evitato il peggio visto l'atteggiamento violento e arrogante di questi loschi personaggi". Secondo quanto si è appreso la polizia sta ora ascoltando l'ex amministratore delegato di Eutelia, accusato di aver fatto l'irruzione nella sede dell'azienda.

Le reazioni
Immediate le reazioni dopo l'epiosodio, "Chiedo la convocazione urgente di un tavolo di confronto nazionale sulla vertenza Eutelia di cui ci siamo già occupati nell'ambito delle competenze regionali. Non si può accettare l'intervento di sgombero, effettuato questa mattina all'alba, da parte dell'azienda del presidio tenuto dai lavoratori", ha dichirato in una nota l'assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della regione Lazio, Alessandra Tibaldi.
Roberto Morassut, deputato del partito democratico e candidato alla segreteria del Pd lazio, ha definito l'episodio "un fatto grave e vile".
In segno di protesta la Fgci, l'organizzazione giovanile del Pdci, ha organizzato un sit-in davanti alla Camera dei deputati "per protestare contro la gravissima aggressione, in stile squadroni della morte, avvenuta all'alba contro il presidio sindacale alla sede romana di Eutelia da parte di una quindicina di guardie private, spacciatesi per polizia di Stato, accompagnate dall'ex amministratore delegato del Gruppo".

 
Pubblichiamo qui sotto l'appello diffuso nei giorni scorsi dai lavoratori Eutelia
 
AGILE – ex EUTELIA - COME  LICENZIARE  9000 PERSONE  SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!
E' iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI in:
AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega
Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti.

Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi, l'ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.

Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia,le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.
Abbiamo bisogno di visibilità mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane (Roma - Siena Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini,  nessun giornale a tiratura nazionale si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.
NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE  perchè la parola d'ordine è che se  non siamo visibili all'opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.
Dal  4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti
Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno  10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio. Altrimenti questa azienda morirà.

Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia